giovedì 15 dicembre 2016

ZAGOR MONSTERS - "P" (I PARTE): DA "PANKO" A "PIANTE CARNIVORE"!

di Massimo Capalbo

Cinque mesi dopo la lettera "O" - succosa seppur brevissima con le sue due sole voci - e dopo numerose aggiunte con le nuove creature apparse a terrorizzare i lettori sulla collana (per esempio alla lettera "M"), viene evocata sulle pagine di "Dime Web" una puntata nuova di zecca degli Zagor Monsters di Massimo Capalbo. Godetevi dunque la prima parte della "P"! Come sempre sottolineiamo che le illustrazioni sono tutte farina del sacco dello stesso Max, con l'eccezione delle due immagini introduttive frutto della ricerca redazionale sul Web. Prima di lasciarvi alla lettura delle nuove orripilanti voci, vi ricordiamo gli altri due nostri dizionari bonelliani - ovvero L'Atlante di Mister No e The Dark Side of Tex - le parodie del Titolo Venuto dall'Impossibile e il The Best of Martin Mystère - tutto Made in Maxland! (s.c. & f.m.)



Joevito Nuccio, 2011


LEGENDA

  • I nomi in stampatello e grassetto rimandano a una voce dell’opera. Fanno eccezione i nomi dei protagonisti della serie, ZAGOR CICO, che sono sempre scritti in questo modo, tranne quando sono inseriti nei crediti di una storia o fanno parte del titolo di un libro (ad esempio: Speciale ZagorSpeciale Cico; Zagor 1982-1993, un senese a Darkwood ecc.).
  • Gli uomini-bestia di cui conosciamo anche nome e cognome o il nome soltanto, vengono indicati con la loro identità mostruosa e non con quella umana (ad esempio: ULTOR invece che NEZDAUOMO TIGRE invece che KELLOG, WILFRED).
  • Gli altri mostri di cui conosciamo nome e cognome vengono indicati per cognome (per esempio, RAKOSI, BELA), e, quando vengono citati in una voce diversa dalla loro, solo il cognome è scritto in stampatello e grassetto, in modo da rimandare immediatamente alla lettera sotto la quale sono stati inseriti (ad es.: nel testo della voce RAKOSI, BELA, il personaggio della contessa Varga è citato come Ylenia VARGA). In alcuni casi, però, abbiamo optato per il soprannome (ad es.: SKULL invece che RANDAL, COLIN).
  • Per quanto riguarda la serie regolare, il titolo attribuito a ciascuna storia è tratto da uno degli albi che la compongono ed è quello, a nostro avviso, più rappresentativo, quello che meglio sintetizza la trama o che, rispetto ai titoli degli altri albi, richiama la storia alla memoria dei lettori in modo più efficace (anche se, in alcuni casi, il nostro titolo non coincide con quello usato abitualmente dai lettori). Ad esempio, la storia dei nn. 194-196 viene indicata con il titolo del n. 195, Il Signore Nero, perché esso è, per l’appunto, più rappresentativo rispetto a Il teschio di fuoco (n. 195) e L’orda del male (n. 196).
Sempre riguardo alla serie regolare, nei crediti delle storie si fa riferimento al computo reale degli albi zagoriani e non alla numerazione della collana Zenith, ossia al numero stampato sulla costa di ciascun albo mensile. Com’è noto, la suddetta numerazione è sfasata di 51 numeri rispetto a quella effettiva (ad esempio, il Zenith n. 51 corrisponde al primo numero di Zagor, il Zenith n. 52 al secondo numero e così via). Per una guida ai collegamenti ipertestuali andate su Zagor Monsters lettera "A"!

Gallieno Ferri, 2013




P (parte I) 

PANKO
PARLANGUA
PESCI-CANNIBALE
PESCI CON LE ZAMPE
PESCI ZOMBI
PIANTE CARNIVORE


PANKO 

Ne Il Signore Nero (T. Sclavi [sog.&scen.] – F. Donatelli [dis.], nn. 194-196), Panko è l'unico, tra i PICCOLI UOMINI, a scampare alla NUBE DEL SONNO: ciò grazie al fatto di vivere sottoterra. Buffo d'aspetto (ha le orecchie a punta, il corpo grassottello – come quasi tutti i suoi simili - e indossa un vestito da giullare), egli si fa ricordare soprattutto per l'amuleto che tiene appeso al collo, una pietra magica - donatagli dal mago Elchin – con la quale può rendersi immateriale. E' proprio grazie a questo amuleto che ZAGOR e compagni riescono a uccidere la BESTIA, il colossale rettile che Mord ha posto a guardia della Grotta di Dornel, dove si trova prigioniero – circondato dalle malefiche ossa di drago e immerso in un sonno perenne – il sopracitato Elchin.

