venerdì 29 luglio 2016

ZAGOR MONSTERS - "O": "ORCHI" E "ORDA DEL MALE"

di Massimo Capalbo

A pochi giorni di distanza dalla lettera N, ritorna sulle pagine di Dime Web una nuova puntata, la diciottesima, di Zagor Monsters, di Massimo Capalbo. In rigido ordine alfabetico stavolta la lettera O, ci porta due sole voci, ma fondamentali nell'immaginario collettivo dei lettori dello Spirito con la Scure, gli orchi, protagonisti del primo bellissimo gigante; e l'orda del male, il mostruoso esercito portato sulle pagine di Zagor da Tiziano Sclavi in una mitica storia del 1981. Come sempre ricordiamo che le illustrazioni sono tutte farina del sacco dello stesso  Max, con l'eccezione delle due immagini introduttive, anche stavolta due copertine firmate da Mauro Laurenti per l'edizione serba della Veseli-Cetvrtak, frutto della ricerca redazionale sul Web. Prima di lasciarvi alla lettura delle nuove orripilanti voci, vi ricordiamo gli altri due nostri dizionari bonelliani - ovvero L'Atlante di Mister No e The Dark Side of Tex - le parodie del Titolo Venuto dall'Impossibile e il The Best of Martin Mystère - tutto Made in Maxland(s.c. & f.m.)



LEGENDA

  • I nomi in stampatello e grassetto rimandano a una voce dell’opera. Fanno eccezione i nomi dei protagonisti della serie, ZAGOR CICO, che sono sempre scritti in questo modo, tranne quando sono inseriti nei crediti di una storia o fanno parte del titolo di un libro (ad esempio: Speciale ZagorSpeciale Cico; Zagor 1982-1993, un senese a Darkwood ecc.).
  • Gli uomini-bestia di cui conosciamo anche nome e cognome o il nome soltanto, vengono indicati con la loro identità mostruosa e non con quella umana (ad esempio: ULTOR invece che NEZDAUOMO TIGRE invece che KELLOG, WILFRED).
  • Gli altri mostri di cui conosciamo nome e cognome vengono indicati per cognome (per esempio, RAKOSI, BELA), e, quando vengono citati in una voce diversa dalla loro, solo il cognome è scritto in stampatello e grassetto, in modo da rimandare immediatamente alla lettera sotto la quale sono stati inseriti (ad es.: nel testo della voce RAKOSI, BELA, il personaggio della contessa Varga è citato come Ylenia VARGA). In alcuni casi, però, abbiamo optato per il soprannome (ad es.: SKULL invece che RANDAL, COLIN).
  • Per quanto riguarda la serie regolare, il titolo attribuito a ciascuna storia è tratto da uno degli albi che la compongono ed è quello, a nostro avviso, più rappresentativo, quello che meglio sintetizza la trama o che, rispetto ai titoli degli altri albi, richiama la storia alla memoria dei lettori in modo più efficace (anche se, in alcuni casi, il nostro titolo non coincide con quello usato abitualmente dai lettori). Ad esempio, la storia dei nn. 194-196 viene indicata con il titolo del n. 195, Il Signore Nero, perché esso è, per l’appunto, più rappresentativo rispetto a Il teschio di fuoco (n. 195) e L’orda del male (n. 196).
Sempre riguardo alla serie regolare, nei crediti delle storie si fa riferimento al computo reale degli albi zagoriani e non alla numerazione della collana Zenith, ossia al numero stampato sulla costa di ciascun albo mensile. Com’è noto, la suddetta numerazione è sfasata di 51 numeri rispetto a quella effettiva (ad esempio, il Zenith n. 51 corrisponde al primo numero di Zagor, il Zenith n. 52 al secondo numero e così via). Per una guida ai collegamenti ipertestuali andate su Zagor Monsters lettera "A"!





O
ORCHI
ORDA DEL MALE


ORCHI
Compaiono ne Il castello nel cielo (M. Burattini [sog.&scen.] – M. Torricelli [dis.], Zagor Gigante n. 1), storia ambientata nella dimensione parallela di Wiklan, e formano l'esercito dello stregone KOONTZ


Zagor Albo Gigante 1,  "Il castello nel cielo" (giugno 2011) - Cover di Gallieno Ferri

Come abbiamo già scritto nella voce dedicata a quest'ultimo, gli orchi assaltano il castello del mago buono Yord e, dopo un sanguinosa battaglia, riescono ad espugnarlo. Tuttavia, quando KOONTZ precipita nel vortice delle infinite realtà (per effetto del suicidio di Yord, che così facendo salva sua figlia Xenia da un terribile destino), essi si riducono in polvere. Mio padre Yord, sacrificando la sua vita, ha sconfitto il malvagio Koontz!... E con lui, ha sconfitto anche voi! – dice infatti Xenia agli orchi – […] Koontz vi ha creato dal fango perché lo serviste!... Ma i suoi poteri non fanno più parte di questa realtà!

