venerdì 25 maggio 2018

DIME WEB INTERVISTA LEO ORTOLANI! (LE INTERVISTE LVII)


a cura di Elio Marracci

Leo Ortolani nel 2016 (da "Rolling Stone")

Definito “il più grande autore Marvel vivente”, Leo Ortolani è nato a Pisa il 14 gennaio 1967. Da sempre amante di cinema e fumetto, in giovanissima età, si trasferisce a Parma dove studia geologia all'Università. Dopo la laurea si dedica interamente alla nona arte pubblicando nel 1990 su "Spot", supplemento della rivista romana "L'Eternauta" dedicato agli esordienti, la prima storia di Rat-Man, personaggio che gli darà enorme fama. Negli anni seguenti realizza quattro avventure dei Fantastici Quattro - un'ideale prosecuzione del lavoro di Jack Kirby - collabora a "Starcomìx", rivista umoristica diretta da Luca Boschi, e disegna le strisce della serie “Quelli di Parma”, che parlano della città e dei suoi abitanti. Nel 1995 crea “Venerdi 12” per il mensile "L’isola che non c’è" e autoproduce 12 numeri di "Rat-Man", pubblicati dapprima dalle Edizioni Foxtrot di Marcello Toninelli e poi dalla Bande Dessinée di Andrea Rivi. Nel 1996 il salto di qualità. Rat-Man appare sul mensile "Marvel Magazine" di Marvel Italia/Panini Comics; nel 1997 al personaggio viene dedicata una collana, che verrà ristampata in più di un'occasione; la serie, fino alla sua conclusione avvenuta nel 2017 con il numero 122, per più di venti anni è stata una delle testate più vendute dalla casa editrice modenese. A testimoniare il grande successo dell'eroe con il “muso di scimmia” c'è anche una serie animata prodotta nel 2006 dallo studio Stranemani.

Sui "Quaderni Bonelliani" non poteva mancare il Dylan Dog di Ortolani!


Nel settembre 2011 Leo Ortolani dà alle stampe il suo primo libro, Due figlie e altri animali feroci, che descrive la sua esperienza di adozione, mentre il 2 novembre 2014, imprime le impronte delle sue mani sul cemento per quella che costituirà la Walk of Fame della città di Lucca. Visto che un autore di tale caratura ha voluto rispondere ad alcune domande che gli ho posto, senza indugiare oltre lascio quindi a lui la parola. (e.m.)


DW - Per i lettori che non ti conoscono, molto pochi in verità, potresti presentarti in due parole?

LEO ORTOLANI - Sono Leo. Ah! Ah! No, sul serio, sono leo ortolani (tutto minuscolo) e sono un fumettiere. Perché “fumettista” ha dentro qualcosa dell’artista che non sta a me giudicare, mentre “fumettiere” ha dentro il lavoro e la fatica di ogni giorno di un lavoratore, come il carpentiere, il panettiere, l’infermiere.

Il libro di Ortolani padre di famiglia


DW - Come si è sviluppata in te la passione per il disegno?

LO - Non si è sviluppata, siamo nati insieme. Faccio fumetti da quando avevo quattro anni. Prima, probabilmente, ero impegnato a regolare lo sfintere e a stare eretto.


DW - Nonostante una laurea in geologia, perché a un certo punto della tua vita hai sentito la necessità di dedicarti interamente al fumetto?

LO - La domanda va girata al contrario. Con la passione per il fumetto, come mai ho sentito la necessità di una laurea in geologia? Perché mia mamma, pittrice, mi ha sempre messo in guardia dall’affidarsi alle arti, per campare. Poi, fortunatamente, è andata bene e ho potuto lasciare la parentesi geologica.


Il n. 2 di "Spot", libretto della Comic Art voluto dal grande Rinaldo Traini, sul quale esordì Ortolani. Qui è allegato a "Horror".


DW - Sei conosciuto principalmente per il personaggio di Rat-Man, di cui hai pubblicato la prima storia su "Spot", supplemento trimestrale del mensile "L'Eternauta" dedicato agli esordienti. Nello stesso periodo hai collaborato con riviste e fanzine tra cui la celeberrima "Made in Usa". Che cosa ricordi di quei tempi e cosa ti è rimasto di quell'esperienza?

