giovedì 14 dicembre 2017

DIME WEB INTERVISTA PIETRO VANESSI ALIAS PV! (LE INTERVISTE XLVIII)

a cura di Elio Marracci


Aneddoti sull'arte del Vivere e del Sopravvivere: due chiacchiere con PV alias Pietro Vanessi

Quest'oggi risponde ad alcune domande che gli ho posto il disegnatore e illustratore Pietro Vanessi, noto al grande pubblico con lo pseudonimo PV, nato a Verona nel 1964 e residente a Roma da qualche anno. Vignettista per varie riviste e diversi quotidiani locali e nazionali, pubblicitario e docente di Art Direction e Comunicazione all'Istituto Europeo di Design, nell'universo di PV si spazia dalla filosofia Zen alla critica sociale, dalla cronaca quotidiana alla vita di coppia, dalla morte e la malattia alle scorribande erotico/sentimentali di organi sessuali. Per chi fosse interessato all'acquisto dei numerosi volumi che raccolgono i suoi lavori, sono disponibili nel circuito delle fumetterie, delle librerie oppure onlinePer chi volesse invece maggiori informazioni sull'autore, sulle sue attività e sulle sue pubblicazioni può consultare il suo sito personale o la sua pagina Facebook.





DIME WEB - Per i lettori che non la conoscono potrebbe presentarsi in due parole?

PV - Sono un vignettista “inquieto” ma fondamentalmente “positivo” e aperto. Un autore di tipo “esistenziale”, giusto per distinguermi da quelli prettamente politici. Faccio satira “diversa” che si occupa di Zen, della Morte, delle Coppie, del Sesso, di Dio e di altre cose da molti considerate ancora tabù. Un po’ per provocare e un po’ come spunto per riflettere assieme ai miei lettori.


DW - Pubblicitario, umorista, vignettista, illustratore, docente di Art Direction e Comunicazione all'Istituto Europeo di Design di Roma... Come riesce a trovare il tempo per dedicarsi a tutte queste attività? Quali analogie e quali differenze esistono tra queste occupazioni?

PV - L’ambito è quello della creatività tout court, che esprimo con diverse sfaccettature: nella docenza coi ragazzi, nella pubblicità per dei prodotti o nelle vignette, dove ho il totale controllo del risultato finale.


DW - Come è nata in lei la passione per la vignetta?

PV - Fin da piccolo piccolo. Non le dico dove ho disegnato il mio primo scarabocchio per decenza e un po’ per vergogna…


DW - Da dove prende gli spunti?

PV - Dalle chiacchiere con la gente, dai portali di informazione, da una battuta fatta col fruttivendolo, da un litigio con mia moglie. Il mio subconscio prende tutto, rielabora e poi mi forgia una battuta che io poi penso a disegnare e rendere “umoristica”. Se e quando ci riesco.


DW - Tra i vari periodici con cui ha collaborato, figura “Cuore”, inserto del giornale "l'Unità", rimasto nella memoria di numerosi lettori e professionisti del settore. Se l'ha vissuta può raccontarci come si svolgeva la vita in redazione?

PV - Non facevo una vera vita di redazione allora. Io stavo a Milano e la redazione a Bologna. Mandavo le mie 4/5 vignette via FAX e loro me ne pubblicavano 1 o 2 a seconda. A volte nessuna, con mio grande dispiacere…


DW - Cosa pensa che abbia lasciato alle generazioni di disegnatori satirici che sono venute?

PV - Ha lasciato un grande spirito di intraprendenza e la voglia di osare e rilanciare sempre OLTRE il luogo comune. Penso.




DW - Nato nella provincia veronese, da qualche anno ormai vive a Roma. Come mai ha sentito l'esigenza di lasciare il nord per la capitale?

PV - È stata solo una bella opportunità di lavoro offertami nel 1990 e la voglia di “lanciarmi” oltre le terre lombarde. Una cosa abbastanza comune che sento spesso fare da amici vari, nordici, che conosco a Roma.


DW - Quanto è presente la città eterna nella sua opera?

PV - Credo “poco” se non in una certa indolenza dei miei personaggi e qualche battuta gergale che ogni tanto sbuca fuori. Non amo molto né i dialetti né i regionalismi e la cosa che più mi avvilisce è ritrovarmi le vignette storpiate da battute in pugliese o napoletano, per altro quasi impossibili da capire.


DW - Quali sono i suoi artisti di riferimento?

PV - Il mio tratto è stato ispirato da Reiser e da Edika, il tipo di umorismo invece da Altan e Quino, più da altri illustri sconosciuti che mi hanno più o meno formato. Autori che a distanza di anni non riesco nemmeno io a capire bene “quali”.


DW - È un disegnatore metodico che lavora a orari stabiliti, oppure è uno di quelli che si alza di notte a disegnare perché le è venuta l’ispirazione? Come si svolge la sua giornata tipo? Quali fonti usa per documentarsi?

PV - Non ho orari, non ho regole, non ho strumenti-feticcio. Pennarelli, Bic, matite, pennelli, tutto fa brodo. Disegno quando mi viene l’idea e su qualsiasi supporto e in qualsiasi situazione che mi dia un minimo di stabilità. Non sul treno, per intenderci…


DW - Oltre ai libri e ai fumetti che sicuramente userà per documentarsi, quali altre letture fa?