A Wiklan, gli orchi di Koontz assediano il castello di Yord - ZGR Gigante 1, p. 13

Poiché Koontz, per effetto del suicidio di Yord, è precipitato nel vortice delle infinite realtà, gli orchi si riducono in cenere - ZGR Gigante 1, p. 27
Catapultato a Darkwood, KOONTZ si procura subito altri guerrieri, trasformando in orchi un cacciatore e diversi minatori. Possenti e feroci quanto quelli di Wiklan, questi nuovi orchi fanno da guardia al tenebroso castello del loro padrone, il quale ha trasformato la Casa nel Cielo – il monastero dei frati Gelsomino e Serafino, posto sulla cima di una torre di pietra – nella sua dimora. I suddetti frati sfuggono per un soffio ai due orchi che, in groppa ai MOSTRI VOLANTI DI WIKLAN, giungono alla Casa nel Cielo e tentano di ucciderli. Dopo aver colpito con la sua zappa i mostruosi aggressori, frate Gelsomino si barrica nella chiesa con frate Serafino, che è stato ferito al braccio sinistro da uno degli orchi. Questi ultimi sfondano il portone, ma i due frati fanno in tempo a raggiungere il montacarichi e si calano lungo la torre di pietra. Per loro fortuna, quando gli orchi, dopo averli scoperti, tagliano a colpi di spada le funi del montacarichi per farli precipitare, la cesta è già a pochi metri da terra e i cespugli alla base attutiscono l'impatto con il suolo. 


Due dei nuovi orchi creati da Koontz assaltano la Casa nel Cielo e recidono a colpi di spada le funi del montacarichi che trasporta i frati Gelsomino e Serafino - ZGR Gigante 1, p. 151

Nel castello darkwoodiano di Kootz, uno degli orchi guardiani si avventa contro Zagor, ma finisce infilzato dalla sua stessa spada - ZGR Gigante 1, p. 173
Così, mentre i guerrieri di KOONTZ - vedendo i frati distesi a terra come morti – si convincono di averli uccisi, Gelsomino - ripresi i sensi - trascina il confratello, che nella caduta si è rotto una gamba ed è ancora svenuto, in una grotta ben nascosta dai cespugli. All'interno di questa grotta c'è un cunicolo che conduce alla sommità della torre, ed è proprio grazie a esso che, due giorni dopo l'aggressione degli orchi ai due frati, ZAGOR e tre guerrieri Cree riescono a raggiungere il castello di KOONTZ, nei cui sotterranei è tenuto prigioniero lo scrittore Wilbur Macken. Penetrato da solo nella fortezza e sfuggito alla tremenda morsa della GELATINA ASSASSINA, l'eroe viene scoperto da un orco armato di spada. Non potendo usare la pistola (per evitare di attirare gli altri orchi), ZAGOR affronta l'orco con la sua scure, ma viene subito disarmato dal possente avversario. Al termine di una dura lotta, il Nostro riesce ad impossessarsi della spada del mostro e ad uccidere costui, trafiggendolo da parte a parte. Liberato Wilbur, ZAGOR deve fronteggiare altri due orchi: il primo viene fatto ruzzolare dalle scale che conducono ai sotterranei; il secondo, invece, dà maggior filo da torcere all'eroe, il quale, vistasi strappata via la scure, è costretto a uccidere l'orco a colpi di pistola.

Zagor si sbarazza di un altro orco - ZGR Gigante 1, p. 189

Recuperata la sua scure e la spada dell'orco, ZAGOR raggiunge l'esterno, dove ritrova Wilbur, ma due degli orchi che sorvegliavano l'entrata del castello sbarrano loro la strada. ZAGOR ne ammazza uno con la spada, mentre l'altro viene ucciso da uno dei guerrieri Cree, il valoroso Yawa. A questo punto, dopo aver affidato proprio a Yawa il compito di portare Wilbur nel cunicolo collegato alla grotta, lo Spirito con la Scure decide di coprire la loro fuga assieme agli altri due Cree, Makasa e Husay. I Nostri affrontano quindi i restanti orchi, che sono una decina e, oltre alle spade, impugnano asce e alabarde. La lotta è molto sanguinosa: i Nostri uccidono diversi mostri, ma anche Makasi e Husay vengono a loro volta uccisi. Benché sia rimasto solo, ZAGOR non si dà certo per vinto e riesce, in modo un po' rocambolesco, a far precipitare i suoi avversari dalla rupe. Uno di essi afferra il piede dell'eroe per trascinarlo con sé nel fatale volo, ma è costretto quasi subito a lasciare la presa, permettendo così al Nostro di aggrapparsi a una roccia. Tuttavia, non è ancora finita per ZAGOR: gli ultimi due orchi rimasti, vedendolo impegnato nella discesa, tentano di colpirlo con dei grossi massi. Uno di essi, pur non centrando ZAGOR direttamente, fa staccare un pezzo di roccia che colpisce l'eroe in testa: per fortuna, il Nostro era ormai a poca distanza dal suolo e la sua caduta viene attutita dai cespugli. 

Il valoroso Husay viene ucciso dagli orchi - ZGR Gigante 1, p. 202

Mentre precipita con i suoi compagni dalla rupe, un orco trascina con sé Zagor, ma quest'ultimo riuscirà ovviamente a salvarsi

Ripresi in breve tempo i sensi, ZAGOR raggiunge la grotta dove si trovano i suoi amici e dove avrà luogo la resa dei conti con KOONTZ. Sconfitto definitivamente quest'ultimo (per i particolari rimandiamo alla voce dedicata allo stregone), tutto o quasi ritorna come prima: il castello svanisce, lasciando il posto alla Casa nel Cielo; i due orchi rimasti in vita scompaiono anch'essi, e i corpi di quelli morti riprendono sembianze umane. 
  

Sconfitto Koontz, gli orchi riprendono sembianze umane, ma purtroppo non ritornano in vita - ZGR Gigante 1, p. 240


ORDA DEL MALE

Compare ne Il Signore Nero (T. Sclavi [sog.&scen.] – F. Donatelli [dis.], nn. 194-196) ed è un esercito formato da morti viventi, per la precisione scheletri viventi, ciascuno dei quali indossa un mantello e impugna una falce. A farli risorgere dalla terra è lo stregone Mord, su ordine del Signore Nero: l'Orda del Male, infatti, è l'armata personale del tiranno di Golnor; per questo motivo è chiamata anche Armata Nera o Armata del Male.

