giovedì 2 marzo 2017

ZAGOR MONSTERS - "R" (III PARTE): "RAKOSI, BELA" (3a parte)!

di Massimo Capalbo

Siamo ormai arrivati sugli Zagor Monsters di Massimo Capalbo alla terza parte dell'epopea del vampiro Bela Rakosi, uno dei nemici zagoriani sicuramente più caratterizzati dagli autori e più amati dai lettori: tocca adesso a quello che ormai è un "classico" di fine anni Novanta! Ribadiamo che le illustrazioni sono tutte farina del sacco dello stesso Max, con l'eccezione delle due immagini introduttive (pescate in Rete dalla redazione: la fonte viene sempre citata, ma i lettori e gli interessati sono pregati di segnalare eventuali errori e/o omissioni). Prima di lasciarvi alla lettura degli ultimi brividi, vi ricordiamo gli altri nostri dizionari bonelliani - ovvero L'Atlante di Mister No e The Dark Side of Tex - le parodie del Titolo Venuto dall'Impossibile e il The Best of Martin Mystère - tutto Made in Maxland! (s.c. & f.m.) 



LEGENDA

  • I nomi in stampatello e grassetto rimandano a una voce dell’opera. Fanno eccezione i nomi dei protagonisti della serie, ZAGOR CICO, che sono sempre scritti in questo modo, tranne quando sono inseriti nei crediti di una storia o fanno parte del titolo di un libro (ad esempio: Speciale ZagorSpeciale Cico; Zagor 1982-1993, un senese a Darkwood ecc.).
  • Gli uomini-bestia di cui conosciamo anche nome e cognome o il nome soltanto, vengono indicati con la loro identità mostruosa e non con quella umana (ad esempio: ULTOR invece che NEZDAUOMO TIGRE invece che KELLOG, WILFRED).
  • Gli altri mostri di cui conosciamo nome e cognome vengono indicati per cognome (per esempio, RAKOSI, BELA), e, quando vengono citati in una voce diversa dalla loro, solo il cognome è scritto in stampatello e grassetto, in modo da rimandare immediatamente alla lettera sotto la quale sono stati inseriti (ad es.: nel testo della voce RAKOSI, BELA, il personaggio della contessa Varga è citato come Ylenia VARGA). In alcuni casi, però, abbiamo optato per il soprannome (ad es.: SKULL invece che RANDAL, COLIN).
  • Per quanto riguarda la serie regolare, il titolo attribuito a ciascuna storia è tratto da uno degli albi che la compongono ed è quello, a nostro avviso, più rappresentativo, quello che meglio sintetizza la trama o che, rispetto ai titoli degli altri albi, richiama la storia alla memoria dei lettori in modo più efficace (anche se, in alcuni casi, il nostro titolo non coincide con quello usato abitualmente dai lettori). Ad esempio, la storia dei nn. 194-196 viene indicata con il titolo del n. 195, Il Signore Nero, perché esso è, per l’appunto, più rappresentativo rispetto a Il teschio di fuoco (n. 195) e L’orda del male (n. 196).
Sempre riguardo alla serie regolare, nei crediti delle storie si fa riferimento al computo reale degli albi zagoriani e non alla numerazione della collana Zenith, ossia al numero stampato sulla costa di ciascun albo mensile. Com’è noto, la suddetta numerazione è sfasata di 51 numeri rispetto a quella effettiva (ad esempio, il Zenith n. 52 corrisponde al primo numero di Zagor, il Zenith n. 53 al secondo numero e così via). Per una guida ai collegamenti ipertestuali andate su Zagor Monsters lettera "A"!



 


R (parte III)

RAKOSI, BELA (parte III)

La terza storia rakosiana - Vampyr (M. Boselli [sog.&scen.] – R. Della Monica [dis.], nn. 397-399) - esce nel 1998, ben diciotto anni dopo Il ritorno del vampiro. In essa, il dottor Metrevelic, Albert Parkman e Aline lasciano il posto a uno stuolo di personaggi, quasi tutti inediti: il colonnello ungherese Ferenc Korasi e il suo braccio destro, il turco Samish Pasha; la baronessa austriaca Frida Lang; il suo promesso sposo, il conte Manfred Moor, capitano dei Dragoni dell'Esercito imperiale austriaco; l'attendente di costui, Janos; il giovane stalliere Imre; la contessa vampira Ylenia VARGA, il suo fedele segretario Boris, la domestica Elspeth e i servitori zingari; Cane Pazzo, sciamano guerriero Mohawk; e infine Pantera Grigia, un fuorilegge Huron che, assieme ai suoi compagni, è al servizio di Rakosi. Il primo personaggio che abbiamo menzionato, Korasi, è un esperto cacciatore di vampiri, nonché un discendente dell'infernale barone. Il vampiro – dice il colonnello a ZAGOR ed a CICO, da lui invitati nella sua casa di Swamp Crossing, a Darkwoodporta ancora il nome della mia famiglia, Korasi, ma anagrammato in Rakosi… sembra che queste creature non possano davvero rinunciare al nome del loro sangue e si limitino a storpiarlo!... Rakosi è un mio tris-trisavolo o qualcosa del genere!... Ho perso il conto… ha più di settecento anni!. […] L'esistenza stessa del barone vampiro è una terribile macchia sull'onore della mia famiglia!... Molti miei avi hanno cercato di distruggere quell'essere… per i Korasi è una missione, un tragico destino… ma, come potete immaginare i miei avi non hanno avuto successo!.

