sabato 8 giugno 2013

L'ATLANTE DI MISTER NO. INTRODUZIONE. "A": DA "AFRICA" AD "ATACAMA".

di Massimo Capalbo

PER LE ALTRE VOCI RICCORRETE ALLA BUSSOLA!

Quando ci è stato proposto da Massimo "Max" Capalbo un Atlante di Mister No da pubblicare a puntate su Dime Web abbiamo subito accettato con entusiasmo! Come leggerete nel corso dei prossimi mesi, lettera dopo lettera, si tratta di un'opera nuova, diversa da ben noti index e cronologie, davvero profonda e sentita, precisa e puntuale, ben strutturata, documentata e illustrata. D'ora in poi L'Atlante - una volta completato  - servirà da indispensabile e imprescindibile "navigatore" per tutti coloro che - appassionati, lettori e studiosi del fumetto - vorranno orientarsi nell'universo di Jerry Drake... senza il rischio di perdere le tracce del giaguaro nella giungla o la rotta del Piper nei cieli del mondo! (s.c. & f.m.)





Prima di metterci in viaggio....

Jerry Drake alias Mister No, lo scanzonato pilota nato nel 1975 dalla fantasia di Guido Nolitta - nom de plume del compianto Sergio Bonelli - ha avuto una notevole importanza nella storia del fumetto italiano.
E’ stato infatti Mister No –  scriveva Gianni Brunoro su Dime Press n. 10 (1995) – a costituire nel 1975 […] il significativo giro di boa che avrebbe un po’ alla volta saldato due itinerari creativi, a quel tempo lontani: il fumetto popolare e il fumetto d’autore, concetti ormai così superati che quasi se né è perso il ricordo. 
In effetti, fin dalle primissime storie, Mister No si differenzia in maniera netta dai personaggi popolari dell’epoca, rivelandosi una figura molto trasgressiva: il nostro Jerry Drake, infatti, si ubriaca spesso e volentieri, vive alla giornata, ha un rapporto assai disinvolto con le donne, non disdegna la compagnia di prostituite e balordi, non si prefigge nessuna missione da compiere, anzi: se potesse, se ne starebbe tutto il giorno a oziare nella sua Manaus. Insomma: Mister No è un eroe suo malgrado, controvoglia; un antieroe, per l’appunto. L’importanza del personaggio è legata anche a un’altra ragione, ovvero alla grande ventata di novità che esso ha introdotto nel fumetto di casa Bonelli. Fino ad allora, le serie bonelliane erano di genere western, o comunque – si pensi a Zagor (vedi anche Una storia da copertina, dove Dime Web tratta dell'omaggio zagoriano a Mister No) e al Comandante Mark - erano ambientate negli Stati Uniti del diciannovesimo secolo. Mister No, invece, vive le sue avventure nell’Amazzonia e nell’America Latina degli anni Cinquanta del secolo scorso: pertanto, niente più cowboy, pionieri, giacche blu e pellerossa; ma indios, trafficanti di droga, feroci dittature militari, intrighi internazionali, rievocazioni della Seconda Guerra Mondiale. Quella del pilota di Manaus è un’autentica rivoluzione che ha aperto la strada a personaggi come Martin Mystère e Dylan Dog, i cui rispettivi creatori, Alfredo Castelli e Tiziano Sclavi, sono stati per diversi anni sceneggiatori misternoiani - il che non è certo casuale. Mister No è stato un anticipatore anche in un altro senso, ossia nella sua sensibilità ambientalista, nell’amore verso la natura che ha sempre caratterizzato il personaggio.


Dr. Bonelli & Mr. Nolitta



Attraverso Mister No, Sergio Bonelli ha parlato di ecologia quando questa non era ancora un argomento di pubblico dominio e quando i mass media non trattavano mai il problema della distruzione dell’Amazzonia. Mister No ha reso familiare a migliaia di italiani (nel suo periodo migliore la testata arrivava a vendere ben 150.000 copie mensili!) un ambiente, come quello della giungla amazzonica, che soltanto alla fine degli anni ‘80 dello scorso secolo – gli anni in cui i capi indigeni cominciarono a girare il mondo per denunciare la deforestazione - è salito alla ribalta. Sulle pagine di Mister No, l’Amazzonia e, in generale, gli ambienti visitati dal protagonista ci vengono restituiti in tutto il loro fascino, in tutta la loro autenticità: questo grazie alla scrupolosa documentazione che sta alla base di ciascuna storia e che costituisce un altro indiscusso pregio della serie. Bonelli ha riversato nelle avventure del pilota le sue numerose esperienze di viaggio, integrandole con le informazioni prese dalla sua sterminata biblioteca. Il risultato è una saga avventurosa caratterizzata da una forte componente autobiografica e arricchita da accurati riferimenti storici, antropologici, geografici e zoologici.