Zagor 195, "Il signore nero (ottobre 1981)- Copertina di Gallieno Ferri

Zagor 196, "L'orda del male" (novembre 1981) - Copertina di Gallieno Ferri

Alla testa dei suoi spaventosi guerrieri, il Signore Nero raggiunge in breve tempo il luogo dove i suoi nemici - ZAGOR, CICO, Galad, Elchin e PANKO – si sono accampati. Mentre Elchin, vedendo avanzare il tenebroso esercito, entra in una sorta di trance al fine di recuperare i suoi poteri magici, ZAGOR e compagni vanno all'attacco. Benché colpiti più volte dai Nostri, gli scheletri viventi si rialzano subito e riprendono a combattere: Non puoi ucciderli…perché sono già morti!, aveva detto infatti Elchin allo Spirito con la Scure. Quest'ultimo, nel corso della battaglia, viene addirittura ucciso dal Signore Nero, che lo trafigge al petto con la sua spada. 

Evocati da Mord, i guerrieri dell'Orda del Male risorgono dalla terra - ZGR 196, p. 7

Guidato dal signore Nero, lo spaventoso esercito si mette in marcia - ZGR 196, p. 9

Zagor e compagni muovono all'attacco degli scheletri viventi - ZGR 196, p. 12
Benché decapitato da Panko, uno degli scheletri guerrieri si rialza subito e riprende a combattere - ZGR 196, p. 13

Quando tutto sembra ormai perduto per i Nostri, Elchin riapre gli occhi e comanda alla terra di risommergere i morti viventi. All'improvviso, il terreno dove si combatte comincia a incresparsi fino a spaccarsi: E sono i guerrieri del Signore Nero, ora, a conoscere i morsi del terrore… - si legge nelle evocative didascalie che descrivono la scena – L'Armata del Male viene "inghiottita" dal terreno… …è una fine tragica ma silenziosa perché i "morti viventi" non emettono suoni… . La repentina fine del suo esercito rende ancora più furioso il Signore Nero, il quale tenta di uccidere Elchin. A impedirglielo è Galad, che, dopo averlo disarcionato e disarmato, si accinge ad ammazzarlo. E' lo stesso Elchin, però, a fermare il guerriero: in cambio della vita di ZAGOR, il mago decide infatti di graziare il Signore Nero, che lo costringe anche a restituirgli il Libro del Tempo.

Elchin comanda alla terra di risommergere gli scheletri viventi - ZGR 196, p. 16

La tragica fine dell'Orda del Male - ZGR 196, p. 17

Curiosità: Gli ossuti guerrieri del Signore Nero ricordano gli scheletri viventi che compaiono nel film Gli Argonauti (Don Chaffey, 1963), realizzati dal celebre mago degli effetti speciali Ray Harryhausen. Va aggiunto, inoltre, che l’Orda del Male anticipa di ben undici anni l’Armata delle Tenebre dell’omonimo film di Sam Raimi: la storia zagoriana venne infatti pubblicata nel 1981, mentre la suddetta pellicola è del 1992.

Giasone (Todd Armstrong) combatte contro gli scheletri guerrieri ne Gli Argonauti (Don Chaffey, 1963)

L'Armata delle Tenebre dell'omonimo film di Sam Raimi (1992).

Massimo Capalbo

N.B. Trovate i link alle altre parti di Zagor Monsters sulla Mappa!

giovedì 28 luglio 2016

IL COWBOY E LE SUE STRANE SUPERSTIZIONI! LA STORIA DEL WEST by WILSON VIEIRA (XXXVII PARTE).

di Wilson Vieira


Prosegue con la 37a puntata la Storia del West che Wilson "Piccolo Ranger" Vieira sta scrivendo in Brasile per Dime Web. Stavolta scopriamo quali erano le superstizioni, le credenze e le scaramanzie degli uomini del lontano ovest!
Le illustrazioni non bonelliane, lo ricordiamo, sono state tutte scelte e posizionate nel testo dallo stesso Wilson. Buona lettura! (s.c. & f.m.)




Il cowboy Americano, quotidianamente sottoposto alle leggi naturali, e profondamente convinto che la vita avesse già in se stessa un significato, aveva sì la fede cristiana, ma dagli Indiani e dal suo modello, il messicano “Vaquero”, aveva anche desunto delle rappresentazioni di una religiosità mistico-naturalistica, le quali cercavano di spiegare razionalmente delle cose inspiegabili.


In tal modo il fatto che i cani di notte abbaiassero, un quadro cadesse improvvisamente dalla parete, un uccello volasse in casa, stava a significare un presagio di morte.
Portava invece (semplicemente), sfortuna lavorare di domenica, uccidere un ragno, un gatto o una gallina, oppure vedere tre corvi neri, o torcere un orecchio a un mulo, ma anche tagliare le unghie al neonato prima che avesse compiuto un anno o iniziare un viaggio di venerdì. Di cattivo auspicio perfino pulire la casa dopo il tramonto o uscire da una porta diversa da quella da cui si era entrati, ma anche portarsi via tutte le scope vecchie, durante un trasloco.
Grazie alla saggezza, più che alle credenza, popolare, anche il cambiamento del tempo poteva essere previsto con sicurezza; per esempio quando le mosche invadevano copiosamente la casa, sicuramente stava per piovere.

