domenica 24 settembre 2017

AZIENDE BONELLIANE (XI): CICO (1a parte)

di Filippo Pieri

Qualche tempo dopo la scorsa puntata torna l'appuntamento con le "Aziende Bonelliane", ovvero con i marchi di fabbrica, le attività commerciali e quant'altro che, casualmente o volutamente, sfoggiano gli stessi nomi di personaggi (o autori) bonelliani! La puntata è dedicata stavolta alla spalla messicana di Zagor, il simpatico e pasticcione Felipe Cayetano Lopez Martinez y Gongales, comunemente detto Cico. Ne vedrete delle belle... ed è solo la prima parte!





CICO, Consorzio Italiano Cooperative Ortofrutta, è il nome di un'azienda in provincia di Ferrara e di una bevanda romena chiamata CI-Co.





Rimanendo in ambito alimentare ci sono vari ristoranti con lo stesso nome del messicano. Cico Pizzeria, a Terranuova Bracciolini in provincia di Arezzo (che tra l'altro è il paese dove ha fatto il militare un ben noto zagoriano...); Cico Rosticceria - Pizzeria a Diso (provincia di Lecce e... cognome del grande autore di Mister No!); e Ristorante - Pizzeria Da Cico a Pordenone.





Proseguiamo con la Cico Oil & Gas Company; con il CiCo - Centro interdisciplinare di studi e di ricerche sulla comunicazione presso l'Università di Pisa; e con il CICO - Canadian Institute of classical Osteopathy.


Filippo Pieri


N.B. Trovate i link alle altre Aziende Bonelliane in Cronologie & Index!

OVEST E COCCO BILL!

di Filippo Pieri

A pag. 26 sulla Settimana Enigmistica n. 4461 del 21 Settembre 2017 c'è la rubrica "Ovest e Dintorni". Il quesito numero 9, che riguarda un famosissimo personaggio pubblicato anche dalla Bonelli, chiede: In un assurdo Far West, un cowboy cavalca Trottalemme, beve camomilla al saloon, incontra tribù di Ciriuacchi ed elude le avances della bislacca Osusanna Ailoviù. Che fumetto è?


N.B. Trovate i link alle altre novità enigmo-Bonelliane su Interviste & News!

sabato 23 settembre 2017

FAKE COVERS 11: SUPERMAN VS. THE AVENGERS: THE MENACE OF THE CONTINENTAL DRIFT!

di Roberto Coltro

Continua la saga di Superman fuori dal DC Universe, alle prese stavolta con il mondo dei Vendicatori, in un'avventura altamente improbabile narrata attraverso le spassose fake covers di Roberto "The Fake Covers' Man" Coltro! (s.c. & f.m.)




Dopo essersi scontrato con Hulk e aver perso i suoi super-occhiali l'Ultimo Figlio di Krypton si mise a pensare quali gruppi supereroistici americani disponessero di tecnologie tali da costruirgliene una degna copia e, dopo lungo cogitare, decise di fare un salto all'Avengers Mansion, ben nota casa chiusa al pubblico, sede di una congrega di ben noti Ultimi Figli di. Nei Vendicatori originali militavano infatti: Capitan America, Ultimo Figlio della Seconda Guerra Mondiale; Thor, Ultimo Figlio di Asgard; Iron Man, Ultimo Figlio degli Stark; Wasp, Ultima Figlia dei Van Dyne; e Giant-Man, Ultimo Figlio di sua madre.



Figuriamoci se volevano costruirgli gratis un nuovo paio di super-occhiali! Avevano i Vendicatori braccine cortissime e posate incatenate al tavolo da pranzo per evitare che gli ospiti se le portassero a casa come ricordo della loro tirchieria! Thor, famigerato persino sull'Olimpo per la sua avarizia, si rivelò essere l'osso più duro da rodere della gang di Ultimi Figli di cotante madri. Superman cercò di stringergli la mano in segno di amicizia, ma l'asgardiano, temendo che volesse rubargli i bracciali, gliela martellò con una potenza tale da accelerare la deriva dei continenti. 