Zagor n. 195, ottobre 1981. Disegno di Ferri

Panko buca dal sottosuolo, suscitando grande stupore in Zagor e Cico - ZGR 195, p. 47

Panko mostra a Zagor l'amuleto grazie al quale può rendersi immateriale - ZGR 195, p. 49

 
La distruzione delle suddette ossa a opera di Galad e le lacrime di costui e di Panko spezzano il terribile incantesimo di Mord, riportando finalmente alla vita il saggio e potente mago. Il simpatico nanerottolo, che inizialmente nutre scarsa simpatia per CICO (da lui chiamato Piccolo Uomo gigante con i peli sulla faccia) ed è da questi ricambiato, affianca valorosamente i Nostri sia contro i TROLL del perfido URMUR che contro gli scheletri guerrieri dell'ORDA DEL MALE. Forte dell'immaterialità conferitagli dalla pietra magica, il simpatico nanerottolo si fa beffe delle lance dei primi e delle falci dei secondi, colpendo gli uni e gli altri con un nodoso bastone. Nella parte conclusiva della storia, però, quando i Nostri assaltano il castello del Signore Nero (per impedirgli di leggere il Libro del Tempo e diventare così il padrone assoluto di Golnor), Panko subisce un'incredibile trasformazione: una strana nebbia creata da Mord – impegnato a combattere, a colpi di magia, Elchin – entra nel cervello del Parvol (altro nome dei PICCOLI UOMINI) e di Galad stesso, facendo diventare entrambi malvagi. Il nanerottolo e il Riol si scagliano rispettivamente contro ZAGOR e CICO, tentando di ucciderli. In un primo tempo, la lotta tra il messicano e Panko volge a favore di quest'ultimo, il quale fa uso anche del suo amuleto. Alla fine, tuttavia, è CICO ad avere la meglio: fingendosi fuori combattimento, egli fa avvicinare Panko e gli strappa la pietra magica, dopodiché, sferratogli un pugno in faccia e un calcio nel sedere, lo schiaccia a terra con tutto il suo peso.

Forte della sua pietra magica, Panko si fa beffe di un troll - ZGR 195, p. 93

Zagor n. 196, novembre 1981. Disegno di Ferri

Reso malvagio dalla nebbia di Mord, Panko aggredisce Cico - ZGR 196, p. 32

Dopo aver strappato la pietra magica al corpulento Parvol, Cico riesce ad avere la meglio su quest'ultimo - ZGR 196, p. 38


L'effetto del diabolico incantesimo termina grazie a ZAGOR ed Elchin: l'eroe, dopo aver disarmato il suo avversario, spezza l'atmosfera d'odio creata da Mord, resistendo alla tentazione di colpire il Riol con la sua scure e permettendo così al mago di far rinsavire Galad. A questo punto, una spada fiammeggiante compare nella mano destra di Elchin, che con essa uccide Mord, facendo rinsavire anche Panko, il quale, non ricordando nulla del malefico incantesimo, non capisce perché CICO gli stia sopra. Privo dell'aiuto di Mord, il Signore Nero – che teneva prigioniera la giovane Lara, amata da Galad sin dalla fanciullezza – viene poi ucciso dal guerriero Riol, il suo castello crolla e il Libro del Tempo viene gettato da Elchin nel Pozzo senza Fine. Sconfitto definitivamente il male, ZAGOR e CICO tornano nel loro mondo attraverso un varco, ma prima danno l'addio ai loro amici. Sai cosa ti dico, Piccolo Uomo gigante con i peli sulla faccia? In fondo mi sei sempre stato simpatico., dice Panko al messicano, che risponde: Anche tu sei un gran simpaticone, vecchio mio!.
Il corpulento nanerottolo ricompare, seppure in un ruolo molto marginale, in Zenith 666 (L. Mignacco [sog.&scen] – L. Piccatto e R. Riccio [dis.], n. 615), dove, con un dispettoso calcio nel sedere, dà all'amico CICO il bentornato a Golnor. Nel finale dell'avventura, Panko, assieme ai suoi simili ed al messicano, affianca ZAGOR e compagni nella battaglia contro i possenti Troll della montagna (vedi TROLL).

Zagor n. 615, ottobre 2016. Disegno di Piccinelli

Il dispettoso Panko saluta a modo suo un vecchio amico - ZGR 615, p. 70

Cico è spaventato dall'idea di dover condividere il resto della sua vita con Panko, ma, per sua fortuna, Elchin conosce il modo per far rientrare lui, Zagor e Digging Bill a Darkwood - ZGR 615, p. 97
PARLANGUA

Fa la sua apparizione in Mo-hi-la, la palude maledetta (M. Burattini [sog.&scen.] – W. Venturi [dis.], Zagor - Lo Spirito con la Scure, Album di figurine Panini 2016) ed è una sorta di ibrido tra un uomo e un alligatore. 

La copertina dell'album di figurine che la Panini ha dedicato a Zagor nel 2016. Disegno di Gallieno Ferri
All'inizio della storia, l'inquietante cranio del PARLANGUA viene casualmente riportato alla luce da CICO nei pressi della capanna che quest'ultimo divide con ZAGOR. La vista della succitata testa spaventa il messicano e non lascia indifferente nemmeno l'eroe. Caramba y carambita!... Non dirmi che ne hai paura anche tu!, dice CICO a ZAGOR, il quale risponde: No… ma lo riconosco quel brutto muso