LO - Ricordo poco, nel senso che ero sempre in casa a disegnare, andavo pochissimo alle fiere del fumetto, solo a Lucca, per dire. Ma ricordo sempre con piacere gli amici con cui ho iniziato, i fondatori di "Made in Usa", che mi hanno permesso di arrivare all’attenzione dei lettori. E appena posso, ci vediamo. Erano comunque anni belli, un po’ perché hai 24 anni e hai tutte le speranze e l’energia della giovinezza, un po’ perché si stavano muovendo alcune cose importanti, tipo l’inizio delle autoproduzioni o l’ascesa del fenomeno manga.


DW - Cosa pensi che abbiano lasciato queste pubblicazioni alle generazioni di fumettisti che sono venute in seguito?

LO - Dipende se le hanno lette o meno. Credo che se non le hanno comprate allora, i nuovi lettori nemmeno sappiano cosa siano. Questi ultimi devono alle fanzine i primi lavori degli autori che hanno successivamente apprezzato, quindi sono molto debitori a queste pubblicazioni, certamente, ma di riflesso.

L'inizio Rat-Man su "Spot" n. 2 (giugno 1990)


DW - Dopo la parentesi con Comic Art, Rat-Man è apparso in 12 albetti da 24 pagine, più uno Speciale Origini, editi dalla FoxTrot e poi dalle Edizioni Bande Dessinée. Che ricordi hai di quel periodo?

LO - Beh, ne ho, ma a parte che lavoravo già allora come un matto, occupandomi di tutta la filiera produttiva, non vorrei fare la figura del nonno che racconta dei tempi passati davanti al camino. Da solo.


DW - Ci sono stati momenti in cui hai pensato di non potercela fare?

LO - Mai. Sul serio. Non avevo il tempo, per pensarlo.

Una fine di Rat-Man


DW - Con il passaggio del personaggio a Marvel Italia e a Panini Comics non sei stato più editore di te stesso, ma hai affidato il prodotto a una realtà esterna. Quali pregi e quali difetti hai trovato?

LO - E meno male. In questo modo sono stato libero di occuparmi del mio lavoro, che è quello di scrivere e disegnare le storie. Con Panini sono più di vent’anni che collaboro, quindi direi che, qualche inciampo a parte, mi sono trovato bene, con reciproca soddisfazione. Al momento, con la crisi delle edicole, stiamo cercando nuovi assetti e nuovi equilibri, sia io come autore, che loro come casa editrice.


DW - In Panini il tuo tramite con gli editori è stato Andrea Plazzi. Visto che hai con lui un rapporto privilegiato, puoi raccontare un aneddoto su questo gigante (in tutti i sensi) della cultura a fumetto italiana?

LO - Andrea è incredibile per la quantità di cose che conosce. Dopo anni che ci frequentavamo, fa una telefonata in inglese con una persona del fumetto americana, poi, parlando, mi rivela che in realtà la sua prima lingua straniera è il francese. E che ha conosciuto Marjane Satrapi. Andrea è così. Tira fuori queste cose, come se fossero cose che succedono tutti i giorni. Tipo la volta che, a una festa in America, Ed Brubaker gli ha vomitato sulle scarpe.

La vera fine di Rat-Man?


DW - Nel corso della tua storia editoriale sono state pubblicate cinque testate che raccolgono le storie di Rat-Man, character che è stato anche protagonista di una serie animata composta da 52 episodi lunghi 13 minuti ciascuno. Come ti spieghi il successo del personaggio?

LO - Un successo non si spiega mai completamente. Ci sono elementi che sfuggono sempre, altrimenti sarebbe semplice replicarlo ogni volta. Alcuni di questi saranno sicuramente l’umorismo e la bontà delle storie, ma sicuramente c’è qualcosa di più, che però non so cosa sia.


DW - Perché dopo 30 anni hai deciso di porre fine a Rat-Man?

LO - Perché la sua storia era finita. Lo avevo sempre detto, che sarebbe finita.

Il cartone animato di Rat-Man


DW - Sei conosciuto prevalentemente come autore completo. Non hai mai pensato di affidare le tue sceneggiature ad altri disegnatori?