Così l'America del Nord cominciò a spostarsi pericolosamente verso la Corea del Nord, Israele verso l'Iran, l'Africa verso l'Italia, San Marino verso le Marche, Pechino verso Prato e Livorno verso Pisa! Una catastrofe senza precedenti! Per ovviare all'inconveniente geopolitico globale le industrie Stark fissarono alla roccia del Polo Nord un gigantesco disco d'acciaio che avrebbe dovuto girare in senso contrario alla rotazione della Terra, in modo da rimettere tutti i continenti al loro posto. Lo start andava però dato manualmente e di ciò, schettinando su pattini di Adamantio, si occuparono Superman, Iron Man e Batman.




Dopo un paio di giorni e miliardi di giri la tettonica a zolle aveva ripreso il suo corretto funzionamento. L'unica differenza era che Metropolis e Gotham si erano staccate da Manhattan e navigavano libere nella baia dello Hudson, causando problemi al traffico navale. Era però tutto un trucco, architettato dall'Incantatrice, gelosa di Thor che non aveva voluto farle soppesare il Mjölnir, con la scusa che aveva mani troppo piccole. Queste beghe mitologiche marvelliane non interessavano certo agli eroi DC: recuperate su qualche terra parallela pre-Crisis due pistole che sparavano raggi di asgardite (la kryptonite di Asgard) Superman e Batman si sbarazzarono della perfida ammaliatrice che, tra l'altro, aveva anche scoperto le loro vere identità (Duca di Kent e John Wayne).




Infatti Thor preferiva farsi prendere il martello dall'Uomo Assorbente, Carl "Tampax" Creel, perché era l'unico capace di comprenderne a fondo la struttura e la testura. Assorbito il metallo del Mjölnir, il cazzotto che l'Uomo Assorbente rifilò all'Uomo d'Acciaio ebbe l'effetto di un Big Bang in miniatura che però polverizzò soltanto la Fortezza della Solitudine con tutti i gadget e i memorabilia quotatissimi su eBay lì stivati da Kal-El in lunghi decenni... 



Infuriato come una scimmia di Kandor contro Thor e tutta la sua marmaglia di nemici, Superman decise di punire una volta per tutti il Dio Biondo che fa girare il mondo cercando di seppellirlo con tonnellate di cemento strappate direttamente dalla sede di Metropolis degli Avengers.



Ma, quando ormai, sepolto dai calcinacci, anche l'ultimo boccolo dei capelli di Thor aveva smesso di fluttuare al vento, Superman fu fermato dall'imprevedibile Teschio Rosso, chiamato ad aiutare il dio dei Vendicatori proprio da Capitan America! Per quale motivo il Super Soldato aveva messo da parte il suo rancore contro il super-nazista suo acerrimo e storico nemico? Perché solo il Teschio Rosso possedeva l'arma capace di fermare in quel momento la furia di Superman: una versione sferica in vetro di kryptonite soffiato a Merano del letale Cubo Cosmico! Per brevità questo pericolosissimo oggetto veniva chiamato dagli esperti Versione Sferica in Vetro di Kryptonite Soffiato a Merano del Letale Cubo Cosmico, evitando ridondanti articoli determinativi o indeterminativi iniziali. 



Chiuso dentro Versione Sferica in Vetro di Kryptonite Soffiato a Merano del Letale Cubo Cosmico Superman non la smetteva di lamentarsi, anche perché all'interno, questa benedetta Versione Sferica in Vetro di Kryptonite Soffiato a Merano del Letale Cubo Cosmico, non era sferica, ma cubica, e gli spigoli gli stavano massacrando la spina dorsale. Sentry, il primo Vendicatore (ma anche il primo Fantastico Quattro, il primo Uomo Ragno, il primo Devil, etc. anche se nessuno lo sapeva), passato di lì per caso a sentire se anche Capitan America soffriva di spaventosi effetti collaterali del siero del Super Soldato (meteorismo), pose fine allo strazio rompendo a pugni Versione Sferica in Vetro di Kryptonite Soffiato a Merano del Letale Cubo Cosmico. Superman, finalmente libero, si riposò qualche secondo in aria e poi, ricordatosi improvvisamente che doveva terminare uno scoop sulla diffusione della marmotta in America, per cambiarsi d'abito individuò con la super-vista l'ultima cabina telefonica rimasta al mondo, nel Burundi, indossò il costume e la parrucca del Duca di Kent e si incamminò, abbigliato come ai tempi di Barry Lyndon, verso il Daily Planet (dove arrivò tre giorni e dieci aeroporti dopo). Intanto Batman, tornato John Wayne, cavalcava verso Hollywood, mentre a Murano, quella con la "u", i villeggianti sciavano...