Zagor n. 397, agosto 1998. Disegno di Ferri

Manfred Moor e Janos giungono alla czarda di Passo Gurav - ZGR 397, p. 8

L'orrore si scatena nella locanda - ZGR 397, p. 32

Ricevuta la lettera di Korasi (nome che Zagor associa subito al barone Rakosi), l'eroe e il messicano s'incamminano verso Swamp Crossing - ZGR 397, p. 52

Zagor e Cico vengono accolti da Samish Pasha - ZGR 397, p. 55


ZAGOR domanda allora a Korasi se egli ha mai incontrato il suo terribile antenato, e il colonnello risponde di aver avuto due indimenticabili incontri con esso: il primo è avvenuto in una sala da gioco di Budapest (Lui si limitò a guardarmi e a sorridermi… ma da quel giorno sento ancora nella mia anima il marchio di fuoco di quello sguardo irridente…); il secondo ha avuto luogo in un campo di battaglia, dove Rakosi e altri vampiri approfittavano della carneficina in atto per bere il sangue dei feriti e degli agonizzanti. Vedendo quell'orrore, Korasi si era scagliato sul barone con la sua sciabola, ma il vampiro l'aveva disarmato con estrema facilità e, prima di allontanarsi, gli aveva fatto una sinistra promessa: Attenderò che tu sia vecchio e stanco… e solo allora ti renderò mio schiavo! Se ti trasformassi adesso ti darei la giovinezza eterna!... Un regalo troppo grande per te, nipote mio! Ah! Ah! Ah!. Convinto a ragione che il barone sia ancora vivo, o meglio: ancora non-morto, il colonnello è deciso a compiere la missione che gli è stata affidata fin dalla nascita: uccidere definitivamente Rakosi. Ha pensato quindi di chiedere l'aiuto di ZAGOR (dei cui scontri con il vampiro è venuto a sapere appena arrivato in America), il quale, ovviamente, è ben disposto a darglielo. Quella notte stessa, però, l'astuta Ylenia VARGA raggiunge l'abitazione di Korasi e, con l'aiuto dei suoi mostruosi FARKASKOLDÒI, rapisce il colonnello e lo porta sul suo battello. La sera successiva, la vampira conduce il colonnello nel rifugio di Rakosi, la città fantasma di Blacktown. Ylenia, che è giunta nel Nuovo Mondo assieme a tutto il suo seguito ed a Manfred Moor (da lei vampirizzato poco tempo prima), fa credere a Korasi di essere un'alleata del barone, quando in realtà essa, al pari del suo prigioniero, intende distruggere Rakosi, a cui non ha mai perdonato di averla trasformata – quasi due secoli prima - in una non-morta e di aver ucciso l'uomo che amava e che avrebbe dovuto sposare, il pittore Alexander. La contessa riesce ad ingannare, almeno inizialmente, lo stesso vampiro, il quale resta molto sorpreso nel rivederla dopo quasi un secolo, e anche di rivedere il suo "caro nipote".

Lo Spirito con la Scure e il pancione sfogliano incuriositi i libri di vampirologia del colonnello - ZGR 397, p. 57

Korasi rivela a Zagor e Cico di essere un discendente del vampiro - ZGR 397, p. 62

Korasi racconta ai Nostri il suo primo incontro con il terribile avo- ZGR 397, p. 64

Il secondo, drammatico incontro fra Korasi e il barone - ZGR 397, p. 65

Zagor n. 398, settembre 1998. Disegno di Ferri


Il barone invita a cena gli inattesi visitatori in quella che è diventata la sua dimora, un'imponente casa, che, come spiega egli medesimo al colonnello, è stata costruita dall'ormai defunto padrone delle miniere di Blacktown. Quando Ylenia lo informa che si è scontrata con ZAGOR e che questi è sulle sue tracce, Rakosi esclama: E' un avversario tenace e ostinato!... Ma stavolta non la spunterà!... . Korasi, ovviamente, non è dello stesso avviso: Zagor ti ha già battuto due volte, caro trisavolo!... Non c'è due senza tre! […] Dimmi, è vero che una volta Zagor ti ridusse in polvere e un'altra volta ancora ti piantò un paletto nel cuore?... .  Il barone risponde: La storia dei miei scontri con quel dannato Zagor è lunga, noiosa e per me irritante… preferisco risparmiarvela!... E poi l'ultima volta non fu lui a scagliarmi quel paletto, ma un suo alleato, un miserabile umano di nome Parkman… . La VARGA chiede pertanto a Rakosi com'è riuscito a sopravvivere con un paletto piantato nel cuore. Il paletto – risponde il vampiro – mi colpì mentre ero in forma di pipistrello, mia cara Ylenia… fu scagliato da lontano e non mi spaccò del tutto il cuore!... Ma precipitai nel Black River e fui lungamente trascinato a valle, in una sorta di animazione sospesa, o paralisi… ero cosciente ma non potevo muovermi… la corrente mi sbatacchiava contro le rocce… Galleggiavo impotente, ben sapendo che di lì a poco il sole, sarebbe sorto e mi avrebbe incenerito… le mie ceneri si sarebbero disperse nel fiume… la mia fine era imminente… Ma poco prima dell'alba, un vortice mi risucchiò… appesantito dal mantello intriso d'acqua fui trascinato sotto… Non so quanto tempo trascorse… forse giorni, forse settimane… ripresi conoscenza sulla spiaggia di un fiume sotterraneo… . Rakosi prosegue il suo racconto, dicendo di essere rimasto per giorni e giorni nel sottosuolo, incapace di muoversi e con il paletto ancora piantato nel cuore. I topi avevano già iniziato a divorarlo, finché la folle signora Fairchild - scambiatolo per suo marito John, il padrone delle miniere – non lo aveva salvato e poi portato nella sua casa, dove gli aveva tolto il paletto.