LO - Mi è successo una volta, per una miniserie scritta insieme ad Ade Capone, ma poi vado sempre a fare le pulci ai disegni, non sono completamente soddisfatto, perché ho una visione mia, per cui ho smesso e preferisco fare tutto da solo.


DW - Nella tua vastissima produzione sono presenti, oltre alle storie di Rat-Man, strisce e parodie di film e di opere letterarie, e a fumetti. Quali degli ambiti esplorati ti diverte di più e in base a cosa ti dedichi all'uno piuttosto che all'altro?

LO - Lo hai detto tu: decide tutto il divertimento. Se una cosa mi sembra divertente, la faccio, altrimenti mi risparmio la fatica e faccio altro. Principalmente, la fonte mia del divertimento sono i film.

Leo Ortolani e la passione pel cinema (da Cinemah presenta: buio in sala)


DW - Sono famose le recensioni cinematografiche grafiche, dapprima ospitate sul tuo blog personale e in seguito raccolte nel 2016 da Bao nel volume CineMAH presenta: Il buio in salaQuesto mi dà lo spunto per chiederti: quali sono i generi cinematografici prediletti da Leo Ortolani e perché?

LO - Non ho generi preferiti. A me importa che un film sia un buon film, poi può essere una piccola commedia intimista o un gigantesco e spettacolare film di mostri. Vedo davvero di tutto.


DW - Oltre a Jack Kirby, di cui sei riconosciuto come uno degli eredi, quali sono gli artisti che ti ispirano?

LO - Tutti quanti. Cerco di osservare il più possibile cosa fanno gli altri e come lo fanno, soprattutto se quello che hanno fatto è stato fatto bene, oppure non ha avuto successo e allora cerco di capire dove hanno sbagliato. Tutti mi influenzano, ma nel nostro mestiere dovrebbe essere così per ognuno di noi.

Nelle vene di Rat-Man scorre sangue kirbyano!



DW - Sei un disegnatore metodico che lavora a orari stabiliti, oppure sei uno di quelli che si alza di notte a disegnare perché ti è venuta l’ispirazione?

LO - Di notte, dormo. Al più, se mi viene in mente una gag, me la segno! Con una famiglia, ho poco da fare l’artista genio e sregolatezza. Devo concentrarmi e lavorare nei momenti in cui lo fanno tutti i lavoratori di questo mondo. Poi, può capitare che le mie attività proseguano anche dopo cena, per chiudere alcune cose e poterne iniziare altre, il giorno dopo. Diciamo che sono un lavoratore inarrestabile.


DW - Come si svolge la tua giornata tipo?

LO - Mi alzo per mandare a scuola le figlie, poi vado in studio e lì faccio quel che c’è da fare, fino alle 18-18:30, orario in cui rientro. Come detto prima, a volte, dopo cena, dopo che le bimbe sono andate a dormire, proseguo per completare del lavoro, solitamente disegni.




Variant cover di C'è spazio per tutti: Rat-Man in orbita!

DW - Quanto di te è presente nel tuo lavoro?

LO - Be’, lo faccio io, quindi tanto!


DW - Quanto di quello che ti circonda?

LO - Anche quello, ci finisce dentro, è inevitabile.


DW - E quanto c'è di inventato?

LO - Molto anche di questo. Perché anche se utilizzo materiale che proviene dalla vita vissuta, va comunque prima trattato.


DW - Quali fonti usi per documentarti?

LO - Quelle di cui ho bisogno. Per il volume C'è spazio per tutti, ho utilizzato moltissimo i video, gli articoli e tutto quello che ho trovato in rete sull’argomento. Ho preso una seconda laurea in ingegneria aerospaziale!


Copertina regular di C'è spazio per tutti


DW - Oltre ai libri e ai fumetti che sicuramente userai per documentarti, quali altre letture fai?

LO - Mi piace leggere libri di narrativa contemporanea. Al momento, sto leggendo Quel che resta del giorno, di cui anni fa avevo visto il film, ma il libro offre senza dubbio una prospettiva più intensa.


DW - È nota tra gli appassionati la tua collaborazione con tuo fratello Lorenzo. In cosa consiste? Vuoi parlarcene?