Roberto Coltro


N.B. Trovate i link alle altre puntate delle Fake Covers su Cronologie & Index!

venerdì 22 settembre 2017

IL NUOVO BATTISTA IL COLLEZIONISTA, by PIERI & FIZIALETTI, SULL'ONDA DEI RICORDI!

di Filippo Pieri

Venti anni fa stava per uscire in tutte le fumetterie, pubblicato da Comics & Dintorni, un albo contenente una storia apocrifa di Battista il Collezionista, il primo personaggio creato da Moreno Burattini (che recentemente è tornato a scriverlo). Ricordo che quell'albo spillato fu presentato a Lucca Comics (senza i Games) e io, in disparte, osservavo le reazioni del pubblico. Un ragazzo lo prese e lo sfogliò, poi dopo averlo riposto quasi con disprezzo sul banco disse al suo amico: Questo non è il Battista il collezionista che conosco io! Aveva ragione e sono sempre stato d'accordo con lui. Anche a me, da lettore, piacerebbe leggere le storie di questo personaggio scritte solo dal suo creatore, inarrivabile per tanti motivi. Nonostante ciò, con incoscienza e testardaggine, ci ho riprovato, sempre sotto la supervisione di Moreno, altre volte.
Un paio di volte insieme al disegnatore Andrea Kant sul numero 23 e sul numero 29 di Sbam! Comics. E una volta con Umberto Fizialetti, il disegnatore dell'albo di Comics & Dintorni, con il quale realizzammo una storia breve per Dime Press. La storia però non fu mai pubblicata sulla rivista, e uscì molti anni dopo, in versione ridotta, su Dime Web.
Oggi, per festeggiare appunto il ventennale di quella prima pubblicazione, la storia è stata finalmente completata e ve la proponiamo (naturalmente approvata da Moreno) in tutto il suo splendore! Buon divertimento.

P.S. Prometto a quel lettore che questa è l'ultima volta, e poi non scriverò più per Battista il Collezionista!

E noi speriamo di no! (s.c. & f.m.)



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giovedì 21 settembre 2017

DIME WEB INTERVISTA FELIX MADISON! (LE INTERVISTE XLVI)

a cura di Pierangelo Serafin

In realtà avevamo già incontrato questo stesso uomo, ma sotto altre vesti autoriali, e dunque questa è la prima intervista ufficiale di Dime Web a Felix Madison! Nel precisare che le foto sono state scattate dal nostro stesso reporter d'assalto, vi auguriamo buona lettura! (s.c. & f.m.)

Felix Madison, ovvero Alessandro Felisi


Diario di un’avventura improbabile è l’ultima fatica letteraria di Alessandro Felisi pubblicata con lo pseudonimo di Felix Madison e se non fosse che mi ritrovo nell’elenco di coloro che sono stati ringraziati dall’autore probabilmente mi sbilancerei nel criticarlo in maniera fin troppo benevola. Anche lasciando perdere i panni dell’imbonitore da fiera agreste e limitandomi ai doveri del cronista non si può esordire in maniera migliore dicendo che questo libro ha già vinto un premio che è appunto quello della sua pubblicazione. Il testo appartiene infatti alla mezza dozzina di vincitori del concorso “6 Romanzi in cerca d’autore” indetto dalla Kobo che, come molti appassionati lettori sapranno, gravita nell’universo editoriale della Mondadori. Una parte dell'introduzione che sta in quarta di copertina recita: Passaggi segreti ed elefanti rosa, elisir dell'eterna giovinezza e gangster vegani, società segrete e fin troppo conosciute...
Come anticipato sopra da Ceri & Manetti avevamo già incontrato l’autore milanese nell'aprile 2016, quando parlammo del suo Eroi con la S maiuscola in un'intervista concessa al nostro sito e lo ritroviamo ora con un nuovo libro e... un nuovo nome!