Ylenia Varga conduce Korasi, da essa rapito poco prima, sul suo battello - ZGR 398, p. 35

La città fantasma di Blacktown, il nuovo regno di Rakosi - ZGR 398, p. 73

Trasformatosi in pipistrello, Rakosi vola verso il battello di Ylenia - ZGR 398, p. 76

Il barone, feroce come sempre, è sorpreso di incontrare il suo discendente Korasi… - ZGR 398, p. 77

e la bella Ylenia - ZGR 398, p. 78

Poco alla volta riuscii a farle capire quello di cui avevo bisogno per rigenerare il mio corpo e recuperare le mie forze… - racconta ancora il barone ai suoi ospiti, dopo aver presentato loro la sua salvatrice – Il primo fu un vagabondo a cui aveva offerto ospitalità… E grazie a lei tornai a essere quello che ero un tempo!... . La signora Fairchild si rende utile a Rakosi anche in un altro modo, ovvero ascoltando di nascosto – poco più tardi - la conversazione tra Ylenia e Manfred, nella quale la prima rivela al secondo di voler appunto distruggere il vampiro. Sempre quella notte, Rakosi infligge un duro colpo ai suoi nemici: mentre Pantera Grigia e i suoi Huron attaccano, sul Black River, ZAGOR, CICO, Janos e Samish Pasha (di ritorno da Blacktown, dove hanno spiato da lontano la casa dei Fairchild); il vampiro, trasformatosi in pipistrello, raggiunge il bivacco dove i Nostri hanno lasciato Frida (arrivata a Darkwood alla ricerca di Manfred), Imre e Cane Pazzo. Quando ZAGOR e compagni, respinti gli Huron, arrivano sul posto (dopo aver incontrato lo sconvolto Imre, sfuggito al barone), scoprono che Frida è stata rapita da Rakosi, il quale ha inoltre vampirizzato Cane Pazzo. Quest'ultimo, avventatosi all'improvviso su Janos, viene ucciso da Samish Pasha, che gli conficca un paletto di frassino nella spalla. In quel preciso momento, nella dimora del barone, Manfred tenta di mordere Frida, ma Rakosi glielo impedisce: So che stai soffrendo, Manfred!... – dice il vampiro al capitano, dopo averlo spinto via - Dentro di te la tua natura umana ha lottato con quella vampirica… e la tua nuova natura di vampiro ha vinto! Sta' tranquillo! …Ti concederò di bere il sangue della tua bella baronessa… …ma lo farai alla presenza del mio nemico!... Zagor vedrà la sua amata Frida tramutarsi sotto i suoi occhi in una figlia della notte!... E questa sarà la mia vendetta!. Nell'udire queste parole, Manfred resta basito: Zagor?... L'uomo che ci insegue…?. Rakosi gli risponde: Sì, Manfred!... L'uomo che ci dà la caccia ha amato la tua fidanzata prima di te!... Non ti ho forse dato un buon motivo per odiarlo?.

Dopo aver dato istruzioni a Pantera Grigia, Rakosi conduce Korasi e gli altri nella sua sinistra abitazione - ZGR 398, p. 81

Rakosi inizia a raccontare ai suoi ospiti come ha fatto a salvarsi dopo essere precipitato nel Black River - ZGR 398, p. 83

A salvare Rakosi da una lenta e terribile morte è stata la folle signora Fairchild - ZGR 398, p. 84