Cico strappa dal terreno una grossa rapa, riportando casualmente alla luce il cranio del Parlangua, l'uomo alligatore – Zagor - Lo Spirito con la Scure, Album di figurine Panini 2016 p. 27.
Il sinistro ritrovamento ha infatti a che vedere con la decisione del Nostro, risalente a molti anni prima, di stabilirsi nella palude di Mo-hi-la, un luogo da cui gli indiani di Darkwood si tenevano lontani, in quanto lo consideravano maledetto. Non ti ho mai detto, però, perché i pellerossa temessero così tanto questo posto., dice, poco dopo, lo Spirito con la Scure all'amico, intento ad arrostire un cosciotto di cervo. Gulp!... Hai fatto bene! Altrimenti… forse non sarei venuto ad abitarci!, esclama CICO. Adesso è giusto che tu sappia tutto!, gli dice ZAGOR, il quale inizia il suo racconto (che ci viene narrato in flashback): Avevo da poco fatto la mia prima apparizione al raduno dei capitribù, in cui mi ero presentato come inviato di Manito… e cercavo il luogo dove stabilire la mia dimora. Fu mentre perlustravo la parte paludosa della foresta che udii un grido… . A gridare è un guerriero Oneida chiamato Tarak, che è senza un braccio ed ha il resto del corpo pieno di ferite. Che cosa ti è successo?... Chi ti ha ridotto così?, domanda ZAGOR all'indiano, che risponde: I-Il… Parlangua!. In quel preciso istante, l'eroe viene assalito dai tre compagni di Tarak, i quali credono che sia stato lui a conciare in quel modo lo sfortunato guerriero. Il Nostro però li sconfigge, e Tarak, prima di morire, fa in tempo a spiegare al più sospettoso dei tre, Makawa, che a staccargli il braccio è stato appunto il Parlangua, lo Spirito della palude. Adesso voglio sapere tutto!, dice ZAGOR a Makawa ed ai suoi compagni, uno dei quali, osservando meglio l'eroe, esclama: Io conosco quest'uomo, Makawa! E' Za-gor-te-nay!... Lo Spirito con la Scure!. Makawa, però, continua ad avere un atteggiamento ostile nei confronti di ZAGOR: Tutta Darkwood parla di te… ma io non credo che tu sia un protetto del Grande Spirito!, dice infatti al Nostro con tono minaccioso. Ma se davvero lo fosse, Makawa… potrebbe uccidere il Parlangua!, obietta l'altro guerriero, che si rivolge quindi all'eroe: Verrai con noi, Zagor!... Seppelliremo Tarak e ti mostreremo l'isolotto su cui quel mostro ha la sua tana!

Prima di morire, Tarak dice a Makawa che non è stato Zagor ad assalirlo, ma il Parlangua – Zagor - Lo Spirito con la Scure, Album di figurine Panini 2016 p. 32.

I tre Oneida conducono Zagor nella palude di Mo-hi-la (dove vive il Parlangua) e, lungo il percorso, gli raccontano la leggenda del famigerato uomo rettile – Zagor - Lo Spirito con la Scure, Album di figurine Panini 2016 p. 34.

Giunti nei pressi del suddetto luogo, che si trova al centro di Mo-hi-la ed è circondato dalle sabbie mobili, i tre Oneida decidono di non proseguire oltre (E' troppo pericoloso!) a differenza di ZAGOR, il quale invece è intenzionato a scovare l'Uomo Rettile. L'eroe riesce a raggiungere l'isolotto e non tarda a trovare i resti delle vittime del Parlangua, tra cui il braccio – mezzo divorato – del povero Tarak., il mostro emerge dalle acque della palude e attacca ZAGOR, ferendolo al petto con i suoi poderosi artigli. 

Zagor raggiunge l'isolotto su cui il mostro ha la sua tana e fa subito la conoscenza del feroce padrone di casa – Zagor - Lo Spirito con la Scure, Album di figurine Panini 2016 p. 36
L'eroe reagisce prontamente, colpendolo in testa con la scure, quindi gli balza addosso e riprende a colpirlo più volte, sempre sul capo. Sebbene ferito, il Parlangua disarma il suo avversario con un'artigliata e si libera di lui, facendolo cadere a terra. ZAGOR, tuttavia, estrae subito la sua Colt Navy e scarica sull'Uomo Alligatore tutti i sei proiettili in essa contenuti. 

L'eroe lotta con il mostro – Zagor - Lo Spirito con la Scure, Album di figurine Panini 2016 p. 38.

Servendosi della sua pistola, Zagor riesce a uccidere il terribile Parlangua  – Zagor - Lo Spirito con la Scure, Album di figurine Panini 2016 p. 38.
Morto finalmente il Parlangua, l'eroe si accascia a terra, quasi privo di forze; ma, proprio in quel momento, arriva Makawa, con in pugno il suo tomahawk: Peccato che tu sia stremato e disarmato, Zagor… perché non potrai difendere il tuo trofeo e sarò io a riportarlo al villaggio, presentandolo come mio! Dirò che il mostro ti aveva già ucciso, quando sono arrivato sull'isolotto sperando di aiutarti!. Pronunciate queste parole, Makawa attacca l'eroe, che però riesce a schivare il colpo e, ripresa la scure, uccide l'infido pellerossa. 

Zagor è costretto a uccidere anche il perfido Makawa  – Zagor - Lo Spirito con la Scure, p. 39.
Poiché gli altri due Oneida, arrivati poco dopo sul posto, non sanno nulla dei malvagi propositi di Makawa, ZAGOR preferisce dir loro che ad uccidere il guerriero è stato il Parlangua. Porterete con voi il corpo del mostro… - dice il Nostro ai due - io terrò solo la testa come trofeo, qui su quest'isola, dove costruirò la mia capanna. […] Direte a tutti che Za-gor-te-nay ha preso possesso di Mo-hi-la strappandola all'uomo rettile, e d'ora in poi vigilerà sulla palude e sull'intera Darkwood!. ZAGOR termina quindi il suo racconto dicendo a CICO di aver tenuto a lungo il cranio del Parlangua su un palo (Servì a rafforzare l'aura di leggenda attorno alla mia persona!) finché non decise, per l'appunto, di seppellirlo vicino alla capanna. In seguito, - aggiunge l'eroe – ho sentito raccontare di altre creature metà uomo e metà alligatore nelle paludi della Louisiana e della Florida… …ma mai tanto a nord quanto si era spinta quella che ho ucciso io!. CICO, guardandosi intorno preoccupato, esclama: Meno male! Non vorrei che ne sbucasse una a portarci via lo spiedo ora che è cotto!.    