PV - Sono un lettore onnivoro che, paradossalmente, legge sempre meno fumetti. Adoro le Graphic Novel, forse per una questione di età, mentre NON riesco più a finire un albo Bonelli. E la cosa un po’ mi preoccupa. Leggo però fantascienza, volumi di psicologia, umorismo, aforismi, saggi di antropologia, libri sul coaching, tomi astrusi e adoro scoprire “chicche” di autori sconosciuti e stralunati. AMO tutto ciò che mi sorprende e mi stranisce. Non rinnego di essere, in fondo, un Art Director pubblicitario…


DW - Nella sua produzione è presente in ugual misura satira politica ed esistenziale. Quale la diverte di più e in base a cosa si dedica all'una piuttosto che all'altra?

PV - Preferisco la satira esistenziale. Quella politica però, se coglie il giusto attimo, fa più audience e riceve molti più like.





DW - Tra i personaggi ricorrenti nelle sue vignette figurano una morte con un grosso naso, un fallo maschile dotato di bocca e braccia, un Dio-femmina disincantata e dissoluta e varie coppie in perenne incomunicabilità. A cosa o a chi si è ispirato per crearli?

PV - Ai miei incubi, alle mie ossessioni, alle mie frustrazioni… Hai dimenticato però anche un Guru strampalato che spara massime e sentenze pseudo-zen. E dico questo perché è appena uscito il libro su di lui l’IdioTAO in tiratura limitata, ordinabile scrivendo a idiotazen@gmail.com. Grazie dell’assist, eh?


DW - Non pensa che il tema delle coppie in crisi e l'incomunicabilità tra maschi e femmine, l'ineluttabilità della Morte, i suggerimenti d'Amore e gli aforismi Zen siano argomenti più adatti a saggi filosofici piuttosto che a vignette divertenti?

PV - Qui sta la sfida. E sono fiero del fatto che i miei lavori sono presi, copiati, usati e citati da psicologi, teologi, medici e mi hanno permesso di partecipare a convegni e seminari della AISPA, per la Conferenza Nazionale degli Psicologi sessuologi a Milano, a novembre 2017, per il secondo anno di fila. Disegnare il mio “Picio”, un fallo maschile dotato di bocca e braccia, dal vivo davanti a 300 medici, ginecologi, ostetriche è stata un’esperienza indimenticabile. È un modo anche questo per distinguermi dai miei colleghi, troppo fossilizzati sulla politica.


DW - Quanto di lei è presente nel suo lavoro?

PV - Un buon 60%.


DW - Quanto di fatti di cronaca e di attualità?

PV - Un buon 40%.


DW - Quanto di inventato?

PV - Un buon 40%…. Lo so lo so, i conti non tornano ma nessuno ci impone che dobbiamo fare per forza 100, no?


DW - È noto che per il suo lavoro si avvale dell'aiuto del computer. Quali vantaggi le porta?

PV - Il tratto è fatto in nero su carta. Adoro ancora lo skreetch che fa il pennarello sul foglio ruvido, mi fa tanto sentire “uomo del secolo scorso”. Molto comodo il resto, dalla colorazione alla scrittura della battuta, che spesso cambio più e più volte prima di arrivare alla formula editata.



DW - È innegabile il grande successo di autori come Sio e Zerocalcare che hanno cominciato a farsi conoscere diffondendo i proprio lavori su internet. Alla luce di questa considerazione, da disegnatore ma sopratutto da pubblicitario, le chiedo: cosa ne pensa e come vede l’utilizzo della Rete nel campo dei fumetti?

PV - Beh, senza la Rete non sarei riuscito a pubblicare i miei lavori e ottenere un discreto riconoscimento dal popolo del web. Ode al web, ora et sempre.


DW - Da professionista ormai affermato che consigli darebbe a chi si volesse affacciare al mondo del fumetto e dell'illustrazione?

PV - Sull’ormai affermato, non credo di essere così “affermato” quindi non ho davvero consigli da elargire. E comunque è sempre una questione di determinazione, di volontà, un pizzico di fortuna e di saper “esserci” nel momento giusto e col contatto giusto. I contatti sono qualcosa di fondamentale per fare rete e far circolare i propri disegni. Insistere, insistere e mai mollare.


DW - Quali sono i suoi progetti?

PV - Ho completato un libro di racconti SENZA disegni e sto valutando un editore. So di poter offrire anche altro OLTRE l’ambito vignettistico/umoristico.





DW - C'è una domanda che non le è stata fatta alla quale vorrebbe rispondere?

PV: Ne ho una alla quale vorrei NON rispondere: Ma adesso può ritenersi finanziariamente soddisfatto grazie alla sua professione di vignettista? Bella eh? Lasciamola così, una domanda aperta da riprendere alla prossima intervista, tra qualche anno…. che dici?


a cura di Elio Marracci

N.B. Trovate i link agli altri colloqui con glia rtisti su Interviste & News!

1 commento:

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