Date le premesse, abbiamo pensato di omaggiare questo straordinario personaggio – e il suo indimenticabile creatore - con un’opera che offrisse un’ampia e dettagliata panoramica del suo universo narrativo; un Atlante di Mister No che comprendesse - dalla A alla Z - i personaggi, i luoghi, le etnie e persino gli animali più significativi della serie. Vi auguriamo quindi buona lettura, scusandoci fin da ora per eventuali nostre distrazioni o imprecisioni.



Legenda
  • I nomi in stampatello e grassetto rimandano a una voce dell’Atlante.
  • I nomi dei personaggi cui è dedicata una voce sono indicati per cognome - ovviamente se questo è conosciuto (per esempio: AMARAL, STELIO; REMY, ANOUK). In alcuni casi, però, abbiamo optato per il soprannome (per es.: ESSE-ESSE invece che KRUGER, OTTO). Riguardo poi a personaggi come O’ BISPO ed EL LOCO, le voci a loro dedicate sono state inserite sotto l’iniziale del nome, invece che sotto l’iniziale dell’articolo: per es., EL LOCO, si trova alla lettera L di LOCO e non alla lettera E di EL (che in spagnolo è appunto un articolo e corrisponde al nostro IL).
  • I personaggi dalla doppia identità sono stati indicati con il nome della loro identità fittizia piuttosto che con il nome vero (ad es.: DEMONE ETRUSCO, GIUSTIZIERE DI BONAMPAK).
  • Quando i personaggi vengono citati in una voce che non è a loro dedicata, solo il cognome è scritto in neretto e stampatello, in modo da rimandare immediatamente alla lettera sotto la quale sono stati inseriti (per es.: nel testo della voce ANACONDA, il personaggio Daniel Murdock è citato come Daniel MURDOCK). L’unica eccezione a questa regola riguarda il protagonista della serie, il cui nome - attenzione: non il nome proprio Jerry Drake, ma appunto il soprannome MISTER NO - è sempre scritto in neretto e stampatello, tranne ovviamente quando è inserito nel titolo di un fumetto o di un libro (per es.: Mister No Index Illustrato, Mister No Riedizione If).
  • Per quanto riguarda la serie regolare, il titolo attribuito a ciascuna storia è tratto da uno degli albi che la compongono ed è quello, a nostro avviso, più rappresentativo, quello che meglio sintetizza la trama o che, rispetto ai titoli degli altri albi, richiama la storia alla memoria dei lettori in modo più efficace. Per esempio, la storia dei nn. 17-20 viene indicata con il titolo del n. 19, "Operazione Poseidon" perché esso è più rappresentativo, più calzante rispetto ad Agente segreto Zeta 3 e Tragica palude, che sono i titoli rispettivamente del n. 17 e del n. 19 (del tutto avulso poi il titolo del n. 20, Evasione!, visto che si riferisce alla storia successiva). 

Mister No n. 1, giugno 1975. Copertina di Gallieno Ferri, creatore grafico del personaggio di Nolitta, poi significativamente rimodellato da Roberto Diso.



Nota sui collegamenti ipertestuali

L'Atlante di Mister No è un "lavoro in corso" che si svilupperà nei prossimi mesi, abbracciando numerosi post - uno per ogni lettera dell'alfabeto - fino ad arrivare alla conclusione.
I collegamenti ipertestuali fra le varie voci non saranno dunque possibili tutti e subito... e vi spieghiamo subito perché!
Collegheremo con link diretti ogni riferimento ad altre voci dell'opera partendo necessariamente dalle voci già apparse.
Ci preme dunque ribadire e sottolineare che, non essendo possibile creare link a post futuri (per es. non troverete ancora alla voce AFRICA il collegamento alle voci della lettera "Z"), ricostruiremo tutti i link a ritroso solo quando sarà possibile.
I link saranno però sempre e soltanto fra URL diverse e non all'interno di uno stesso post.
Vorrete perdonarci (e segnalarci!) eventuali errori e omissioni!
I link - essendo come abbiamo detto sopra fra URL diverse - porteranno sempre e comunque all'inizio di un altro post e non esattamente alla voce di riferimento: per es. se dalla voce AFRICA volete andare a LEGIONE STRANIERA seguendo il link verrete portati al post della lettera "L". Troverete la voce LEGIONE STRANIERA in un attimo, scorrendo il post stesso. 
La voce MISTER NO sarà una necessaria eccezione a tutte le "regole" di cui sopra: siccome fa riferimento al protagonista della serie, la voce MISTER NO appare ovunque! Dunque, ogni altra voce dell'Atlante andrebbe - più di una volta - collegata alla lettera "M", dove appare la scheda dedicata al personaggio. Ci è sembrata una cosa del tutto inutile e ridondante: se volete trovare la lettera "M" - dove appare la voce MISTER NO - dovrete perciò cliccare sulla pagina dei link!
Infatti, per facilitare fin dall'inizio l'uso dell'opera, abbiamo creato una pagina apposita di collegamenti alle varie voci (L'Atlante di Mister No: la Bussola), alla quale potete accedere dovunque siate, andando sotto al logo Dime Web: anche in questo caso il link vi porterà al post giusto, scorrendo il quale troverete in un attimo la voce cercata!