Una delle più comuni descrizioni del Parlangua. Rispetto al pur efficace mostro disegnato da Walter Venturi, quello del suddetto disegno è molto più somigliante a un alligatore. 
Curiosità: Al pari di Atosis e Wa-won-dee-a-megw, i due mostri acquatici della mitologia Abenaki citati da ZAGOR nell'avventura, il Parlangua non è stato inventato da Burattini: quella dell'uomo alligatore è infatti una leggenda urbana nata in Louisiana negli anni Settanta. In base ai presunti avvistamenti, questo mostro sarebbe alto circa tre metri e avrebbe il corpo di colore verde, gli occhi rossi e una pelle a prova di proiettile.



PESCI-CANNIBALE 

I piccoli assassini dell'omonima storia (A. Castelli [sog.&scen.] – F. Donatelli [dis.], nn. 172-174), che ha inizio sulle Hot Mountains, a nord ovest di Darkwood. E' tra queste montagne che sorge il covo di Kramer e Adams, due perfidi banditi che allevano, in delle grandi vasche, un branco di aggressivi e voracissimi salmoni mutanti. I pesci-cannibale, liberati dalla malvagia coppia nelle acque del Darkwood River, divorano ogni essere vivente che incontrano. Lo scopo di Kramer e Adams è spopolare la regione, per poi acquistare a prezzi irrisori interi appezzamenti di terreno: ciò permetterà loro d'impossessarsi di un enorme filone aurifero che giace nel sottosuolo di Darkwood, la cui esistenza è nota solo a essi. Per eliminare i pesci-cannibale, una volta ottenuto il suddetto scopo, ai due loschi compari basterà versare nel fiume un antidoto fabbricato dal biologo Rogers (una vecchia conoscenza di ZAGOR), lo stesso che, ignaro dei veri intenti di Kramer e Adams (che hanno finanziato le sue ricerche facendosi credere anch'essi scienziati), ha modificato il patrimonio genetico dei salmoni. Il primo essere vivente attaccato dai pesci-cannibale – precisamente da un singolo pesce, scappato dall'allevamento – è CICO, che viene azzannato a una mano dopo aver versato nell'acqua di un ruscello – posto a poca distanza dalla capanna-laboratorio di Kramer e Adams - l'esca biofisiologica del professor Varmin. Costui è in realtà un imbroglione che ha truffato il messicano, vendendogli - per ben cinquanta dollari - una melma dall'odore nauseabondo. 

Zagor n. 173, dicembre 1979. Disegno di Ferri

Il povero Cico viene morso da un pesce-cannibale fuggito dall'allevamento di Kramer e Adams - ZGR 172, p. 88

 
Per ironia della sorte, il giorno dopo, sono proprio i salmoni mutanti a salvare la vita a CICO ed a ZAGOR, che si sono accampati sulle rive del Darkwood River. I famelici pesci aggrediscono, infatti, il fuorilegge Ned Kelly e due uomini della sua banda proprio mentre costoro si accingevano ad attaccare a sorpresa i Nostri. I tre banditi vengono letteralmente spolpati dai pesci-cannibale, e lo stesso ZAGOR, tuffatosi per soccorrerli, viene assalito. Pur rimediando dolorosi morsi, l'eroe riesce fortunatamente a sfuggire alle terribili creature. Mi domando che razza di bestie siano. – dice ZAGOR a CICO mentre si medica la gamba ferita – non ci sono mai stati pesci del genere, nel Darkwood River… Un tale, una volta, mi aveva parlato di pesci chiamati piranha, ma quelli vivono solo in Sudamerica, e hanno un aspetto molto differente e dimensioni ridotte. Da quel poco che ho visto, invece, questi sembravano piuttosto delle trote… ma voraci come barracuda!. Il giorno dopo, i due, dopo aver trovato nella loro rifugio un messaggio dello sceriffo di Starbuck, si recano nel suddetto villaggio e raccolgono le ultime parole del già citato Rogers, il quale, scoperta la verità sul conto di Kramer e Adams, è stato da quest'ultimo ferito a colpi di pistola su ordine del primo. Prima di morire, lo sventurato biologo pronuncia delle frasi che al momento suonano oscure a ZAGOR: Credevo… che fossero… scienziati… invece.. Gli Spiriti del fiume… è… orribile… io… volevo versare l'antidoto, ma… me l'hanno impedito… è il liquido giallo… fai presto, Zagor…tra poco li libereranno… Kramer… è stato Kramer… Ahhh! Li vedo! Mi divorano! Ahhh!.