Il barone presenta agli ospiti la sua salvatrice - ZGR 398, p. 85


Frida allora interviene - Zagor non è niente, per me!... Che cosa vi salta in testa?... -, ma Rakosi le dice che mentire è inutile, visto che lui è al corrente di tutto. Come è possibile?... – chiede Frida al barone – Io non vi avevo mai visto, prima di questa notte!. Il vampiro risponde: Ma io, sapevo di voi, bella Frida!... Ho raccolto informazioni sul mio nemico, nei lunghi anni in cui ho coltivato il mio odio!... Studiavo il modo di colpirlo nei suoi affetti più cari!... Zagor ha avuto poche donne… e forse non ne ha amata nessuna quanto ha amato voi!... Ma voi eravate tornata in Europa, baronessa!... …Non vi nascondo di aver provato un grande stupore quando, spiando il vostro campo, vi ho udito parlare con i vostri compagni del tenente [sic] Manfred… e loro hanno pronunciato il vostro nome! E' stato un colpo di fortuna a offrirmi la vendetta!.
Giunta l'alba, ZAGOR e i suoi amici arrivano a Blacktown, dove ad attenderli vi sono soltanto due Huron, tra cui Pantera Grigia (gli altri Huron, infatti, sono stati uccisi dall'eroe durante l'attacco avvenuto nella notte). Costui ferisce con una freccia Janos; ciononostante, i Nostri riescono ad entrare nella casa dei Fairchild, trovandola però completamente vuota. Lasciati nell'abitazione CICO, Janos e Imre, lo Spirito con la Scure entra nelle miniere assieme a Samish Pasha, il quale, sebbene a sua volta ferito da un Huron (nel già citato attacco sul fiume), ha ancora energia da vendere. ZAGOR e il valoroso turco, sbarazzatisi – grazie ad un astuto trucco – di due dei tre servi zingari di Ylenia (il quarto è stato ucciso e vampirizzato il giorno prima dal barone), raggiungono la galleria dove Rakosi tiene prigionieri – dietro delle pesanti sbarre - Korasi e Frida, che è immersa in un sonno ipnotico. In fondo alla suddetta galleria si trova la cripta del vampiro, che in quel momento dorme nella sua bara. ZAGOR cerca subito di liberare il colonnello (incatenato al muro), scavando sotto le sbarre con il suo pugnale, ma deve prima occuparsi dei due Huron e di Mircea, l'ultimo zingaro della contessa VARGA. L'eroe ha la meglio su tutt'e tre; il temibile Pantera Grigia però, prima di venire ucciso, lo ferisce alla spalla sinistra con una freccia, inchiodandolo a una trave di sostegno.

Da degno vampiro, Rakosi non brinda con il vino, ma con il sangue delle sue vittime - ZGR 398, p. 87

Il barone ancora non sa che Ylenia è lì non per condividere l'eternità con lui, ma per distruggerlo - ZGR 398, p. 89

Zagor n. 399, ottobre 1998. Disegno di Ferri

Rakosi raggiunge il bivacco dove Zagor e compagni hanno lasciato Frida, Imre e Cane Pazzo - ZGR 399, p. 16

L'agilissimo vampiro schiva la freccia di Cane Pazzo - ZGR 399, p. 17


A causa di ciò, ZAGOR perde i sensi, ma, fortunatamente, Frida si risveglia e Korasi le dice subito di prendere la chiave che apre le sbarre, chiave che si trova sul corpo di Rakosi. Vedendosi strappato l'importante oggetto, il vampiro – pur rimanendo in catalessi – ordina mentalmente a Frida di rimettere la chiave sul suo petto. La baronessa sta per cedere, quando ZAGOR, finalmente ripresosi ed estrattosi la freccia dalla spalla, inizia a parlarle: Frida! Mia Frida!... Mi senti?... Sono Zagor! Io… …Ci sei sempre stata solo tu nel mio cuore… e nessun'altra!... Mi ascolti?... Mi ascolti, Frida, amore mio?... . Le dolci parole dell'eroe scuotono la baronessa, la quale, usando la chiave, aziona il meccanismo che solleva le sbarre, permettendo a ZAGOR di liberare Korasi. Frida recupera poi un martello e uno dei paletti che Samish aveva portato con sé (il turco è creduto morto perché, in precedenza, Pantera Grigia l'ha colpito in testa con il suo tomahawk, ma in realtà è solo svenuto), e il colonnello, essendo ancora troppo debole, li dà a ZAGOR affinché trafigga il cuore di Rakosi. Il Nostro si accinge a compiere la macabra operazione, ma succede l'imprevisto: il sangue che sgorga dalla sua ferita cade addosso al vampiro, che si desta dalla catalessi prima del tempo. Rakosi aggredisce immediatamente ZAGOR, che però lo respinge gettandogli addosso una torcia, per poi scappare con Korasi e Frida lungo la galleria. Il barone, con il mantello bruciacchiato, non tarda a inseguirli e, vedendo che ZAGOR rimane lì ad aspettarlo, gli si avventa contro. Adesso, colonnello!, grida ZAGOR, facendo scattare la trappola ideata poco prima con Korasi, il quale, servendosi di una trave, fa crollare una parte del soffitto della galleria, facendo penetrare all'interno di essa la luce del sole. Quest'ultima colpisce la schiena del barone, che, con il mantello in fiamme, è costretto a mollare ZAGOR ed a scappare via. Poiché qualcuno tra gli alleati del vampiro ha fatto crollare l'entrata della miniera, i tre sono costretti a cercare un altro passaggio per raggiungere l'esterno; quando lo trovano, però, il sole è ormai calato e Ylenia e i suoi aiutanti hanno già catturato CICO, Janos e Imre.