La domanda di partenza e di prassi, forse scontata, è:


DIME WEB - Alessandro, perché lo pseudonimo?

FELIX MADISON - Diciamo che la cosa è successa quasi per caso. A tutti gli iscritti al concorso veniva data la possibilità di usare uno pseudonimo, e io non ho resistito. Avere uno pseudonimo è quasi come avere una doppia identità, il che ti fa sentire un po’ come un supereroe o un agente segreto. Sebbene non ci sia nulla di eroico nello scrivere un romanzo come questo, devo ammettere che mi sono fatto trasportare da visioni poco realistiche in cui svelavo a un imprecisato numero di attoniti amici, di essere io il famoso Felix Madison. Ma chi quello dei romanzi? Sì proprio io! Scherzi a parte, Felix Madison è l’insieme di nome e cognome dei protagonisti della Strana Coppia di Neil Simon: Felix Ungar e Oscar Madison. La scelta non è stata casuale. Diciamo che i due personaggi riassumono alcune delle caratteristiche principali del mio carattere. Oscar Madison, è uno scrittore, un giornalista, ed è quello disordinato e approssimativo, vive da solo in un appartamento trasandato. Felix Ungar è l'esatto opposto: preciso in modo maniacale, ossessionato dall'ordine e dalla pulizia, e incapace di rassegnarsi.


Il libro di Felix Madison sugli scaffali del Mondadori Store


DW - Forse anche più del personaggio narratore degli eventi si può affermare che, nel tuo libro, il protagonista principale è il Tempo: il perno centrale intorno al quale tutto ruota e al quale, presto o tardi, bisogna rendere conto...

FM - Osservazione interessante la tua, e non posso che essere d’accordo. Tutto o quasi, nel libro, ha due facce. Anche il tempo non fa eccezione. Viene vissuto in senso nostalgico per la gioventù perduta e per i bei ricordi a essa legati, o viene subìto come momento indesiderato in cui si rivivono esperienze spiacevoli che i protagonisti credevano di essersi lasciati alle spalle. Il tempo, in questo libro, è anche il testimone della storia delle persone raccontata tra le righe di quella grande dell’umanità e poi fa il contrario e diventa la grande storia di una sola persona dentro momenti piccoli di quella umana.


Felix Madison - Diario di un’avventura improbabile - Kobo Editore. Nella versione cartacea: 470 pagine - € 19.50; nella versione ebook: 364 pagine - € 1.99


DW - Uno degli aspetti che balza all'occhio, oltre alle note divertenti, è il gran numero di dotte citazioni di ogni genere (siano esse di carattere letterario, fumettistico, musicale o cinematografico) che si trovano nel corso della lettura. Altrettanto eterogenei sono i personaggi e alcuni di essi sono degli autentici stereotipi ben definiti come mamma Nostaw: Una donna di mezza età, che era in tutto e per tutto la sosia di Shelley Winters in "Bloody Mama", sigaro in bocca compreso... (e poi il fido maggiordomo multiuso alla Alfred Pennyworth e ancora la ex-spia dalla Germania Est che sembra uscita da un film di 007). Personalmente penso che questo espediente abbia in definitiva aiutato a rendere ben distinguibili tra loro i personaggi senza far perdere troppo tempo al lettore nel cercare di immaginarseli, anche perché i personaggi sono davvero molti e ognuno di essi con un ruolo importante nello svolgimento del racconto. Quanto è stata ed è importante la tua esperienza teatrale per poter gestire al meglio e con la giusta tempistica tutti questi personaggi?

FM - Alcuni personaggi partono volutamente da uno stereotipo, come hai giustamente notato, e come hai correttamente intuito la cosa è stata intenzionale. Questo è un romanzo “corale”, con molti personaggi. Facilitarne la visualizzazione al pubblico non è impresa da poco e l’utilizzo di modelli facilmente riconducibili all’immaginario collettivo aveva come scopo quello di fissare nella mente del lettore ruoli, caratteristiche principali e carattere di alcuni di essi. Inoltre l’introduzione dei personaggi avviene molto gradualmente, nell’arco di quasi tutto il libro, contribuendo a rafforzare i ruoli. Gli stessi naturalmente si evolvono mano a mano, diventando sempre più imprevedibili. La mie esperienza come attore e drammaturgo è stata quasi vitale. Da anni mi occupo di adattamenti o stesure inedite di testi teatrali e spesso questo comporta l’impiego di molti personaggi. Il processo è stato molto naturale e a volte quasi matematico, tenendo sempre conto del numero di personaggi presenti in scena, da quanto tempo non avevano una battuta e se quello che potevano dire o fare fosse adeguato alla situazione.