Il bandito Ned Kelly e i suoi uomini vengono assaliti dai salmoni mutanti, che li divoreranno con impressionante rapidità - ZGR 173, p. 16

Zagor riesce a sfuggire ai ferocissimi pesci - ZGR 173, p. 20

Zagor raccoglie le ultime, inquietanti parole dell'ormai moribondo Rogers - ZGR 173, p. 28


Poco dopo, riflettendo su quanto detto da Rogers, l'eroe comprende che gli Spiriti del fiume sono per l'appunto i pesci-cannibale, e salva dalle loro fauci due bambini di Starbuck, i fratelli Bill e Jim Brown. ZAGOR non riesce però a impedire che i salmoni mutanti facciano altre vittime: i voraci pesci, infatti, discendono la corrente del Darkwood River, attaccando tutti gli animali e gli esseri umani che si trovano sul loro percorso, sconvolgendo così l'intero equilibrio ecologico della foresta. La fauna fluviale comincia a scarseggiare e la pesca stessa diventa molto pericolosa. Esasperati, gli indiani si convincono che gli Spiriti del fiume siano stati inviati da Manito per punirli della loro arrendevolezza nei confronti dei bianchi: pertanto, iniziano a massacrare questi ultimi, prendendo di mira sia le fattorie dei coloni dotate di pozzi o collocate nei pressi di qualche ruscello, sia le capanne dei trappers (come quella del vecchio Finnegan, che viene salvato in extremis da ZAGOR). Deciso a risolvere la drammatica situazione, l'eroe riesce a convincere i capi delle tribù di Darkwood - tra i quali vi è il bellicoso Orso Fuggente - a non scatenare la guerra totale contro i bianchi, promettendo loro che sconfiggerà gli Spiriti del fiume. I sakem concedono al Nostro una ventina di giorni di tempo (Ci impegnamo a frenare i nostri uomini fino al sorgere della nuova luna!, dice uno di essi all'eroe), e ZAGOR, affiancato da CICO, inizia subito le sue ricerche, esplorando tutto il fiume. Il giorno prima della scadenza dell'ultimatum indiano, i Nostri giungono nel luogo dove il pancione era stato aggredito dal pesce-cannibale. Essi ignorano però che Kramer e Adams, accortisi della loro presenza, vogliono catturarli.


Kramer illustra il suo diabolico piano al degno compare Adams - ZGR 173, p. 94

Zagor n. 174, gennaio 1980. Disegno di Ferri


Quella notte stessa, infatti, ZAGOR e CICO cadono prigionieri della perfida coppia, che stordisce i due con un gas prodotto proprio dallo sfortunato Rogers. Ripresi i sensi qualche ora più tardi, i Nostri, cui Kramer e Adams hanno legato mani e caviglie, vengono condotti dai loro nemici verso una delle vasche contenenti i pesci-cannibale di nuova generazione, più grandi e più feroci di quelli precedenti. Prima di occuparsi di ZAGOR e CICO, Kramer – il quale, pronunciando il nome di Rogers, ha fatto capire all'eroe che lui e il suo compare sono i falsi scienziati a cui il povero biologo si riferiva nelle sue ultime parole - rimprovera Adams per non essere riuscito a uccidere sul colpo un testimone pericoloso come il succitato Rogers, e, per punirlo, lo spinge a tradimento nella vasca, facendolo divorare dai salmoni mutanti. Poi, puntandogli contro una pistola, Kramer ordina a ZAGOR di entrare a sua volta nella vasca, ma il Nostro, avendo notato che la pistola di Adams è rimasta a terra, riesce, benché legato, a impossessarsene e spara due volte, centrando il suo avversario. Pur ferito gravemente, quest'ultimo dà una spallata a CICO, facendolo finire nella vasca; quindi, raggiunge la sua capanna e, con le ultime forze rimastegli, distrugge l'antidoto e svuota le vasche, liberando tutti i pesci-cannibale presenti in esse. Così facendo, Kramer salva involontariamente sia CICO che ZAGOR, il quale, liberatosi dai legacci con la pistola di Adams, si era tuffato per soccorrere il messicano, ma era stato subito accerchiato dai salmoni mutanti. Dopo aver scoperto che l'ormai deceduto Kramer ha distrutto l'antidoto, ZAGOR e CICO lasciano in fretta la capanna per raggiungere la valle e costruire degli sbarramenti per arginare le acque infestate dai pesci-cannibale di nuova generazione, i quali, come essi hanno modo di scoprire, attaccano anche le imbarcazioni.

Spinto da Kramer nella vasca dei pesci-cannibale di nuova generazione, Adams viene divorato sotto gli occhi di Zagor e Cico - ZGR 174, p. 22

Ferito gravemente da Zagor, il perfido Kramer, prima di morire, distrugge l'antidoto fabbricato da Rogers - ZGR 174, p. 27

I salmoni mutanti di nuova generazione divorano Orso Fuggente e i suoi guerrieri - ZGR 174, p. 51


A scoprire ciò, ma sulla loro pelle, sono anche il bellicoso Orso Fuggente e i suoi guerrieri: essendo quasi scaduto l'ultimatum della luna nuova e incuranti dell'avvertimento di ZAGOR, costoro salgono a bordo delle loro canoe per attaccare i bianchi. I pesci-cannibale, però, affondano a morsi le suddette imbarcazioni e divorano in breve tempo il sakem e gran parte degli altri pellerossa. ZAGOR – che, tuffandosi in acqua e disorientando i voraci pesci, ha permesso ad alcuni guerrieri di salvarsi – confessa a CICO la propria impotenza. L'eroe non sa proprio come fermare il tremendo flagello dei salmoni mutanti, ma, ad un tratto, una parola pronunciata dal messicano (Respingono) gli fa venire in mente un interessante particolare che riguarda l'esca del professor Varmin: Ecco che cosa non riuscivo a ricordare a proposito di quel sedicente professore… l'esca di Varmin respinge sì i pesci, ma non tutti… …infatti, se ben ricordi, attirò il primo pesce-cannibale in cui ci siamo imbattuti là, sulle Hot Mountains! Cico! L'esca del professor Varmin può essere la nostra salvezza! Versata in grande quantità in un luogo opportuno, può farvi convogliare i branchi di pesci-cannibale che infestano il Darkwood River. ZAGOR traccia quindi sul terreno una rozza mappa del corso del fiume, e spiega a CICO: Avvicinandosi alla foce, a causa del terreno, il Darkwood River compie moltissime anse… …e mentre, in linea d'aria, soltanto poche decine di miglia separano questo punto dalla foce, l'acqua è costretta a percorrere un lungo itinerario per seguire il capriccioso andamento del fiume… Muovendoci via terra, noi abbiamo la possibilità di precedere i pesci-cannibale… e di preparare loro una trappola attirandoli con l'esca del professor Varmin!