Rakosi dissangua Cane Pazzo - ZGR 399, p. 19

Servendosi dei suoi poteri ipnotici, Rakosi ordina a Frida di togliersi la croce dal collo - ZGR 399, p. 21

L'incubo di Frida: i sinistri personaggi dei quadri chiamano la baronessa… - ZGR 399, p. 27

che viene poi aggredita da essi - ZGR 399, p. 28

Svegliatasi dall'incubo, l'ignara Frida abbraccia Manfred, che scopre i canini - ZGR 399, p. 30


Mentre ZAGOR affronta gli ultimi due FARKASKOLDÒI, Korasi e Frida raggiungono la casa dei Fairchild, finendo anch'essi nelle mani della contessa. Una volta arrivato pure lui nell'abitazione (dopo aver ucciso un farkaskoldus e dopo che l'altro licantropo è stranamente fuggito in direzione della suddetta casa), ZAGOR non solo scopre che i suoi compagni e l'amata Frida sono prigionieri di Ylenia – al piano superiore dell'edificio –, ma viene raggiunto di lì a poco da Rakosi, sfuggito ancora una volta al fuoco. Prima di tutto, Zagor, – dice il vampiro al Nostro, tenuto a bada da Boris, che gli preme una pistola sulla schiena – vedrai i tuoi amici diventare dei non-morti! …Dopo saranno loro stessi a divorarsi lentamente! E cominceremo dalla bella baronessa!. A questo punto, Ylenia ordina a Manfred di mordere Frida, che è tenuta ferma da Elspeth. Il capitano sta per azzannare il collo della sua fidanzata, ma, all'improvviso, la sua natura umana si ribella e riprende il sopravvento su quella vampirica. Manfred, pertanto, colpisce Elspeth con un pugno, liberando Frida; contemporaneamente, l'eroe si libera a sua volta di Boris. Maledetto Zagor!... Dovrò occuparmi di te personalmente!, esclama, rabbioso, il barone, assalendo il Nostro e incassando senza danni un colpo di scure. Indebolito dalla ferita, ZAGOR non può competere con la terribile forza di Rakosi, il quale, dopo averlo disarmato, avvicina gli affilati canini al suo collo: Addio Zagor!... Finalmente berrò dalle tue vene!. A salvare l'eroe da una fine che pare ormai inevitabile è Ylenia, o meglio: il suo farkaskoldus, quello che, richiamato mentalmente da lei, aveva cessato di lottare con ZAGOR ed era corso verso la casa. Aaahh! Ylenia! Ahh!... Mandalo via! Digli di lasciarmi!, urla Rakosi, aggredito alle spalle dal licantropo. Ah! Ah! Ah! Per attaccarti ho atteso che tu fossi distratto. Rakosi!... Questo è il momento della mia vendetta!... Non ti ho mai perdonato di avermi ucciso l'uomo che amavo e avermi trasformato in un mostro!... Ma ora me la pagherai, arcivampiro!. Sono qui per ucciderti!, risponde Ylenia, impugnando un paletto. Lo sapevo., dice il barone alla sbigottita vampira, ignara del fatto che, il giorno prima, la signora Fairchild ha origliato la sua conversazione con Manfred ed ha ovviamente riferito tutto a Rakosi.

Rakosi impedisce a Manfred di mordere Frida e rivela a questa la terribile verità - ZGR 399, p. 31

Rakosi dimostra di conoscere molte cose sul conto di Frida - ZGR 399, p. 32

Zagor raggiunge la cripta del vampiro, il quale vi tiene prigionieri Korasi e Frida - ZGR 399, p. 56

Korasi dice a Frida di prendere la chiave che Rakosi – al momento in catalessi - tiene sul petto - ZGR 399, p. 64

Rakosi ordina mentalmente a Frida, ricaduta sotto il suo controllo, di rimettere la chiave sul suo petto… - ZGR 399, p. 65


Quest'ultimo, liberatosi del farkaskoldus (che finisce infilzato su uno degli alari del camino), si avventa inferocito sulla contessa: Tu sei la mia schiava!... Io che ti ho dato l'immortalità… posso darti la morte. Boris interviene in difesa della sua padrona, ma il vampiro lo uccide spezzandogli il collo, per poi stringere nuovamente le sue dita d'acciaio sulla gola di Ylenia. Mentre Manfred e Ylenia - slegati Korasi e gli altri prigionieri - scendono giù assieme a loro, ZAGOR afferra un alare e trafigge il petto di Rakosi, mancando però il cuore. Atterrato l'eroe con un pugno, il barone si estrae l'acuminato oggetto dal corpo e si accinge, a propria volta, a trafiggere con esso l'odiato avversario. Ylenia però, nel frattempo ripresasi, si lancia contro di lui; proprio in quel momento, Korasi e compagni scoprono che tutte le porte e le finestre della casa sono sbarrate. A farlo è stata la sempre più folle signora Fairchild, la quale inizia a dar fuoco alla sua casa, esclamando: Quell'uomo non è il mio John!... E' un mostro!... Vuole prendersi la mia miniera!... Ma io non lo permetterò! Brucerete tutti! Tutti!. Fortunatamente per gli amici di ZAGOR, il redivivo Samish prende a picconate la porta dall'esterno, consentendo a costoro di uscire sani e salvi. Intanto, nella casa – diventata ormai un inferno – Rakosi si conferma un osso troppo duro per Ylenia. Misere creature!... Non dovevate sfidare il barone Rakosi, il Signore della Notte!... – dice il barone ai suoi nemici – Vi farò a brandelli, ma un po' alla volta, per prolungare la vostra agonia!. ZAGOR, però non si arrende e, afferrato un tizzone, colpisce il vampiro sul volto, quindi gli sferra un calcio, facendolo precipitare a piano terra tra le fiamme. Sconfitto Rakosi, l'eroe si accorge che la finestra è rimasta l'unica via d'uscita, ma si trova, tuttavia, a una considerevole altezza. Zagor! Afferrati a me!, gli dice allora Ylenia, la quale, grazie alla sua agilità di vampira, salta dalla suddetta finestra e atterra senza problemi, salvando in questo modo se stessa e l'eroe. Costui può così ricongiungersi ai suoi amici (Ylenia invece si dilegua), mentre la casa dei Fairchild viene divorata dal fuoco. A un certo punto, ZAGOR e compagni vedono qualcosa d'inquietante: una sagoma scura, a forma di pipistrello, si allontana in volo dalla villa.