Un momento della presentazione del libro (Milano, luglio 2017)



DW - Spero di non "spoilerare" troppo se dico che è già previsto un seguito. Quanto dovremo all'incirca aspettare?

FM - Questo dipende dall’editore e dal successo di questo primo libro. Diario di un’avventura improbabile è uscito a Luglio e il calendario delle presentazioni va diventando sempre più fitto, ma confido che in capo a qualche mese, progetti paralleli permettendo, se ne potrà cominciare a parlare.


DW - Facendo un piccolo passo indietro, ci vuoi parlare di quello che hai realizzato a Cartoomics 2017 nell'ambito delle iniziative partorite dai fan del Doctor Who?

FM - Senza dilungarmi troppo sulla genesi dell’idea, che comunque vede la partecipazione e l’appoggio di Matteo Arcuri e dei gruppi Spawns of Gallifrey e Doctor Who Italia, lo scorso Cartoomics ho avuto il piacere e l’onore di dirigere due doppiatori (e una voce) nella lettura di un testo inedito scritto da me. Christian Iansante, Nanni Baldini e Marco Mete, voci italiane di decimo, undicesimo e dodicesimo dottore della serie BBC "Doctor Who", si sono esibiti davanti a un vastissimo pubblico di fan della serie (praticamente tutti in cosplay a tema) leggendo e interpretando un’avventura inedita intitolata No Time For VoicesBaldini non poteva essere presente ma ci mandò la traccia audio, registrata in studio. Il successo è stato enorme e alla conferenza che ne è seguita abbiamo fatto il tutto esaurito. Un’esperienza straordinaria. Ovviamente sto già lavorando a qualcosa per la prossima edizione.

Felix Madison fra i vincitori del premio "6 Romanzi in cerca d'autore"



DW - Alla prossima Alessandro/Felix, e grazie per il tempo dedicatoci!


a cura di Pierangelo Serafin


N.B. Trovate i link agli altri colloqui con gli autori in Interviste & News!

DOPPIO ENIGMA DYLANIATO!

di Filippo Pieri

Sulla Settimana Enigmistica n. 4459 del 7 Settembre 2017, a pagina 21, nella rubrica "Una gita a...?" al 45 orizzontale si chiede: il Dylan degli albi a fumetti.



Sempre sullo stesso numero, ma a pag. 45, nella rubrica "Forse che si, forse che no", il quesito numero 9 chiede: Il personaggio di Dylan Dog è stato creato da un italiano?


N.B. trovate le altre occasione enigmistico-bonelliane su Interviste & News!

domenica 17 settembre 2017

17 SETTEMBRE 2012 - 17 SETTEMBRE 2017: 5 ANNI DI DIME WEB

Illustri lettori,
oggi festeggiamo il primo lustro di Dime Web, illustrando questo pezzo con le illustrazioni (di illustri illustratori), delle copertine uscite per il primo lustro delle testate bonelliane.
Lustratevi gli occhi. (s.c. & f.m.)

Settembre 1953, quinto anno di Tex, ma il ranger non si presenta per la scena di copertina.
Tex a striscia 6a serie (serie verde) n.21 - Illustrazione di Aurelio Galleppini
(Ringraziamo gli amici di www.collezionismofumetti.com per questa e altre immagini della galleria che segue)

Giugno 1963, fuochi d'artificio per il quinto anno del Piccolo Ranger, ma Kit Teller non si vede.
Collana Audace 5a serie n.14 - Illustrazione di Francesco Gamba.