Attirati dall'esca biofisiologica del professor Varmin, i pesci-cannibale vengono intrappolati nel bacino artificiale - ZGR 174, p. 88

Un ultimo brivido: Zagor si tuffa nel bacino artificiale per spostare il tronco che blocca una delle serrande, rischiando di essere attaccato dai pesci-cannibale - ZGR 174, p. 93

 
Il giorno dopo, i Nostri trovano l'imbroglione in un villaggio in un villaggio ai margini di Darkwood. I due salvano Varmin dall'ira degli abitanti – che, da lui raggirati, vogliono punirlo con pece e piume – e lo conducono presso un tratto del fiume dove i pesci-cannibale non sono ancora arrivati. Qui, mentre Varmin prepara in un pentolone la sua esca, ZAGOR, con l'aiuto di Tonka e dei suoi Mohawks, un bacino artificiale e due serrande fatte di tronchi, una delle quali ha un filtro costituito da una robusta rete metallica. L'esca viene versata nel bacino e, quando i salmoni mutanti – sia quelli di nuova generazione che quelli più piccoli - finalmente arrivano, il suo nauseabondo lezzo attira subito i pesci, che si riversano nel laghetto artificiale. A questo punto, ZAGOR e compagni abbassano le serrande tramite un paranco, intrappolando i famelici salmoni; poi, tramite la serranda dotata di rete metallica (messa apposta per impedire ai piccoli assassini di uscire), svuotano l'acqua del bacino, condannando così a morte tutti i pesci-cannibale, le cui carcasse vengono infine divorate dagli avvoltoi.
Curiosità: Nell'ideare il soggetto di Piccoli assassini, Castelli si è visibilmente ispirato al film Piraña (Joe Dante, 1978). La copertina stessa del n. 173 richiama la locandina della suddetta pellicola: come si può vedere, infatti, i pesci che attaccano ZAGOR non hanno l'aspetto dei salmoni mutanti del Darkwood River, ma proprio quello – inconfondibile - dei piranha (o piraña che dir si voglia). Sempre a proposito di citazioni, vale la pena di segnalare che il nome dato da Castelli a una delle vittime dei pesci-cannibale - il bandito Ned Kelly – è un chiaro riferimento all'omonimo e celebre fuorilegge australiano (1855-1880), sul quale sono stati girati, a partire dal 1906, numerosi film.

Zagor e i suoi amici svuotano il bacino: è la fine per i piccoli assassini - ZGR 174, p. 95

Locandina francese di Piraña (Joe Dante, 1978)

Uno dei più recenti saggi dedicati all'avventurosa figura di Ned Kelly. Sulla copertina di questo volume - edito nel 2013 da Random House Australia - possiamo vedere l'elmo della famosa armatura che il bandito si era fabbricato


PESCI CON LE ZAMPE

Sono i primi, voracissimi mostri che compaiono in Terra maledetta (M. Toninelli [sog.&scen.] – G. Ferri [dis.], nn. 241-243). Come dice il loro nome, di tratta di pesci dotati di zampe, grazie alle quali possono uscire dall'acqua e muoversi, sebbene lentamente, sulla terraferma. Nella scena che li vede protagonisti, ambientata in una zona paludosa della famigerata Terra-da-cui-non-si-torna, queste creature divorano prima le salsicce di CICO – il quale si è addormentato nel carro di una compagnia di girovaghi in fuga dalla legge (ma in realtà innocenti): Lon Darnel, Tobias e l'ex forzato Bush -, e poi assaltano il carro stesso (che è stato trasformato dai proprietari in una sorta di zattera), con l'intento di mangiarsi gli occupanti. Entrando in gran numero sia dalla porta che dalla finestra, i pesci con le zampe stringono il messicano e i suoi amici tra due fuochi, incuranti della pioggia di piombo che i Nostri gli scaricano contro. L'esaurimento delle munizioni di Tobias e Bush rende la situazione ancora più drammatica, ma, fortunatamente per i quattro, il carro è ormai arrivato a riva, dall'altra parte della palude. Facendosi largo tra i famelici mostriciattoli, CICO e compagni raggiungono quindi la terraferma, portando con sé, oltre alle armi, l'ultima scatola di munizioni. I pesci tentano di inseguirli, ma la loro lentezza permette ai Nostri di allontanarsi facilmente. 