LO - Lorenzo, in arte “Larry”, è il mio colorista ufficiale. Siccome è bravissimo, lo incarico di colorare le cover dei miei albi/libri e quando ha tempo, gli interni. Ha uno stile che ben si addice al mio tipo di narrazione a fumetti. Purtroppo, lavorando con una precisione e una intensità altissime, non è velocissimo, ma il risultato è sempre spettacolare.

Poster bonelliano di Ortolani (2011)


DW - Da professionista ormai affermato che consigli daresti a chi si volesse affacciare al mondo del fumetto?

LO - Di non sporgersi, che poi cade. E poi di fare bene attenzione a due cose. Se non hai una passione bruciante, a cui sacrifichi pure te stesso, lascia perdere il fumetto, perché ti chiede esattamente quello: te stesso. E infine, rispetta gli accordi e le scadenze. Non importa cosa ti possa capitare nella vita, rispetta le scadenze o sei fuori dai giochi.


DW - A cosa stai lavorando attualmente?

LO - A un volume per Bao Publishing che si intitola Cinzia, dedicato alla figura della transessuale bionda, stavolta completamente staccata dal mondo di Rat-Man.


Cinzia!



DW - C'è una domanda che non ti è stata fatta alla quale vorresti rispondere?

LO - Sei stanco? Oggi sì, ho dormito solo quattro ore. Ma pazienza, mi riposerò quando sarò vecchio.


a cura di Elio Marracci

N.B. Trovate i link agli altri colloqui con gli artisti su Interviste & News!

P.S. di Francesco Manetti - Elio, con questa intervista, ci ha fatto un regalo immenso, perchè noi ex di "Collezionare" e di "Dime Press" siamo da decenni fan sfegatati di Ortolani, sia per la sua arte, sia per il nostro identico percorso fanzinesco iniziale: anni fa Leo fu anche ospite della nostra fumetteria Mondi Paralleli per un incontro con i clienti/appassionati! Personalmente ho più volte "incrociato" la vita professionale di Ortolani: quando apparve per la prima volta Rat-Man, su "Spot" di Traini, cominciai a lavorare per la Comic Art, con "Horror", rivista curata da Boschi (che, pure lei, regalava "Spot"); inoltre, mentre "Spot" era l'allegato a fumetti della rivista "L'Eternauta", l'allegato trimestrale di critica fumettistica al mensile "Comic Art" si chiamava "Gertie", ed era fatto interamente (impaginazione compresa), dai ragazzi fiorentini di "Exploit Comics", con i quali già stavamo collaborando; infine, grazie a Boschi, capitò anche a me di lavorare per "Starcomìx" della Star Comics, con alcune rubriche non fumettistiche. C'è da dire che negli anni '80 e '90 la scena fumettistica toscana era davvero un fermento continuo di idee! (f.m.)

SBAM COMICS 39!

di Filippo Pieri

E' uscito il nuovo numero di Sbam! Comics la rivista A fumetti SUI fumetti.

IN COPERTINA

Un “compleanno” importante per il nostro Azzurrone preferito. Anche perché gli 80 anni di Superman sono in realtà gli 80 anni dell’intero genere supereroistico. Ripercorriamo il meglio della saga della creatura di Jerry Siegel e di Joe Shuster, vero caposaldo dell’arte del Fumetto.

80 ANNI DI SUPEREROI

Per parlare più in generale di supereroi, abbiamo con noi due ospiti di eccezione: J.M. De Matteis, storica penna d’oltreoceano, e Carmine Di Giandomenico, autore italiano ormai accasato alla corte di Flash.

“AUTOBIOGRAPHIC NOVEL”
È noto soprattutto per i suoi personaggi per bambini, i Ronfi, ma ha alle spalle molto, ma molto di più: andiamo alla scoperta dell’”altro” Adriano Carnevali, scorrendo la sua monumentale autobiografia a fumetti (ma anche illustrazioni e perfino… sonetti in rima!).

PARLIAMO DI FUMETTI IN LIBRERIA
Non è più una novità: il Fumetto è ormai grande protagonista anche nella libreria generalista. Proseguiamo la nostra analisi di questo fenomeno ascoltando il parere di una casa editrice come add Editore, che propone interessanti graphic novel nelle sue collane di saggistica.