ma la baronessa, grazie alle parole di Zagor, si riprende e aziona il meccanismo che solleva le sbarre - ZGR 399, p. 68

Korasi si accorge troppo tardi che il sangue di Zagor è caduto addosso al vampiro - ZGR 399, p. 70

Il sangue dell'eroe fa risvegliare Rakosi prima del tempo - ZGR 399, p. 71

Zagor respinge temporaneamente il barone con il fuoco - ZGR 399, p. 72


Ancora una volta, il diabolico Rakosi è riuscito a sopravvivere, ma al momento non rappresenta un pericolo per i Nostri. Qualche tempo dopo, Frida, tornata in Austria, scrive una lettera a ZAGOR, in cui - oltre a dichiarargli il suo amore e a dirgli che un giorno ritornerà a Darkwood - lo informa sullo stato di salute di Manfred. Questi, grazie alle cure di Korasi, sta migliorando poco a poco, ed è quindi probabile che in futuro riuscirà a guarire dal morbo instillatogli dalla contessa VARGA.
Attesa come poche altre storie dello Spirito con la Scure, Vampyr - titolo che molto probabilmente è un omaggio all'omonimo film (1932) di Carl Theodor Dreyer – ha un incipit davvero stupendo. L'arrivo di Manfred e Janos, in una sera di tempesta, nella locanda di Passo Gurav, l'entrata in scena della bellissima e misteriosa Ylenia e tutto ciò che avviene fino alla (parziale) vampirizzazione del capitano a opera della contessa, figurano a nostro avviso tra le cose più belle viste sullo Zagor post-Nolitta e sono degne della migliore tradizione horror. Notevoli anche la sequenza (narrata in flashback) del massacro compiuto dai FARKASKOLDÒI sulla Lady Godiva – evidente citazione di una celebre scena del Dracula (1897) di Stoker: quella dove il conte vampiro fa strage dell'equipaggio del Demeter – e la lunga parte ambientata nella casa del colonnello Korasi, il quale è indubbiamente un personaggio riuscito (lo stesso dicasi del suo fedele segretario Samish Pasha). Il discendente di Rakosi è sia un uomo d'azione che un valente studioso, come testimoniano i numerosi libri sui vampiri che compongono la sua imponente biblioteca. Credo di possedere tutto ciò che è stato finora pubblicato sull'argomento, miei cari signori! Sono piuttosto fiero della mia collezione!, dice il colonnello ai suoi ospiti ZAGOR e CICO, giunti da poco nella sua abitazione. I due sfogliano, incuriositi e affascinati, alcuni tra i più famosi testi di vampirologia: Trattato sui vampiri e le apparizioni di Ungheria e Moravia di Dom Augustin Calmet (studioso già menzionato da Castelli ne Il ritorno del vampiro); De incorruptione cadaverum (1645) del gesuita francese Théophile Raynaud; Histoire des vampires (1820) dell'occultista e demonologo, anch'esso francese, Jacques Collin de Plancy; Dissertazione sopra i vampiri (1774) dell'arcivescovo italiano Giuseppe Antonio Davanzati; Trattato sugli spettri e gli spiriti notturni (1581) dello svizzero Ludovico Lavater (libro che però, secondo Korasi, contiene un cumulo di sciocchezze).