Nota sulle illustrazioni

Abbiamo cercato di arricchire graficamente L'Atlante di Mister No nella maniera insieme più piacevole e utile possibile. Nelle singole voci ogni immagine fa riferimento al testo. Per quanto riguarda le illustrazioni tratte dalla serie, nella didascalia abbiamo indicato il numero dell'albo, la pagina, e la posizione della vignetta sulla tavola - in modo da permettervi l'immediata identificazione nella vostra raccolta; per le copertine vi abbiamo segnalato il numero dell'albo e la data di uscita. Troverete i nomi degli autori nel testo (quelli delle cover, del resto, sono soltanto due, se si eccettua Bignotti per il solo n. 119: Gallieno Ferri dal n. 1 al n. 115 e Roberto Diso dal n. 116 in poi).


I tre massimi autori di Mister No in un unico scatto (Ferri, Diso e Bonelli): Stradella, 2010 (dal bel blog Il gatto con la scure)

Per la lettera successiva, la B, cliccate qui!


A
AFRICA

AKAWË
AMARAL, STELIO
AMAZZONIA
ANACONDA
ANANGA 
ANDE
ANTARTIDE
APACHE
APPROUAGUE
ARDENNE
ARHAMA
ARIAS, SANTIAGO
ARKADY
ASIA
ATACAMA



AFRICA


Il continente avventuroso per antonomasia. Vi è ambientato un ciclo di undici storie noto come trasferta africana: dieci di esse sono comprese tra il n. 167 e il n. 196 della serie regolare, mentre una è contenuta nello Speciale n. 5, Zulu! (G. Nolitta [sog.&scen.] – R. Diso [dis.]).


Il cargo a bordo del quale Mister No raggiunge l'Africa (MNO 167, pag. 88).

L’Africa mostrata in questa trasferta – fortemente voluta da Sergio Bonelli e dagli stessi lettori, che risposero positivamente al suo mini-referendum - è una terra che sta vivendo una fase assai delicata della sua storia, lacerata com’è da sanguinosi conflitti fra dominatori europei e popolazioni indigene (sono gli anni della decolonizzazione), e odi secolari fra etnie, come quello tra gli Ewondo e i Fang in cui si trova coinvolto MISTER NO ne Gli uomini leopardo (A. Ongaro [sog.&scen.] - M. Bianchini [dis.], nn. 169-173), una delle avventure più belle del suddetto ciclo.


Mister No n. 167, aprile 1989: inizio della "trasferta africana".
Itinerario della "trasferta africana" di Mister No (MNO n. 175, pag. 4 - posta di Mister No)


Oltre a quelle già citate, diverse sono le tematiche africane che Nolitta e gli altri autori hanno esplorato: la magia; i misteri delle antiche civiltà sorte nel continente; la lotta per la salvaguardia della ricca fauna, minacciata dal bracconaggio; la LEGIONE STRANIERA; la rievocazione di celebri episodi delle guerre coloniali (ad esempio: il conflitto tra ZULU e inglesi) e della SECONDA GUERRA MONDIALE (Bir Hakim, Tobruk, ecc.). Nell’Africa misternoiana ritroviamo echi e suggestioni dei romanzi di Hemingway, Karen Blixen, Rider Haggard; di celebri film avventurosi come Mogambo (John Ford, 1953), Hatari! (Howard Hawks, 1962) Beau Geste (William A. Wellman, 1939), Zulu Dawn (Douglas Hickox, 1979); dei fumetti di Cino e Franco e dell’Uomo Mascherato. Non bisogna dimenticare, ovviamente, l’importante apporto fornito dalle personali esperienze di viaggio di Sergio Bonelli, il cui mal d’Africa era cosa nota.