INTERVISTE
Tra le novità dei nostri Sbam! Libri, ecco i Chinson, i protagonisti delle strip dall’amarissimo umorismo sociale di Mario Airaghi: lo abbiamo incontrato per parlare di satira a fumetti. Inoltre, nella nostra rubrica New Generation, quattro chiacchiere con Emanuele Rosso, autore di Limoni: cronache di quotidiane esistenze sentimentali.

REVIEWS E MOLTO ALTRO
Sbam-carrellata di novità in libreria, edicola e fumetteria, con le nostre recensioni. Parliamo dell’ABC dell’animazione con la Scuola del Fumetto di Milano. A Wow Spazio Fumetto si discute invece di alieni a Nuvolette. Alessandro Croce ha coinvolto i suoi giovanissimi allievi nella realizzazione di un fumetto apposta per Sbam!. Alcune pagine-assaggio dai nostri Sbam! Libri. Le News-Flash dai vari editori.

FUMETTI
Una valanga di strip, tra Ghigo lo Sfigo, Viviane l’infermiera, Tarlo, Federica, PV, I Chinson, Pappatacio, Gatto Pepè, Kugio & Gina. Battista il Collezionista cerca (ancora) la mitica cicca di Yanez, grazie a Filippo Pieri e Umberto Fizialetti. I racconti brevi di Marcello Bondi, disegnati da Gianluca Bellezze, Lorenzo Nanni e Federico Pompili. e poi anche quelli di Massimiliano Bandini.
C'è quindi anche in questo numero un pò di Collezionare (la fanzine da cui deriva da Dime Web) con Battista il Collezionista, il primo personaggio creato nella sua carriera da Moreno Burattini che fece il suo esordio nel 1985 proprio su quella fanzine.


Tutto questo e molto altro su Sbam! Comics 39.


mercoledì 23 maggio 2018

SECRET ORIGINS: TEX CLASSIC 33

di Saverio Ceri

Grazie alla collana Tex Classic eccoci nuovamente a raccontare le vicende che hanno portato le storiche cover del personaggio a diventare le copertine di oggi.
L'immagine d'apertura del 33° Classic, ha una storia ben poco "avventurosa" rispetto alle precedenti: è stata usata una sola volta nel lontano 1955 per il numero nove della seconda serie del Tex quindicinale, ovvero la collana Albo d'Oro. 
La versione dell'odierno quattordicinale è praticamente identica all'originale, leggermente ampliata a destra per occupare lo spazio destinato all'immagine nella grafica della recente testata. Qui sotto il raffronto tra le due versioni:



Le storie contenute in questo classic sono le prime della quinta serie a striscia del ranger; sono state pubblicate per la prima volta tra il giugno e il luglio del 1952 e, dopo una prima riproposta tra le raccoltine nel 1953, vengono ristampate disposte su tre strisce sul Tex quindicinale 2a serie nei numeri 9 e 10, nel febbraio del 1955. 
Entro la fine dello stesso anno dalle rese degli Albi d'Oro viene confezionato anche l'ottavo numero della prima serie gigante di Tex che contiene, tra gli altri, anche gli episodi di questo classic. 
La mitica prima serie gigante di Tex, come molti sapranno, altro non era che la raccolta confezionata con le rese degli Albi d'Oro invenduti nelle edicole. Come poi succederà con la più famosa, e fortunata, Tex Gigante 2a serie anche per questa collana le copertine venivano riciclate da quelle del Tex quindicinale. Normalmente le cover già utilizzate per la prima serie non erano più utilizzabili per la seconda, essendo già state tagliuzzate e ritoccate; fanno eccezione, a parte le prime quattro cover inedite, la copertina del quinto numero, creata per la prima serie e ritoccata nella seconda (ne abbiamo parlato in Secret Origins 26), e quella sesto, parzialmente ridisegnata per la prima serie gigante e riesumata anche per la seconda (vedi Secret Origins 23). Qui sotto invece trovate due esempi tratti dalle storie in pubblicazione in questo periodo: le cover del sesto e ottavo Albo d'Oro rivisitate in occasione dei Tex Gigante Prima Serie 7 e 8. 