Zagor n. 242, settembre 1985. Disegno di Ferri

Zagor n. 243, ottobre 1985. Disegno di Ferri

I pesci con le zampe si avventano come furie sulle salsicce che Cico aveva preso dalla dispensa del carro - ZGR 242, p. 17

I voraci pesci assaltano il carro dei girovaghi - ZGR 242, p. 19

 
Al pari di altri mostri della Terra-da-cui-non-si-torna, le suddette creature ricompaiono in Spedizione di soccorso (J. Rauch [sog.&scen.] – G. Sedioli [dis.], Maxi Zagor n. 21), ma solo in una breve sequenza, che vede il professor Kruger (vedi MOSTRI DELLA TERRA-DA-CUI-NON-SI-TORNA e MOSTRO DEL DARK CANAL) gettare in acqua, su consiglio dell'avventuriero Staggler (guida della spedizione, di cui fanno parte anche ZAGOR, CICO e il collega di Kruger, Mayer) alcuni pezzi di carne secca, sui quali si avventano immediatamente i pesci con le zampe, subito riconosciuti da CICO. Più che pesci, sembrano una strana specie di anfibi! Guardate che ganasce, Mayer!, dice al suo collega Kruger, che, animato da un'irresistibile curiosità scientifica, si avvicina all'acqua per osservare meglio le voraci bestiole. State lontano dall'acqua, professore!, lo avverte ZAGOR, afferrandolo dal colletto della giacca giusto in tempo: infatti, proprio in quel momento, uno dei pesci schizza fuori e per poco non morde l'imprudente scienziato, che esclama Der teufel!. Il mostriciattolo viene ricacciato in acqua da Mayer con un calcio, ma gli altri pesci con le zampe raggiungono la terraferma e si dirigono verso i Nostri. Essendo però, come già sappiamo, assai lenti sulla terraferma, ZAGOR e gli altri si allontanano senza problemi. 

Cico, Lon Darnel e gli altri cercano di respingere i terribili assalitori - ZGR 242, p. 23

Arrivati finalmente a riva, Tobias, Bush e il messicano abbandonano il carro, mentre Darnel, prima di farlo a sua volta, dà un ultimo saluto di piombo caldo ai mostriciattoli - ZGR 242, p. 26

 
Maxi Zagor n. 21, gennaio 2014. Disegno di Ferri

 
Curiosità: A p. 18 del n. 242, nella terza vignetta, il pancione messicano, vedendo i pesci con le zampe divorare con impressionante voracità le salsicce che gli sono cadute in acqua, dice a Darnel ed a Tobias: Io ho già avuto a che fare con pesci cannibali …ma in confronto a questi erano delle vezzose sardine!. La frase, come peraltro indicato dalla nota presente nella vignetta, si riferisce ovviamente ai PESCI-CANNIBALE trattati nella precedente voce. Sempre a proposito dei pesci con le zampe, bisogna dire che l'osservazione del professor Kruger in Spedizione di soccorso è senz'altro condivisibile: queste creature sono più simili ad anfibi che a pesci; somigliano, infatti, all'ittiostega (nome scientifico: Ichthyostega stensioei), un anfibio predatore vissuto nella preistoria, precisamente nel Devoniano superiore, ovvero 365 milioni di anni fa. E' probabile che la somiglianza con l'ittiostega – che poteva raggiungere una lunghezza massima di 150 cm ed è considerato una sorta di anello di congiunzione tra i pesci e gli anfibi – non sia casuale, dato che esso figura tra gli animali preistorici disegnati da Zdenek Burian in Quando l'uomo non c'era, il libro che ha ispirato Toninelli nell'ideazione dei mostri di Terra maledetta (vedi IGUANE VOLANTI).

Il professor Kuger osserva stupefatto le fameliche creature e rischia di essere morso da una di esse – ZGR Maxi 21, p. 154

I pesci con le zampe escono dall'acqua per attaccare Zagor e compagni, che però, approfittando della loro lentezza sulla terraferma, si allontanano subito – ZGR Maxi 21, p. 155

L'ittiostega raffigurato da Zdenek Burian nel libro Quando l'uomo non c'era (Fabbri Editore, 1974)



PESCI ZOMBI 

Fanno una brevissima apparizione in Zenith 666. ZAGOR e i suoi amici li osservano nuotare nel Lago dei non-morti (la seconda sorgente del fiume Susquehanna), dove si trova il relitto della Discovery (vedi MORTI VIVENTI). Il più singolare di essi è senza dubbio quello che compare nell'ultima vignetta di p. 44, il quale, testa a parte, è ridotto praticamente a uno scheletro, cosa che lo rende ancora più inquietante. Tutti i pesci zombi, comunque, hanno un aspetto minaccioso, e ciò non solo per il fatto di essere appunto delle carcasse viventi, ma anche per via dei robusti e aguzzi denti di cui sono dotati.

Dotati di fauci impressionanti, i pesci zombi nuotano nelle acque color arcobaleno del Lago dei non-morti – ZGR 615, p. 43

L'elfa Lylan invita Zagor e compagni ad osservare i mostruosi pesci – ZGR 615, p. 44


PIANTE CARNIVORE

Compaiono in due storie, ambientate entrambe in regioni inesplorate: Odissea americana (G. Nolitta [sog.&scen.] – G. Ferri [dis.], nn. 87-89) e Spedizione di soccorso. Nella prima, un branco di mostruosi vegetali sbucano dal fiume Tallapoosa e attaccano l'Athena, il battello del capitano James Moreland, a bordo della quale si trovano, oltre agli uomini dell'equipaggio (Tattoo Lopez, Walter Thompson e Frisco Kid), ZAGOR, CICO e Homerus Junior Bannington. Quest'ultimo è un ricco e strampalato poeta che vuole mettere in atto una nuova Odissea nello sconosciuto territorio percorso dal Tallapoosa, per poterla poi narrare in versi. E' Bannington stesso, infatti, ad aver chiamato la suddetta nave Athena, in onore della dea amica di Ulisse. L'apparizione delle piante carnivore ha luogo mentre Bannington e i suoi compagni d'avventura, attraccata l'Athena alla sponda del fiume, stanno mangiando lo spezzatino preparato da Tattoo: si tratta di una scena che mostra in maniera esemplare l'abilità di Noltta di mutare - rapidamente e con grande efficacia – registro narrativo, passando dal comico al drammatico. Tutto ha inizio, infatti, con una gag che ha per protagonista CICO, la cui porzione viene divorata con incredibile voracità da quella che, a prima vista, sembra una comune piantina. Quest'ultima, dopo essersi sbafato tutto lo spezzatino dell'esterrefatto messicano, gli sputa uno degli ossi nell'occhio sinistro, suscitando l'ilarità degli altri.