Settembre 1963, quinto anno de Un Ragazzo nel Far West. Anche Tim Carter seguendo l'esempio dei più illustri colleghi, non si presenta per la copertina. La collana chiudera i battenti sei albi dopo.
Collana Frontiera 6a serie n.18 - Illustrazione di Franco Bignotti
Giugno 1966, quinto anno di Zagor. Lo Spirito con la Scure, se pur per un soffio, riesce a farsi immortalare nella cover, cambiando la tendenza in Casa Bonelli. Curiosamente con questo albo spariscono i personaggi in appendice a Zagor.
Collana Lampo - 3a serie n.55 - Illustrazione di Gallieno Ferri

Giugno 1971, il Comandante  Mark festeggia cinque anni, è il primo personaggio di un certo successo ad essere pubblicato direttamente  nel formato 16x21.
Collana Araldo n.61 - Illustrazione della EsseGessE


Giugno 1972,  col 28° albo di Storia del West, si festeggia il 5° anno della mitica serie che narra l'epopea del lontano ovest.
Collana Rodeo n.61 , illustrazione di Gino D'Antonio


Giugno 1980, Jerry Drake festeggia pericolosamente il suo 5° anno di vita editoriale.
Mister No n.61 - Illustrazione di Gallieno Ferri

Giugno 1982, Ken Parker festeggia il 5° anno inseguendo uno splendido cavallo bianco.
Ken Parker n.48 - Illustrazione di Ivo Milazzo


Aprile 1987 - Cinque anni di Martin Mystère che festeggia in apnea.
Martin Mystère n.61, illustrazione di Giancarlo Alessandrini

Ottobre 1991, visto il successo editoriale crescente, Dylan Dog  non bada a spese, e per i festeggiare i cinque anni  di vita editoriale, invita anche esseri da altri pianeti.
Dylan Dog n.61 - illustrazione di Angelo Stano

Giugno 1993, Nick Raider ridimensiona gli orizzonti e per il 5° compleanno, organizza un incontro  per pochi intimi in un vicolo malfamato di New York.
Nick Raider n.61, illustrazione di Bruno Ramella 


Giugno 1996, Nathan Never festeggia nel cyberspazio il primo lustro di vita.
Nathan Never n.61, illustrazione di Roberto De Angelis

Maggio 1997, La testata antologica nata come costola di Martin Mystère festaggia con il terzo episodio del crononauta creato da Luigi Mignacco.
Zona X n.23, illustrazione di Giamcarlo Alessandrini


Gennaio 2000, Legs festeggia con un numero speciale il quinto anno della sua collana in solitaria.
Legs Weaver n.50, illustrazione di Mario Atzori, ispirato da Norman Rockwell


Luglio 2002, Ned Ellis rimane ferito proprio in occasione del suo quinto anniversario.
Magico Vento n.61 , illustrazione di Pasquale Frisenda

Settembre 2002, Napoleone Di Carlo, l'entomologo elvetico più famoso nel mondo dei fumetti, festeggia i cinque anni in edicola con curiosi compagni di copertina.
Napoleone n.31, illustrazione di Carlo Ambrosini

Giugno 2003, Brendon non è un tipo mondano e festeggia dormendo.
Brendon n. 31, Illustrazione di Corrado Roi
Ottobre 2003, Julia è in ritardo per il party del quinto anno.
Julia n.61, illustrazione di Marco Soldi
Aprile 2004, mega festa con rissa per Jonathan Steele in procinto di chiudere la sua carriera bonelliana per passare nella scuderia Star Comics.
Jonathan Steele n.61 , illustrazione di Giancarlo Olivares
Giugno 2004, randez-vous in un mondo parallelo per i cinque anni di Gea
Gea n.11, illustrazione di Luca Enoch
Aprile 2005 -  Effetti speciali in copertina per il quinto anno di Harlan Draka... che non se ne accorge perché guarda dalla parte opposta.
Dampyr n.61 - Illustrazione di Enea Riboldi
Giugno 2012, Ian Aranill, per gli amici "Dragonero" compie cinque anni, ma non ha ancora la sua serie regolare che esordirà solo l'anno successivo.
Illustrazione preparatoria del 2012 di Gianluca Pagliarani.

Novembre 2013,  festa esotica nell'Egitto napoleonico per il quinto anno di Lilith.
Lilith n.11, illustrazione di Luca Enoch

Ottobre 2017, Le Storie festeggeranno il quinto anno, con una cover che ricorda un po' quella dI Dylan Dog 61.
Le Storie n.61, illustrazione di Aldo Di Gennaro