Saverio Ceri

Trovate tutte le altre origini delle copertine di Tex Classic alla pagina Cronologie & Index!

domenica 20 maggio 2018

JOHN WILLIAMS: "SUPERMAN THE MOVIE" SOUNDTRACK 40th ANNIVERSARY - IN MEMORIA DI MARGOT KIDDER (MUSICA & FUMETTO 3)

di Francesco Manetti


Margot Kidder, la Lois Lane nei film di Superman (1948 - 2018)


Il caso - il destino? - ha voluto che, mentre stavamo preparando questo post sulla musica di John Williams per Superman, nel 40ennale del film del 1978, Kripton decidesse di richiamare nel suo Walhalla, il 13 maggio 2018, la bella Margot Kidder, la bellissima e sfortunata attrice americana che in quei film recitò nel ruolo di Lois Lane... Altre due splendide stelle "maledette & dannate" dell'intrattenimento pop del periodo si erano spente nei mesi precedenti: Carrie Fisher, la Principessa Leia Organa in cinque film della serie di "Star Wars", era scomparsa alla fine del del 2016, mentre Erin Moran, la celeberrima Joanie Cunningham nella serie TV "Happy Days", se n'era andata nel 2017. Quando si parla di "coincidenze significative": Williams è autore anche delle musiche della saga di "Star Wars" e Ron Howard, protagonista di "Happy Days", ha diretto Solo, secondo capitolo degli spin-off di "Guerre Stellari"...

Bando alle tristezze! Nel 1978 il grande compositore americano John Williams scrive la musica di Superman, che viene eseguita, per la registrazione della colonna sonora ufficiale, dalla London Symphony Orchestra. Enorme l'arte di Williams, che si aggancia stilisticamente alla tecnica wagneriana del leit motiv, il motivo conduttore: a ogni personaggio, o situazione saliente, viene associato un motivo armonico che, quando viene riproposto nel corso della pellicola, richiama subito nella mente dello spettatore il personaggio (o la situazione) di riferimento. Il grande uso del "largo" e un'impronta classica di matrice europea, con un tanto di citazionismo, fanno di Williams un vero e proprio continuatore del post-moderno sinfonico americano, permettendo senza ombra di dubbio di inserirlo nel gotha dei grandi compositori sinfonici statunitensi del dopoguerra (con Bernstein, Ives, Copland e altri).

Il poster originale del 1978


Quasi inutile ricordare che Superman è uno dei personaggi-chiave del fumetto mondiale. Creato dallo sceneggiatore Jerry Siegel e dal disegnatore Joe Shuster nella prima metà degli anni '30 viene pubblicato ininterrottamente dalla DC Comics dal 1938: dunque, il quarantennale del film diretto nel 1978 da Richard Donner (nel quarantennale del character) coincide con l'80esimo anniversario del Figlio di Krypton!


La colonna sonora di Superman



Prima edizione (doppio LP Warner, dicembre 1978)


Lato 1
  1. "Theme from Superman (Main Title)" (4:24)
  2. "The Planet Krypton" (4:45)
  3. "Destruction of Krypton" (5:58)
  4. "The Trip to Earth" (2:23)
  5. "Growing Up" (2:34)
Lato 2
  1. "Love Theme from Superman" (5:00)
  2. "Leaving Home" (4:48)
  3. "The Fortress of Solitude" (8:29)
Lato 3
  1. "The Flying Sequence/Can You Read My Mind" (recitative vocal by Margot Kidder) (8:10)
  2. "Super Rescues" (3:24)
  3. "Lex Luthor's Lair" (2:52)
  4. "Superfeats" (5:00)
Lato 4
  1. "The March of the Villains" (3:33)
  2. "Chasing Rockets" (7:33)
  3. "Turning Back the World" (2:01)
  4. "End Title" (6:24)


John Williams dirige la sua Marcia di Superman!