Tex 518, dicembre 2003 - Cover di Claudio Villa
Prevedere la pioggia nel clima desertico del West era d’importanza vitale; per questo i segnali della natura in tal senso venivano osservati molto accuratamente: sarebbe piovuto se "chiamava" il cucù o se si avvertivano dei dolori alle membra, ma anche se i cavalli "giocavano" di sera e se le nubi di tempesta correvano contro vento.
Meno "scientifiche" la credenza che la pioggia a Pasqua significava pioggia per sette domeniche o che se piove alle sette del mattino alle undici ci sarà il sole, oppure che se piove quando c’è il sole, pioverà anche il giorno successivo, addirittura che il numero di stelle dentro un cerchio attorno la luna, sia il numero dei giorni che il tempo impiegherà a cambiare.
Molte credenze erano anche legate a determinati animali: per esempio i serpenti: se uccidevi il primo che vedevi in primavera avresti mostrato la faccia a tutti i tuoi avversari; si credeva anche che se avessi ucciso un serpente, la sua coda avrebbe continuato a muoversi fino al tramonto, mentre se uccidevi un rospo, le mucche avrebbero dato del latte insanguinato. Si pensava pure che i crini di cavallo, se fossero stati per qualche giorno in acqua, si sarebbero trasformati in vermi, e infine che alla mezzanotte di Natale i cavalli sarebbero riusciti a parlare.
Se un gatto si lavava il muso o se cadeva un cucchiaio mentre si lavavano i piatti, si riteneva che delle visite fossero imminenti.


I segni nell’agricoltura e nell’allevamento del bestiame avevano molta importanza: 
semina il granoturco, quando le foglie della quercia hanno la grandezza delle orecchie di uno scoiattolo; pianta le patate al chiaro di luna di un venerdì, oppure a San Patrizio; ma anche: se una mucca non cresce bene, ha sicuramente "il lupo nella coda", quindi fai un taglio nella coda, mettendo del sale e del pepe nella ferita, per guarirla.
Quando le piante di qualcuno crescevano meglio del solito, si diceva, come ancora oggi, che costui avesse il pollice verde. In ogni caso mai seminare al venerdì: era ritenuto un brutto giorno; meglio il mercoledì. 
Anche per i matrimoni non mancavano le scaramanzie: una sposa doveva indossare qualche cosa di vecchio, di prestato e di colore blu, e si diceva che chi fosse riuscito a prendere i fiori della sposa, sarebbe stato il prossimo a convolare a nozze, credenza che sopravvive pure ai giorni nostri. Per sognare la donna che si sarebbe sposato invece bisognava dormire su un pezzo della torta di nozze.
Significava una prole numerosa il fatto di gettare il riso sulla sposa.
Si riteneva di buon auspicio portarsi dietro un pelo del cane dal quale si è stati morsicati, mentre se si era perseguitati dalla sfortuna al gioco, la si poteva "esorcizzare", girando tre volte attorno a una sedia e poi sedendosi su un fazzoletto.

Tex 574, Agosto 2008 - Cover di Claudio Villa
Tornando alla meteorologia: ci si doveva aspettare siccità se un mulinello aveva la forma di un imbuto e se i grilli cantavano, mentre il freddo si annunciava attraverso l'infoltirsi del pelo negli animali domestici e la crescita di pannocchie pesanti. La neve non si si sarebbe fatta attendere se il fumo stagnava verso terra, se secchi di cuoio trasudavano acqua o se i porci facevano delle tane calde. Comunque, dopo pochi mesi, si poteva prospettare una dolce primavera se marzo "giungeva come una bestia feroce, e se ne andava come un agnello". In ogni caso si poteva stare tranquilli che un tornado non colpisce mail alla foce di due fiumi, e che nessun fulmine colpisce due volte lo stesso posto. 
Cose di un Vecchio West sparito nel tempo...


di Wilson Vieira

N.B. Trovate i link alle altre parti della Storia del West su Cronologie & Index!

sabato 23 luglio 2016

ZAGOR MONSTERS - "N": DA "NAK-WI-TAH" A "NUCKELAVEE"

di Massimo Capalbo

Tornano dopo tre mesi di assenza su Dime Web gli attesissimi Zagor Monsters, che Massimo Capalbo porta qui avanti con grande successo di lettori e di recensioni in Rete dal marzo 2014. Finalmente scolliniamo e dopo cinque puntate di lettera M, riprendiamo il sentiero dell'alfabeto, in discesa verso la Z di Zagor, con le quattro voci della lettera N di questo "mostruoso" dizionario. Le illustrazioni sono tutte farina del sacco di Max, con l'eccezione delle due immagini introduttive, copertine firmate da Mauro Laurenti per l'edizione serba della Veseli-Cetvrtak, frutto della ricerca redazionale sul Web. Prima di lasciarvi alla lettura delle nuove orripilanti voci, vi ricordiamo gli altri due nostri dizionari bonelliani - ovvero L'Atlante di Mister No e The Dark Side of Tex - le parodie del Titolo Venuto dall'Impossibile e il The Best of Martin Mystère - tutto Made in Maxland(s.c. & f.m.)