Colpito dai raggi del sole, il vampiro è costretto alla fuga - ZGR 399, p. 74

Nella casa dei Fairchild, Rakosi costringe Zagor a terra e si appresta a morderlo. A salvare l'eroe sarà, inaspettatamente, la sua "nemica" Ylenia - ZGR 399, p. 86

Ylenia salva nuovamente Zagor, attaccando l'odiato barone - ZGR 399, p. 90

Zagor fa precipitare Rakosi tra le fiamme che stanno divorando la casa dei Fairchild - ZGR 399, p. 94

Sempre grazie a Ylenia, Zagor esce vivo dall'immane rogo, ma anche il suo infernale avversario riesce a salvarsi - ZGR 399, p. 96


In questa fase iniziale dell'avventura, Boselli – che, come i due sceneggiatori che l'hanno preceduto, nutre una grande passione per i vampiri: non a caso ha ideato, in coppia con Maurizio Colombo, il personaggio di Harlan Draka alias Dampyr, figlio di una donna umana e di un arcivampiro (cioè un vampiro di primo livello, qual è appunto il nostro Rakosi) – non sbaglia praticamente un colpo e regala al lettore brividi ed emozioni a non finire. Purtroppo, nel prosieguo della storia, l'autore non riesce a mantenersi sugli stessi livelli, anzi: rovina quella che poteva essere un capolavoro, inserendo, tra gli alleati di ZAGOR, l'odioso "ragazzino eroico" Imre (che sarebbe stato meglio far morire nell'incipit, non essendo costui nemmeno funzionale alla narrazione) e - cosa ancora più grave - gestendo male due "pezzi da novanta" come Frida e Rakosi. Per quanto concerne la bella baronessa - apparsa per la prima volta in uno dei più amati episodi della saga, La marcia della disperazione (G. Nolitta [sog.&scen.] – G. Ferri [dis.], nn. 112-116) –, siamo sostanzialmente d'accordo con Giampiero Belardinelli, che ha analizzato Vampyr nello Zagor Index Illustrato 301-400 (Paolo Ferriani Editore, Inverno 2004). Secondo Belardinelli, Boselli ha avuto l'indubbio coraggio di recuperare l'affascinante e mai dimenticata Frida Lang, la prima donna, almeno ufficialmente, con cui l'eroe ha vissuto un'intensa storia d'amore. […] Tuttavia, a causa dei troppi personaggi che affollano il racconto, la funzione della nobildonna si stempera e risulta alquanto annacquata. […] L'aspetto che rende oltretutto debole questo ritorno di Frida è costituito dai dialoghi, sdolcinati e affettati. Scorgere Zagor che grida è Frida, la mia Frida! dà una sgradevole sensazione di artificiosità che non appartiene al personaggio. Riguardo poi a Rakosi, Belardinelli osserva a ragione che costui non ha una centralità nell'economia del racconto. Il vampiro ha concentrato le sue malefiche attenzioni nei confronti del suo discendente Korasi e solo in un secondo momento si ricorda di Zagor, il quale entra in gioco unicamente perché chiamato in causa dal colonnello. Senza dimenticare che, come scrive Gisello Puddu [in Zagor, 40 anni a Darkwood (Editoriale Mercury, 2001, vol. 2), nda], il Rakosi di Boselli non recupera il gelido fascino conferitogli da Nolitta in Zagor contro il vampiro […].

Locandina francese del film Vampyr (Carl Theodor Dreyer, 1932)

Il Demeter nel film Dracula di Bram Stoker (Francis Ford Coppola, 1992)

Jacques Collin de Plancy (1794-1881)

Frontespizio della prima edizione di Dissertazione sopra i vampiri (1794)

Harlan Draka alias Dampyr e suo padre, l'arcivampiro Draka, in un disegno di Alessandro Bocci


E nemmeno, aggiungiamo noi, quello conferitogli da Castelli nel primo ritorno. Peraltro, il pur eccellente Della Monica si è allontanato troppo dal modello ferriano: il suo Rakosi ha poco o niente del Dracula di Christopher Lee, ma s'ispira invece a un altro Dracula, quello disegnato da Gene Colan per la Marvel (ci riferiamo precisamente alla serie La Tomba di Dracula, pubblicata dalla casa editrice americana tra il 1972 e il 1979). Sulla deludente gestione boselliana di Rakosi bisogna dire ancora due cose: la prima a proposito del rapporto tra il barone e Ylenia; la seconda a proposito del rapporto con Frida. Il buon vecchio Bela, a nostro avviso, viene messo in ombra dalla contessa, che appare meglio caratterizzata e quindi più incisiva, anche in virtù del maggior spazio concessole dallo sceneggiatore: Ylenia, come sappiamo, compare sin dall'inizio, mentre il barone entra in scena a storia ampiamente inoltrata. In quanto a Frida, è poco credibile che il vampiro sia venuto a conoscenza del suo legame con ZAGOR. Rakosi dice alla nobildonna di aver raccolto informazioni sull'eroe nei lunghi anni in cui ha coltivato il suo odio, ma ciò non spiega come egli sia riuscito a scoprire che il Nostro e Frida si sono amati. Chi ha potuto riferirglielo, dal momento che gli unici abitanti di Darkwood a conoscenza della suddetta storia d'amore sono CICO e, forse, i Kiowa di Winter Snake? Inoltre, come ha fatto, sempre Rakosi, a scoprire che ZAGOR ha avuto poche donne? Possibile che a Darkwood o altrove vi sia qualche "gola profonda" che conosce a menadito la vita sentimentale del Nostro? Insomma, il fatto che il vampiro conosca già Frida e la sua importante liaison con ZAGOR (liaison che la nobildonna ha tenuto nascosta al suo promesso sposo Manfred, da qui il titolo del secondo albo: Il segreto di Frida Lang) sa tanto di espediente posticcio per giustificare la presenza della baronessa nella storia.