Nuova registrazione in 2 CD ( Royal Scottish National Orchestra per Varèse Sarabande, 1998)

Disco 1
  1. "Prologue & Main Title" (5:31)
  2. "The Planet Krypton" (4:35)
  3. "The Destruction of Krypton" (5:27)
  4. "Trip to Earth" (2:38)
  5. "Growing Up" (2:05)
  6. "Jonathan's Death" (4:09)
  7. "Leaving Home" (4:46)
  8. "The Fortress of Solitude" (8:22)
Disco 2
  1. "Helicopter Rescue" (6:16)
  2. "The Penthouse" (1:50)
  3. "The Flying Sequence" (4:16)
  4. "The Truck Convoy" (1:54)
  5. "To The Lair" (2:18)
  6. "March of the Villains" (3:56)
  7. "Chasing Rockets" (5:12)
  8. "Pushing Boulders" (2:24)
  9. "Flying to Lois" (2:58)
  10. "Turning Back the World" (2:01)
  11. "The Prison Yard and End Title" (6:27)
  12. "Love Theme from Superman" (5:01)


John Williams

Rimasterizzazione della colonna sonora originale con tracce inedite in 2 CD (Rhino, 2000)
Disco 1
  1. "Prelude and Main Title March" (5:29)
  2. "The Planet Krypton" (6:39)
  3. "Destruction of Krypton" (7:52)
  4. "Star Ship Escapes" (2:21)
  5. "The Trip to Earth" (2:28)
  6. "Growing Up" (2:34)
  7. "Death of Jonathan Kent" (3:27)
  8. "Leaving Home" (4:49)
  9. "The Fortress of Solitude" (9:17)
  10. "Welcome to Metropolis" (2:11)
  11. "Lex Luthor's Lair" (4:48)
  12. "The Big Rescue" (5:55)
  13. "Super Crime Fighter" (3:20)
  14. "Super Rescues" (2:14)
  15. "Luthor's Luau" (2:48)
  16. "The Planet Krypton" (versione alternativa) (4:24)
  17. "Main Title March" (versione alternativa) (4:38)

Disco 2
  1. ""Superman" March" (versione alternativa) (3:48)
  2. "The March of the Villains" (3:36)
  3. "The Terrace" (1:36)
  4. "The Flying Sequence" (8:12)
  5. "Lois and Clark" (0:50)
  6. "Crime of the Century" (3:24)
  7. "Sonic Greeting" (2:21)
  8. "Misguided Missiles and Kryptonite" (3:26)
  9. "Chasing Rockets" (4:56)
  10. "Super Feats" (4:53)
  11. "Super Dam and Finding Lois" (5:11)
  12. "Turning Back the World" (2:06)
  13. "Finale and End Title March" (5:42)
  14. "Love Theme from Superman" (5:06)
  15. "Can You Read My Mind" (versione alternativa, eseguita in recitativo da Margot Kidder) (2:56)
  16. "The Flying Sequence/Can You Read My Mind" (eseguita in recitativo da Margot Kidder) (8:12)
  17. "Can You Read My Mind" (versione alternativa strumentale) (2:56)
  18. "Theme from Superman" (versione per concerto) (4:24)


La prima apparizione di Superman nel 1938. O no...?


Nuova rimasterizzazione con tracce e altro materiale inedito in 8 CD, per il trentennale (1, 2 e 8 con musiche dal film) - (Film Score Monthly, 2008)

Disco 1
  1. "Theme From Superman" (4:23)
  2. "Prelude and Main Title" (5:02)
  3. "The Planet Krypton" (6:36)
  4. "Destruction of Krypton" (7:53)
  5. "The Kryptonquake" (2:24)
  6. "The Trip to Earth" (2:30)
  7. "Growing Up" (2:32)
  8. "Jonathan's Death" (3:23)
  9. "Leaving Home" (4:48)
  10. "The Fortress of Solitude" (9:18)
  11. "The Mugger" (2:07)
  12. "Lex Luthor's Lair" (4:48)
  13. "Helicopter Sequence" (5:55)
  14. "The Burglar Sequence/Chasing Crooks" (3:18)
  15. "Super Rescues" (2:16)
  16. "The Penthouse" (1:31)
  17. "The Flying Sequence" (8:10)
  18. "Clark Loses His Nerve" (0:46)
Disco 2
  1. "The March of the Villains" (3:35)
  2. "The Truck Convoy/Miss Teschmacher Helps" (3:24)
  3. "To the Lair" (2:18)
  4. "Trajectory Malfunction/Luthor's Lethal Weapon" (3:24)
  5. "Chasing Rockets" (4:57)
  6. "Superfeats" (4:54)
  7. "Pushing Boulders/Flying to Lois" (5:21)
  8. "Turning Back the World" (2:03)
  9. "The Prison Yard/End Title" (6:37)
  10. "Love Theme From Superman" (4:58)
  11. "Prelude and Main Title" (versione originale) (3:46)
  12. "The Planet Krypton" (versione alternativa) (3:16)
  13. "The Dome Opens" (versione alternativa) (2:30)
  14. "The Mugger" (versione alternativa) (1:24)
  15. "I Can Fly" (sequenza del volo) (2:01)
  16. "Can You Read My Mind"  (3:02)
  17. "Trajectory Malfunction" (versione alternativa) (1:01)
  18. "Turning Back the World" (versione alternativa) (2:16)
  19. "The Prison Yard/End Title" (5:44)