LEGENDA

  • I nomi in stampatello e grassetto rimandano a una voce dell’opera. Fanno eccezione i nomi dei protagonisti della serie, ZAGOR CICO, che sono sempre scritti in questo modo, tranne quando sono inseriti nei crediti di una storia o fanno parte del titolo di un libro (ad esempio: Speciale ZagorSpeciale Cico; Zagor 1982-1993, un senese a Darkwood ecc.).
  • Gli uomini-bestia di cui conosciamo anche nome e cognome o il nome soltanto, vengono indicati con la loro identità mostruosa e non con quella umana (ad esempio: ULTOR invece che NEZDAUOMO TIGRE invece che KELLOG, WILFRED).
  • Gli altri mostri di cui conosciamo nome e cognome vengono indicati per cognome (per esempio, RAKOSI, BELA), e, quando vengono citati in una voce diversa dalla loro, solo il cognome è scritto in stampatello e grassetto, in modo da rimandare immediatamente alla lettera sotto la quale sono stati inseriti (ad es.: nel testo della voce RAKOSI, BELA, il personaggio della contessa Varga è citato come Ylenia VARGA). In alcuni casi, però, abbiamo optato per il soprannome (ad es.: SKULL invece che RANDAL, COLIN).
  • Per quanto riguarda la serie regolare, il titolo attribuito a ciascuna storia è tratto da uno degli albi che la compongono ed è quello, a nostro avviso, più rappresentativo, quello che meglio sintetizza la trama o che, rispetto ai titoli degli altri albi, richiama la storia alla memoria dei lettori in modo più efficace (anche se, in alcuni casi, il nostro titolo non coincide con quello usato abitualmente dai lettori). Ad esempio, la storia dei nn. 194-196 viene indicata con il titolo del n. 195, Il Signore Nero, perché esso è, per l’appunto, più rappresentativo rispetto a Il teschio di fuoco (n. 195) e L’orda del male (n. 196).
Sempre riguardo alla serie regolare, nei crediti delle storie si fa riferimento al computo reale degli albi zagoriani e non alla numerazione della collana Zenith, ossia al numero stampato sulla costa di ciascun albo mensile. Com’è noto, la suddetta numerazione è sfasata di 51 numeri rispetto a quella effettiva (ad esempio, il Zenith n. 51 corrisponde al primo numero di Zagor, il Zenith n. 52 al secondo numero e così via). Per una guida ai collegamenti ipertestuali andate su Zagor Monsters lettera "A"!




N
NAK-WI-TAH
NEMAIN
NUBE DEL SONNO
NUCKELAVEE


NAK-WI-TAH

Così, ne Il mondo perduto (M. Boselli [sog.&scen.] – M. Rubini [dis.], nn. 575-577), viene chiamato dai Detak (vedi LERK) il Quetzalcoatlus northropi, uno dei più grandi pterosauri comparsi sulla Terra. Vissuto nel Cretaceo Superiore (circa 70 milioni di anni fa), questo gigantesco rettile volante aveva un'apertura alare di 12 metri e un peso di 250 Kg.

Zagor 575: "Il mondo perduto", giugno 2013. Cover di Gallieno Ferri

All'inizio della succitata storia, due Nak-wi-tah attaccano e divorano il cacciatore brasiliano Gomes e l'americano Bartlett, i quali, ignorando gli avvertimenti delle loro guide Xavantes (tra cui il valoroso Akawe), si sono accampati alla base del Grande Tepui (Mato Grosso). Gomes e Bartlett erano sulle tracce del pittore Henry Summers alias Ladro-di-Ombre e di sua moglie Nadia, i quali, un anno prima, avevano vissuto un'esperienza simile a quella capitata ai due sfortunati cacciatori. 


Un Nak-wi-tah uccide il brasiliano Gomes. Poco dopo, il compagno di questi, l'americano Bartlett, farà la sua stessa fine - ZGR 575, p. 17

Quando ci siamo spinti sulla cima del tepui – racconta, nella seconda parte dell'avventura, Henry ai suoi vecchi amici ZAGOR e CICOero convinto che avrei fatto presto ritorno alla civiltà, dopo aver disegnato le tribù sconosciute che vivevano quassù e gli strani animali che avevo intravisto dal basso… purtroppo siamo stati attaccati proprio da alcuni di quei mostri volanti… Se non sbalio, il nome scientifico dato loro da Cuvier è "pterodattili" (Georges Cuvier [1769-1832], celebre naturalista francese, nda). Ma i Detak li chiamano Nak-wi-tah, la morte che viene dal cielo". Sono stati i Nak-wi-tah a uccidere le nostre guide, tra cui il fratello del vostro amico Akawe… e avrebbero ucciso anche noi… …se non fosse stato per i Detak! Furono loro a salvarci, attaccandoli con coraggio: con grida selvagge e armati solo delle loro fragili lance, persuasero quei giganti del cielo a rinunciare alle loro ultime prede!.


Zagor 576: "Scontro di titani", luglio 2013. Cover di Gallieno Ferri


Nel finale della storia, sono proprio i Nak-wi-tah a consentire a ZAGOR e compagni di lasciare l'altopiano: infatti, pur trattandoli come semidei, i Detak non permettono né ai coniugi Summers né agli altri (tra cui, il già citato Akawe e la guida Rulfo) di abbandonare la loro cittadella. Dopo un fallito tentativo di fuga, i Nostri tornano al suddetto villaggio e vengono a sapere che un Nak-wi-tah ha catturato una giovane madre per darla in pasto ai suoi piccoli (che tanto piccoli non sono, essendo infatti delle dimensioni di un essere umano). ZAGOR corre subito in soccorso della donna - assieme a HenryAkawe e alcuni abili guerrieri Detak – e, giunto nella tana del mostro, allontana i sopracitati piccoli dalla loro preda umana. Mentre quest'ultima viene portata in salvo, i Nostri affrontano lo pterosauro adulto che l'aveva rapita, più altri cinque. Vengono uccisi tutti: due dallo Spirito con la Scure, gli altri da AkaweLadro-di-Ombre e i Detak.


