giovedì 6 dicembre 2012

JULIA & BERARDI: SCHEDATI!

di Elio Marracci


Chi è Julia?

Julia, ideata e sceneggiata da Giancarlo Berardi – il famoso papà di Ken Parker - è una collana uscita nel ’98 per la Sergio Bonelli Editore, ben inserita nel filone noir, con forti tinte di realismo e grande interesse per la documentazione. L’autore tra e infatti spunto da fatti di cronaca nera realmente accaduti e attinge a piene mani dai più aggiornati studi di criminologia, psicologia, psicoanalisi, antropologia sociologia e scienze giuridiche. Ogni albo della serie è costituito da 130 pagine, rispetto alle 98 dei normali volumetti della Bonelli; questo ha permesso a Berardi di imprimere alle vicende narrate uno stile più “cinematografico” e incisivo.


La copertina di Julia n. 1



Modellata graficamente sulle fattezze dell'attrice Audrey Hepburn, Julia vive a Garden City, immaginaria cittadina del New Jersey, nella finzione letteraria situata a meno di un’ora di viaggio da New York; insegna criminologia all’università e collabora con la Polizia locale. Nonostante sia immediatamente riconoscibile da un punto di vista fisico-somatico, il lavoro di Berardi per caratterizzare il personaggio sia culturalmente che psicologicamente è stato notevole. Julia ama la lettura (il suo studio è stipato di libri, che non comprendono soltanto manuali di criminologia), e la musica (nel bel mezzo del suo salotto c’è un grande pianoforte a coda che suona con grande maestria). Reduce da un doloroso evento traumatico che ne ha segnato in maniera indelebile la psiche, le sue notti sono in eterno tormentate da incubi; affida le confessioni più intime al suo diario, i cui brani fanno da abituale contrappunto alla narrazione.
 Dopo la brusca rottura con il fidanzato, Julia conduce una esistenza da single convinta, con la sola compagnia della gatta Toni e della domestica Emily, ispirata ai trattti dell'attrice Whoopi Goldberg.


Audrey Hepburn, il cui volto e corpo esile sono serviti da modello per Julia.


Whoopi Goldberg, l'esilarante attrice americana che è servita da modello per Emily.

 
La routine quotidiana della scienziata è divisa fra le lezioni all’università e le sempre più impegnative collaborazioni con il Sergente Ben Irving e con il Tenente Alan Webb, col quale i rapporti umani e professionali sono continuamente in bilico fra fiducia e conflittualità, anche a causa della inconfessabile “gelosia” di quest’ultimo per il detective Leo Baxter, amico fraterno di Julia e suo valido “braccio destro” nelle indagini più impegnative.
 Fuori dall'ambiente professionale, rari sono i suoi contatti con la sorella minore Norma, modella di professione e con seri problemi di dipendenza dalla droga; frequenti invece le sue visite alla nonna Lillian, ospite in una casa di riposo alla periferia della città.


I personaggi di Julia leggono... Julia!



L’eroina di Berardi mette la sua conoscenza della psicologia umana al servizio della Polizia, contribuendo alla comprensione dei moventi che spingono i criminali ad agire. Julia spesso si trova così a dover contrapporre al decisionismo tipico dei tutori della legge la meditata cura dell’indagine psicologica, cercando di portare alla luce le lacerazioni nascoste anche nell’animo dell'assassino più sanguinario.
 Fra tutti i criminali con i quali Julia ha avuto a che fare, spicca in “brillante” negativo la figura di Myrna Harrod, la serial killer omosessuale protagonista dei primi tre albi, la cui cattura ha costituito il pretesto narrativo per giustificare il suo ritorno a collaborare con la Legge. Per concludere possiamo dire che ciò che fa di Julia un fumetto diverso dai numerosi prodotti che si basano sugli stilemi noir è la maggiore attenzione alla metodologia e alla tecnologia dei moderni corpi investigativi, oltre che alla psicopatologia criminale.





Chi è Berardi?

Giancarlo Berardi, padre di Julia e di Ken Parker, è nato a Genova il 15 novembre del 1949 ed è considerato come uno dei migliori sceneggiatori italiani nel mondo del fumetto. Stimato come uno dei maestri del genere realistico, in realtà comincia la sua attività come musicista. Negli anni Sessanta compone, canta e suona con un gruppo chiamato “Gli Scorpioni”. La musica è una delle sue passioni, insieme alla lettura, al cinema e alla scrittura. Inizia infatti a frequentare le sale cinematografiche all’età di tre anni, grazie a un suo parente che faceva il proiezionista. Il primo romanzo letto da Berardi è stato Lultimo dei Mohicani, un vero e proprio imprimatur, che stimolerà nello scrittore la scelta di occuparsi di storie western per circa venticinque anni.


Giancarlo Berardi


Altre circostanze condurranno Berardi a intraprendere la strada del fumetto in veste di sceneggiatore, esordendo con una breve storia per la rivista Horror. In questo periodo stringe amicizia con il disegnatore Ivo Milazzo, rapporto fecondo da cui scaturirà un lunghissimo sodalizio artistico che dà presto i suoi frutti. I due, per Il Giornalino, creano la figura di Tiki, e poi la serie western Welcome to Springville, che prende vita sulle pagine di Skorpio. Insieme danno vita al celebre trapper e frontierman Ken Parker, indi al detective Marvin, ex attore del cinema muto. Intanto Berardi scrive alcune storie che hanno come protagonista il celebre detective inglese Sherlock Holmes. I disegni, un'esperienza che lo stesso scrittore ha definito “una grande sfida con sé stesso”, sono di Giorgio Trevisan.


Ken Parker, forse la più celebre delle creature di Berardi (qui visto da Milazzo).



La sua ultima “creatura”, Julia, è giovane e carina e di mestiere fa la criminologa. È il primo personaggio femminile con cui Berardi ha a che fare, un’altra sfida, un modo per coltivare il lato femminile presente in ogni uomo. In omaggio al primo grande amore cinematografico della sua vita, Audrey Hepburn, Berardi le ha regalato tratti estremamente somiglianti alla grande diva degli anni ‘50. Giancarlo Berardi nel corso della sua lunga attività ha raccolto una lunga e meritatissima serie di riconoscimenti, tra cui il Premio Oesterheld, il Premio Internacional Barcelona de Comics, l’Haxtur e lo Yellow Kid.


Elio Marracci

Nessun commento:

Posta un commento

I testi e i fumetti di nostra produzione apparsi su Dime Web possono essere pubblicati anche altrove, con la raccomandazione di citare SEMPRE la fonte e gli autori!

Le immagini dei post sono inserite ai soli fini di documentazione, archivio, studio e identificazione e sono Copyright © degli aventi diritto.

Fino al 4 gennaio 2017 tutti i commenti, anche i più critici e anche quelli anonimi, venivano pubblicati AUTOMATICAMENTE: quelli non consoni venivano rimossi solo a posteriori. Speravamo e contavamo, infatti, nella civiltà dei cultori di fumetti, libri, cinema, cartooning, etc.

Poi è arrivato un tale che, facendosi scudo dell'anonimato, ha inviato svariati sfoghi pieni di gravi offese ai due redattori di Dime Web, alla loro integrità morale e alle loro madri...

Abbiamo dunque deciso di moderare in anticipo i vostri commenti e pertanto verranno cestinati:

1) quelli offensivi verso chiunque
2) quelli anonimi

Gli altri verranno pubblicati TUTTI.

Le critiche, anzi, sono ben accette e a ogni segnalazione di errori verrà dato il giusto risalto, procedendo a correzioni e rettifiche.

Grazie!

Saverio Ceri & Francesco Manetti