La copertina del vinile con la versione originale della colonna sonora di Superman

Disco 8
  1. "Prelude and Main Title" (5:19)
  2. "The Flying Sequence" (8:11)
  3. "Can You Read My Mind" (versione originale) (2:51)
  4. "Can You Read My Mind" (versione non vocale) (3:02)
  5. "Kansas High School" (1:56)
  6. "Kansas Kids" (1:49)
  7. "Lois Car Radio" (2:02)
  8. "Luthor's Luau" (2:43)


Francesco Manetti

N. B. trovate tutti i link alle precedenti puntate di "Musica & fumetto" su Cronologie & Index!

mercoledì 9 maggio 2018

SECRET ORIGINS: TEX CLASSIC 32

di Saverio Ceri

Bentornati a questa rubrica più o meno quattordicinale nella quale ripercorriamo, grazie alle copertine utilizzate per Tex Classic, un po' di storia editoriale del personaggio creato da Bonelli padre.
Il trentaduesimo Classic presenta per la terza volta in copertina (sugli ultimi quattro albi), il giovane Kit Willer; nelle puntate precedenti già abbiamo spiegato il motivo di tale improvvisa abbondanza di presenze del figlio del protagonista, stavolta limitiamoci a scoprire le curiose differenze che ci sono tra la copertina dell'albo del 1955 e le sue successive incarnazioni.
L'Albo d'Oro da cui tutto prende le mosse, lo vedete qui sotto, immortala padre e figlio impegnati a difendersi dall'attacco nemico tra le baracche di un cantiere ferroviario.


Come sempre quando, sette anni dopo, questa immagine venne scelta per la collana Tex Gigante 2a serie, precisamente per il n.26, la coppia di eroi si ritrova catapultata in un villaggio indiano; le frecce, che si suppongono scagliate verso Tex e figlio, compaiono solo sul titolo; e mentre il ranger fa fuoco a sua volta, al Piccolo Falco viene completamente aggiornato il vestiario, almeno nei colori. 


Nella versione successiva, quella di Tutto Tex del 1987, Aquila della Notte, ridisegnato per l'occasione da Galep, invecchia improvvisamente (del resto sono passati 25 anni!), come anche i teepee alle spalle dei due protagonisti , che appaiono meno decorati e con colori smorti; uno è cresciuto in altezza e un paio sono addirittura scomparsi. Al "giovane" Kit vengono nuovamente cambiati i vestiti e le due armi impugnate dai nostri eroi non sparano. Che abbiano finito le munizioni?


Passa poco più di un decennio, e in occasione di Tex Nuova Ristampa, viene parzialmente ristabilita la "verità storica": Tutte le tende vengono rimesse in piedi esattamente nel loro posto e nuovamente decorate, anche se i colori rispetto alla versione del 1962, lasciano ancora a desiderare, a Kit viene (quasi) restituita la mise del 1955, Tex ringiovanisce, e le pistole tornano a sparare. 


L'operazione recupero si completa con la recente ristampa: Per il Classic, Willer padre e figlio, vengono nuovamente "teletrasportati" nello scenario originale. Rispetto alla versione del 1955, grazie all'allontanamento delle "telecamera", scopriamo che, fin da allora, anche a Tex avevano dato le munizioni.


Invitandovi come sempre a scoprire le altre grandi e piccole differenze tra le varie versioni delle cover, vi diamo appuntamento alla prossima puntata.

Saverio Ceri

Trovate tutte le altre origini delle copertine di Tex Classic alla pagina Cronologie & Index!