La giovane madre Detak riesce a salvare i suoi figli, ma viene catturata dal Nak-wi-tah – ZGR 577, p. 10


Zagor allontana i due piccoli Nak-wi-tah, mentre i suoi compagni prestano soccorso alla sventurata cavernicola – ZGR 577, p. 15

Il valoroso indio Akawe uccide un Nak-wi-tah – ZGR 577, p. 17


Zagor con la sua scure ed Henry Summers con il suo fucile uccidono altri due pterosauri – ZGR 577, p. 19

Con le grandi e resistenti ali dei Nak-wi-tah, Henry fabbrica di nascosto dei congegni simili a deltaplani, mediante i quali lui e il resto del gruppo – una notte in cui i Detak dormono profondamente (a causa delle grandi quantità di birra di radici che hanno bevuto) – si lanciano, a turno, da un'altezza di ben quattrocento metri, riuscendo a planare tra gli alberi, alla base del tepui. Il volo dei cinque si svolge senza particolari difficoltà, a eccezione di quello di CICO, che finisce appeso a testa in giù ad un ramo, e soprattutto a quello di Rulfo, il quale viene attaccato dall'ennesimo Nak-wi-tah. Fortunatamente, ZAGOR riesce prima a mettere in fuga il mostro, sparandogli diversi colpi di pistola, e poi ad afferrare l'amico (il cui deltaplano è stato danneggiato dallo pterosauro), evitandogli così di sfracellarsi contro la vegetazione. 

Zagor corre, anzi: vola, in soccorso di Rulfo, attaccato da un Nak-wi-tah - ZGR 577, p. 30
L'eroe ferisce lo pterosauro, costringendolo ad abbandonare la preda – ZGR 577, p. 31

Il Quetzalcoatlus northropi alias Nak-wi-tah messo a confronto con un uomo e una giraffa

NEMAIN

Chiamata anche Neman o Nemon, Nemain è una dea guerriera della mitologia celtica. Ne Il ritorno di Kandrax (M. Boselli [sog.&scen.] – G. Ferri-M. Torricelli-C. Marcello [dis.], nn. 431-435), la malvagia Nemain, assieme a sua sorella Macha – moglie di DONN L'OSCURO – e ai mostruosi FOMHOIR, combatte la Guerra Eterna contro i guerrieri Fianna, i quali sono affiancati da ZAGOR e Tonka


Zagor 433: "Gli eroi del Ramo Rosso", agosto 2001 - Cover di Gallieno Ferri

I Fianna possono contare, inoltre, sull'aiuto di Morrigan, l'altra sorella di Nemain. Come racconta il simpatico Mac Morna a CICO, tanti anni fa, sia Morrigan che Nemain erano innamorate dello stesso guerriero, Cuchulainn, il mastino dell'Ulster! Ma lui amava Morrigan… …ed è da allora che le altre due sorelle giurarono eterno odio a Morrigan e a tutti i discendenti di Cuchulainn, tra cui noi membri della Compagnia dei Fianna!. A differenza della scialba Macha, Nemain – che fa collezione di anime (quelle dei guerrieri morti in battaglia) e ha la facoltà di trasformarsi in uno stormo di corvi dagli artigli intrisi di veleno (uno dei suoi appellativi è infatti Nemain la Velenosa) – si dimostra un temibile avversario per i Nostri, sia nel suo mondo – l'Isola delle Ombre o Dun Scaith (un luogo che si trova nella dimensione parallela di Erin) – che a Darkwood, dove affianca Kandrax


Attraverso uno stuolo di corvi, Nemain si materializza sul campo di battaglia che ha visto i Fianna affrontare i guerrieri-ombra di Donn l'Oscuro – ZGR 433, p. 34


Nemain s'impossessa dell'anima di uno sfortunato Fianna – ZGR 433, p. 35

Zagor 434: "L'isola dele ombre", settembre 2001 - Cover di Gallieno Ferri
A Dun Scaith, essa scatena i suoi GUERRIERI-OMBRA contro ZAGOR e compagni, e, quando questi ultimi li sconfiggono, punisce con la morte - servendosi appunto dei suoi feroci corvi - il traditore Cael. Uno dei corvi, però, viene ucciso da ZAGOR, che in questo modo ferisce Nemain: ripreso, infatti, il suo aspetto, la malvagia dea si ritrova priva dell'occhio sinistro e con tutta la corrispondente parte del volto sfigurata. Desiderosa di vendetta, ma anche consapevole che i Fianna uniti sono invincibili, Nemain scatena gli elementi allo scopo di dividere i suoi nemici: Brume, foschie, caligini di queste terre nebbiose… radunate oblio e vertigini, cancellate uomini e cose… …così Finn, Oisin, Mac Lia e poi gli altri, resi ossessi, e smarriscano la via… e smarriscano se stessi!La dea riesce nel suo intento: a causa della fittissima nebbia, buona parte dei Fianna finisce nelle grinfie di BALOR, il re dei FOMHOIR, il quale li pietrifica. I loro corpi vengono quindi portati nella Torre Nera. ZAGOR, Tonka e Oisin riescono invece a evitare la cattura e, decisi a liberare i loro compagni, raggiungono la dimora di DONN, dove è presente anche Nemain. A quest'ultima, pertanto, si presenta l'occasione per vendicarsi di ZAGOR: colpita con la scure dal Nostro, che così le impedisce di uccidere il druido Finegas, la dea si volge verso l'eroe, trasformandosi nei corvi. Di nuovo tu!... La tua anima sarà mia, Zagor!, esclama Nemain, ma Dermot O'Dyna salva il Nostro, scagliando contro di lei Grande Furia e Piccola Furia, le sue spade magiche. 