Zagor n. 88, ottobre 1972. Disegno di Ferri
Cico è sbalordito: una pianta che mangia lo spezzatino – ZGR 87, p. 91

Il messicano scopre sulla sua pelle - o meglio: sul suo occhio – che la pianta, per quanto vorace, non è in grado di digerire le ossa – ZGR 87, p. 93

Zagor salva Walter dagli spaventosi tentacoli che hanno circondato l'Athena – ZGR 87, p. 95


All'improvviso, però, degli spaventosi tentacoli vegetali invadono l'imbarcazione e strisciano sul ponte. Il primo a essere aggredito è Walter, ma ZAGOR interviene subito e taglia, a colpi di scure, i tentacoli; quindi va a dare manforte a Moreland, Tattoo e Frisco Kid, tutt'e tre armati di accetta. Nel corso della lotta, uno dei mostri tentacolati afferra l'eroe e tenta di trascinarlo in acqua: il Nostro, però, prende il pugnale che tiene alla cintura e, vibrati alcuni colpi, riesce a liberarsi. Poiché l'unico modo per sbarazzarsi della terribili piante è allontanarsi al più presto dalla riva, Moreland ordina a Frisco Kid di azionare il motore e, quando la ruota del battello comincia a girare, si mette al timone. In un primo tempo, l'Athena sembra non riuscire a staccarsi dalle potenti ventose dei mostri, ma poi la forza del motore ha la meglio, e il battello, liberatosi finalmente dalla tremenda stretta, si allontana rapidamente.
Non altrettanto memorabili di quelle viste all'opera in Odissea americana, ma comunque interessanti, sono le piante carnivore di Spedizione di soccorso, che appartengono a due differenti specie. La prima, scambiata dal solito CICO per un tenero fiore, addenta il dito indice del messicano, che reagisce facendo a pezzi il feroce vegetale con un colpo di pistola. Che avete fatto, criminale?... Avete distrutto un esemplare unico!, esclama il professor Kruger e CICO risponde: E' stato lui a cominciare!... .

Usando il suo pugnale, l'eroe si libera dalla tremenda stretta della pianta carnivora – ZGR 87, p. 98

Mentre il motore del battello viene spinto al massimo, Zagor e compagni lottano contro i mostruosi vegetali – ZGR 88, p. 4

L'Athena riesce finalmente a staccarsi dalle terribili ventose che la trattenevano e si allontana in fretta dalla riva del Tallapoosa – ZGR 88, p. 5


La seconda pianta, simile nell'aspetto a un rovo spinoso, cresce in un cratere vulcanico della Terra-da-cui-non-si-torna (vedi MEDUSE VOLANTI) ed è interamente ricoperta da una resina che serve per digerire gli insetti che vi restano invischiati. Tale resina - come ha scoperto uno scienziato tedesco, il professor Kranack, amico e connazionale del già citato Kruger e del suo collega Mayer – ha una straordinaria proprietà, ossia è un potente anestetico. L'ingenuo Kranack confida l'eccezionale scoperta (all'epoca di ZAGOR, gli unici anestetici erano i liquori) alla sua guida Staggler, il quale, intuite le potenzialità commerciali della resina, ne raccoglie grandi quantità assieme ai suoi uomini e fa prigioniero lo scienziato, obbligandolo a rimanere nella Terra-da-cui-non-si-torna per trovare il sistema di far crescere la pianta fuori dal suo ambiente. Il rovo carnivoro, infatti, - come ha scoperto sempre Kranack - può vivere solo nel cratere, e anche i suoi semi non attecchiscono in un terreno normale. Anche Kruger, Mayer e CICO vengono catturati dall'infido Staggler, ma alla fine della storia, dopo varie peripezie, ZAGOR riuscirà a sconfiggere costui (che verrà ucciso dall'eroe) e i suoi scagnozzi, e - mentre nella Terra-da-cui-non-si-torna si scatena una terribile eruzione vulcanica, che distruggerà essa e tutte le bizzarre creature che la popolano (rovo carnivoro compreso) – fuggirà con i suoi amici a bordo di un pallone aerostatico.

Il tenero fiore fa assaggiare a Cico i suoi denti aguzzi - ZGR Maxi 21, p. 133

Facendo disperare Kruger, il pancione distrugge l'infida piantina con un colpo di pistola - ZGR Maxi 21, p. 134

Il professor Kranack mostra ai suoi colleghi Kruger e Mayer la curiosa pianta carnivora dalla resina anestetica - ZGR Maxi 21, p. 213

L'infernale spianata rocciosa del cratere è l'unico luogo dove il rovo carnivoro riesce a crescere - ZGR Maxi 21, p. 214



Massimo Capalbo

N.B. Trovate i link alle altre parti degli Zazgor Monsters sulla Mappa

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