La copertina dell'ultimo numero – il 70 – della serie Marvel La Tomba di Dracula (The Tomb of Dracula, agosto 1979)

Dracula ipnotizza Rachel Van Helsing, la graziosa figlia del suo peggior nemico (The Tomb of Dracula, gennaio 1976)

Autoritratto con la moglie Isabella Brant (1609-1610) di Pieter Paul Rubens (1577-1640)

Ritratto della famiglia di Dirck Bas Jacobsz (1634-1635) di Dirck van Santvoort (1610-1680)

La famigerata Contessa Dracula, Erzsébet Báthory (1560-1614), nel ritratto che compare nella scena dell'incubo di Frida. Della Monica ha modificato questo quadro, e quelli di Rubens e van Santvoort, in versione vampiresca



Va detto, però, che la scena del rapimento di Frida è degna di menzione, così come quella dell'incubo - con la nobildonna che viene aggredita dai personaggi di alcuni quadri, animatisi all'improvviso - e quella, immediatamente successiva, dove il barone impedisce con la forza a Manfred di mordere la sua fidanzata (appena svegliatasi dall'incubo di cui sopra). Queste tre sequenze si fanno ricordare anche per un altro motivo, ovvero le interessanti citazioni in esse contenute. Il rapimento di Frida – più precisamente, la parte in cui Rakosi, ipnotizzata la baronessa, le ordina di togliersi la croce che porta al collo – ricorda un'analoga scena del film Dracula, principe delle tenebre (Terence Fisher, 1966) e del n. 40 de La Tomba di Dracula (gennaio 1976). Nell'incubo della nobildonna, invece, si riconoscono, sebbene appaiano in versione vampiresca, due celebri dipinti fiamminghi del '600 - Autoritratto con la moglie Isabella Brant (1609-1610) di Pieter Paul Rubens e Ritratto della famiglia di Dirck Bas Jacobsz (1634-1635) di Dirck van Santvoort – e il ritratto della sanguinaria contessa ungherese Erzsébet Báthory (1560-1614), una delle più efferate assassine seriali di tutti i tempi. La sequenza con Manfred è un'altra citazione stokeriana: richiama, infatti, la famosa scena – contenuta nel terzo capitolo di Dracula - in cui il conte spinge via, con un violento strattone, una delle tre seducenti vampire (le sue "spose") che stavano per mordere Jonathan Harker. Come osate toccarlo? – dice Dracula alle suddette tre - Come osate mettergli gli occhi addosso, quand'io ve l'ho proibito? Indietro! Quest'uomo mi appartiene […]. Rimanendo in tema di citazioni, non passa certo inosservato il nome che lo sceneggiatore ha dato al territorio in cui sorge Blacktown: i Monti Superstizione. Come ben sanno i lettori di Tex, le vere Superstition Mountains sono una catena montuosa dell'Arizona dove - secondo una delle più note e inquietanti leggende del West: la Miniera della Morte o Miniera dell'Olandese Perduto - si troverebbe un favoloso tesoro, costituito da diciotto ricchissimi filoni auriferi.

Florina Kendrick, Monica Bellucci e Michaela Bercu: le tre sexy vampire del Dracula coppoliano

Un rabbioso Dracula (Christopher Lee) ha appena scagliato a terra la sua "sposa" (Valerie Gaunt), rea di aver morso Jonathan Harker (John Van Eyssen). Il film è Dracula il vampiro (Terence Fisher, 1958)

I veri Monti Superstizione (Arizona)

Tex n. 478, agosto 2000. Disegno di Villa


Tale leggenda ha appunto ispirato, tra le altre cose, due storie texiane: Il segreto della miniera (nn. 30-31), scritta da G. L. Bonelli e disegnata da Galep e Francesco Gamba; La miniera del fantasma (nn. 478-479), scritta proprio da Boselli e disegnata da José Ortiz. Tornando a Vampyr, bisogna dire che l'idea di collocare il rifugio del barone in una ghost town è azzeccata: come dice a Korasi il sinistro Boris, quale covo migliore per un non-morto?. Azzeccato solo in parte è invece il finale della storia: se, da un lato, la lotta tra Rakosi e ZAGOR è più emozionante di quella vista nello sbrigativo epilogo de Il ritorno del vampiro, anche perché il barone boselliano, pur se meno riuscito di quello castelliano, è assai più agile e coriaceo rispetto a esso (inoltre, Boselli, a differenza di Castelli, fa sconfiggere – com'è giusto che sia - il vampiro dall'eroe, non da un comprimario); dall'altro lato, il "rinsavimento" di Manfred (figura peraltro scialba) e la "resurrezione" di Samish Pasha sono quanto di più scontato vi potesse essere. In conclusione, possiamo affermare che, al netto dei diversi pregi da noi segnalati (primo fra tutti, la presenza di Ylenia, magnifico personaggio) e degli ottimi disegni di Della Monica, Vampyr non è purtroppo all'altezza delle due precedenti storie rakosiane.

Massimo Capalbo

N.B. Trovate tutti i link alle altre voci e lettere degli Zagor Monsters sulla Mappa!

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