Nemain si avventa contro Zagor, che le ha appena impedito di uccidere il druido Finegan – ZGR 434, p. 56

Dermot O'Dyna salva Zagor, scagliando contro Nemain le sue spade magiche – ZGR 434, p. 57
Zagor 435: "Guerra eterna", ottobre 2001 - Cover di Gallieno Ferri


Benché ferita (sul suolo rimangono, privi di vita, alcuni dei suoi corvi), Nemain riesce comunque a fuggire e raggiunge Darkwood per continuare la Guerra Eterna a fianco, come abbiamo già detto, del druido Kandrax, che ha occupato Fort Henry. Stavolta, tuttavia, non è solo il suo volto a essere sfigurato: la dea, infatti, risulta priva della mano destra. 


Priva dell'occhio sinistro e della mano destra, Nemain raggiunge a Darkwood l'alleato Kandrax – ZGR 435, p. 34

Oltre a dover fronteggiare ZAGOR, Tonka, Oisin e Mac Morna, che giungono a Darkwood grazie a un incantesimo di Morrigan, Nemain deve vedersela anche con la suddetta sorella, la quale ha affidato allo Spirito con la Scure un'importante missione: distruggere il Fer Leabhair, il Libro Nero, di cui Kandrax è entrato in possesso, e fermare così la Guerra Eterna.  Sempre con l'aiuto di Morrigan, i Nostri sconfiggono i Chippewa di Scure Rossa e il professor Morgast, che agivano agli ordini di Kandrax. A questo punto, Nemain decide di passare al contrattacco e, prese le sembianze di Mac Morna, cattura Oisin e attira Morrigan in un'imboscata, quindi ordina ai rovi di assalire l'odiata sorella e di imprigionarla in un groviglio inestricabile. Nello stesso momento, Kandrax riesce a soggiogare la volontà di ZAGOR, che, con l'aiuto dei Cree (anch'essi al servizio del druido) cattura CICO e alcuni guerrieri Mohawk (tra cui, il valoroso Ateka), li porta a Fort Henry. Qui l'eroe, svegliato da Kandrax medesimo, viene  rinchiuso nel sotterraneo. L'intento del druido è davvero diabolico: infatti, oltre a soggiogare ancora la mente del Nostro per spingerlo a uccidere con le proprie mani CICO e gli altri, egli vuole sacrificare, mediante i suoi doppi magici (stock) tre care amiche di ZAGOR, ossia Margie Coleman, Frida Lang e Gambit. Lasciato lo Spirito con la Scure, Kandrax raggiunge con il suo corpo astrale Nemain e le dice di tornare a Fort Henry per assistere all'imminente battaglia tra i Mohawk di Tonka e i Cree. La dea promette al druido che sarà al forte tra breve e, quando il suo alleato scompare, decide di sbarazzarsi una volta per tutte di Morrigan, dando fuoco al groviglio in cui è imprigionata. A salvare Morrigan è però l'inaspettato intervento di Bran e Sceolan, i cani fatati di Oisin, e dei guerrieri di Tonka, che costringono Nemain a volare via nelle sue sembianze corvine. Come previsto da Kandrax, Tonka decide di attaccare Fort Henry prima che faccia notte, ed è così che, davanti agli occhi del druido e di Nemain, i Mohawk si scontrano con la cavalleria Cree


Morrigan cade nell'astuta trappola tesagli da Nemain – ZGR 435, p. 55
Nemain imprigiona l'odiata sorella in un groviglio di rovi – ZGR 435, p. 56

Mentre all'esterno del forte infuria la battaglia, Morrigan libera il suo corpo astrale e raggiunge ZAGOR, che, su ordine di Kandrax, è stato bendato e imbavagliato dai Cree. Morrigan libera a sua volta il corpo astrale dell'eroe, permettendogli così di salvare le sue amiche, distruggendo, uno dopo l'altro, gli stock del druido. Costui, affiancato sempre da Nemain, decide di uccidere personalmente ZAGOR e scende nel sotterraneo per strappargli il cuore con il suo coltello sacrificale. A impedirglielo è il già citato Ateka, il quale è stato liberato, assieme agli altri, da Oisin, a propria volta liberato dai suoi formidabili cani, penetrati nel forte con un astuto trucco. Kandrax, tuttavia, non si dà per vinto e soggioga sia la mente di Ateka che quella di Mac Morna, ordinando a costoro di uccidere ZAGOR. L'eroe stordisce con un pugno l'indiano, ma viene colpito alle spalle – con l'asta della lancia - dal guerriero Fianna. Intanto, Nemain, giunta nella parte del forte dove si trova il Fer Leabhair, tenta invano di impedire a Oisin di bruciare il malefico libro. Nell'attimo stesso in cui le pagine di quest'ultimo vanno in fumo (il che avviene proprio quando Tonka e i suoi guerrieri sconfiggono i Cree), Mac Morna – che si accingeva a uccidere ZAGOR – ritorna finalmente in sé. Che mi succede?..., chiede il Fianna all'eroe, che risponde: Eri sotto l'incantesimo di Kandrax, amico!. Mac Morna, furioso, vorrebbe fare a pezzi il druido, ma ZAGOR lo ferma - No! Spetta a me! – e, afferrata la scure di Ateka, si avvicina a Kandrax per fargli pagare una volta per sempre le sue malefatte. Prima però che possa colpirlo, i corvi di Nemain entrano nel sotterraneo e portano via il druido, scomparendo assieme ad esso. Nemain l'ha riportato sull'Isola delle Ombre! – dice, quella sera, l'ormai libera Morrigan a ZAGORMa non credere che se la passerà bene! Kandrax ha lasciato che il Libro Nero venisse distrutto!... Donn sarà furioso con lui! La "Guerra Eterna" è finita e le forze del male hanno perso anche a Erin!
       


Sotto forma di corvi, Nemain cerca d'impedire a Oisin di distruggere il Libro Nero – ZGR 435, p. 94

Prima che Zagor colpisca Kandrax, Nemain riporta quest'ultimo sull'Isola delle Ombre – ZGR 435, p. 97

NUBE DEL SONNO

La mostruosa nube – detta anche Nube Nera - che, ne Il Signore Nero (T. Sclavi [sog.&scen.] – F. Donatelli [dis.], nn. 194-196), lo stregone Mord invia contro il villaggio dei PICCOLI UOMINI, colpevoli di essersi alleati con GaladZAGOR e CICO

Zagor 195: "Il signore nero", ottobre 1981 - Cover di Gallieno Ferri

Preceduta da una minacciosa apparizione dello stesso Mord (la cui magia non ha effetto su Galad e i Nostri), la Nube del Sonno avvolge nelle sue tenebrose spire prima Olom, il capo del villaggio, poi tutta la sua gente (con l'eccezione di PANKO) e, infine, il messaggero che Olom aveva inviato per mobilitare i popoli di Golnor contro il Signore Nero. I PICCOLI UOMINI non vengono uccisi dalla nube, ma sprofondano in un sonno senza fine: un destino simile alla morte, se non peggiore. Tuttavia, al termine della storia, con la morte del Signore Nero e di Mord per mano rispettivamente del mago Elchin e di Galad, le simpatiche creature si ridesteranno dal loro sonno.  



Evocata dallo stregone Mord, la Nube del Sonno piomba sul villaggio dei Piccoli Uomini - ZGR 195, p. 33



La Nube del Sonno fa la sua prima vittima: Olom, il capo del villaggio - ZGR 195, p. 34



I Piccoli Uomini cadono vittima della mostruosa nube - ZGR 195, p. 36



Precipitati i Piccoli Uomini in un sonno senza fine, la nube raggiunge il messaggero che era stato inviato da Olom - ZGR 195, p. 37

Completata la malvagia missione affidatagli da Mord, la Nube del Sonno prosegue il suo cammino - ZGR 195, p. 38.
NUCKELAVEE

Nella mitologia celtica, il Nuckelavee (o semplicemente Nuckelavee) è un demone che vive nel mare della Scozia (precisamente nelle acque che bagnano le isole Orcadi), una sorta di mostruoso ibrido uomo-cavallo. Quello che compare ne Il principe degli Elfi (M. Boselli [sog.&scen.] – M. Torricelli [dis.], Speciale n. 11) ha invece l'aspetto di un drago dotato di zampe simili a tentacoli. Con una di esse, Nuckelavee, emerso all'improvviso dal fiume che solca la Valle delle Voci (agli estremi confini di Darkwood), afferra ZAGOR e lo trascina sottacqua. 

Zagor Speciale 11: "Il principe degli elfi", Aprile 1999 - Cover di Gallieno Ferri

Nuckelavee emerge all'improvviso dal fiume che solca la Valle delle Voci - Speciale ZGR 11, p. 21

Il mostro trascina sottacqua Zagor, che tenta invano di liberarsi a colpi di scure - Speciale ZGR 11, p. 22

L'eroe cerca di liberarsi e colpisce il mostro con la sua scure, ma non ottiene alcun effetto. A salvare ZAGOR da una morte sicura è il prode Auberon, principe dei Tuatha De Danann, il quale si tuffa e trafigge Nuckelavee con la sua speciale spada, la spada di Lug. La creatura, per nulla insensibile all'arma del principe, lancia un terrificante urlo di dolore e scaraventa sia ZAGOR che Auberon sulla riva. Dov'è finito quel mostro? L'hai ucciso?..., chiede, poco dopo, un confuso ZAGOR al suo salvatore. Se l'è filata!... Non è semplice uccidere Nuckelavee!, risponde Auberon, riponendo la spada nel fodero. Nuck… che cosa?!..., gli domanda il Nostro, e il principe risponde: Nuckelavee… l'Elfo acquatico…uno dei peggiori elementi della Corte Maledetta! Solo le armi dei Tuatha De Danann lo possono ferire!

Auberon interviene in soccorso di Zagor - Speciale ZGR 11, p. 23

Ferito da Auberon, Nuckelavee scaraventa questi e Zagor sulla riva e si allontana - Speciale ZGR 11, p. 24
ZAGOR è sempre più confuso: Le tue spiegazioni non aiutano il mio mal di testa, Auberon… e se questo non è un accidente di assurdo sogno, mi dici come sono finito in fondo a un fiume e adesso mi ritrovo sulla sponda di un lago sconosciuto?... . Auberon gli risponde: Perché non sei più nel tuo mondo, Zagor!... Non sei più nella tua Darkwood! Nuckelavee ti ha trascinato oltre il "varco" nel fiume!... Questa è Tir-Nan-Og!. ZAGOR, allora, chiede ad Auberon: Perché mai quel mostro si sarebbe preso tanto disturbo?... . E il principe risponde: Non saprei, forse cercava me.

Nuckelavee insegue un giovane orcadiano in un'illustrazione del pittore britannico James Torrance (1859-1916).

Comunque sia, Nuckelavee non è l'unico e nemmeno il più terribile tra i numerosi mostri che compaiono nella storia (vedi BANSHEE, FOMHOIR, CORTE MALEDETTA, SLUAGH).



Massimo Capalbo

N.B. Trovate i link alle altre parti di Zagor Mosnters sulla Mappa!