Mister No lascia l'Africa (MNO n. 196, pag. 37)

Il risultato complessivo è stato eccellente: come scrivono, infatti, Gisello Puddu e Mauro Giordani nel volume Mister No – Un avventuriero in Amazzonia (Editoriale Mercury, 2003), il periodo africano risulta uno dei più belli e intensi dell’intera serie e riporta la testata ai fasti narrativi del periodo classico, grazie agli splendidi scenari africani e soprattutto alla freschezza e all’immediatezza delle storie, che non risentono minimamente della lunga e meticolosa fase di gestazione (fase durata circa due anni, nda).


Copertina di Mister No n. 196, settembre 1991. Disegno di Diso.







AKAWË


Giovane guerriero YANOAMA che compare ne L’ultimo paradiso (G. Nolitta [sog.&scen.] – V. Monti e L. Merati [dis.], nn. 63-65). Il villaggio di Akawë – dove hanno trovato ospitalità MISTER NO e il suo cliente Randall – viene attaccato da una tribù nemica, gli Hayateri, i quali rapiscono alcune donne. Una spedizione punitiva viene subito organizzata dagli YANOAMA, che massacrano gli avversari e recuperano le donne, tranne quattro. Una di esse è Makoritha, moglie di Akawë, il quale si unisce a MISTER NO nella ricerca della sua sposa. I due, a cui si aggrega poi ESSE-ESSE, scoprono che Makoritha e le sue compagne sono tenute prigioniere a Wanabo (COLOMBIA), uno squallido complesso turistico ideato dal ricco americano mister Fox. Il pilota e i suoi amici riescono a liberare Makoritha (unica sopravvissuta tra le donne YANOAMA portate a Wanabo), sbarazzandosi degli scagnozzi di Fox, il quale viene infine ucciso, per vendetta, proprio dalla moglie di Akawë
 


Akawë (MNO n. 63, pag. 47)


Indio dal carattere fiero e combattivo, Akawë è un personaggio abbastanza riuscito. I suoi rapporti con MISTER NO sono inizialmente difficili: Akawë accusa il pilota di vigliaccheria perché quest’ultimo rifiuta di partecipare alla spedizione punitiva ai danni degli Hayateri; inoltre, il giovane YANOAMA tenta d’impossessarsi della canoa di MISTER NO, il quale, davanti agli altri guerrieri, gli impartisce una lezione a suon di cazzotti. I rapporti tra i due migliorano quando Akawë, uccidendo un trafficante d’armi, salva la vita al pilota, che lo porta con sé a Wanabo, dove il nostro guerriero subisce il razzismo degli uomini di Fox, i quali nutrono un profondo disprezzo per gli indios. La rabbia di Akawë esplode nella scena della liberazione di Makoritha, in cui lo vediamo pugnalare senza pietà due scagnozzi di Fox. Il coltello del giovane guerriero si fa sicuramente ricordare, sia per la facilità con cui l’impetuoso Akawë lo estrae (ne sa qualcosa anche MISTER NO, nel succitato episodio della canoa) e l’abilità con cui lo maneggia, sia perché è l’arma usata da Makoritha per uccidere l’odiato Fox.


Mister No n. 63, agosto 1980. Disegno di Ferri.



Mister No n. 64, settembre 1980. Disegno di Ferri

La ragazza di Akawë, Makoritha, si vendica di mister Fox (MNO n. 65, pag. 35)

 

AMARAL, STELIO


Giovane pescatore di Pecém (BRASILE nord-orientale) che compare per la prima volta in Atlantico! (G. Nolitta [sog.&scen.] – R. Diso [dis.], nn. 24-26). Unico tra i JAGANDEIROS a ribellarsi ai soprusi dell’Atlantic Company (vedi Johnny, COLUMBUS), l’orgoglioso Stelio non riuscirebbe però a spuntarla senza il decisivo aiuto di MISTER NO

Debutta Stelio Amaral (MNO n. 25, pag. 16)



I due si ritrovano molti anni dopo a BELÉM, in Qualcosa è cambiato (G. Nolitta [sog.&scen.]- D. e S. Di Vitto [dis.], nn. 364-366): qui, un esasperato Stelio, dopo aver cercato addirittura di rapinare MISTER NO (da lui inizialmente non riconosciuto), spiega all’amico, sorpreso dal suo comportamento, di aver lasciato Pecèm per cercare fortuna a MANAUS. Nella città amazzonica, Stelio, come viene narrato in Ayahuasca (G. Nolitta [sog.&scen.] – M. Bianchini e M. Santucci/F. Civitelli [dis.], nn. 367-369), trova lavoro in una fabbrica, la Tecno-Bras. Tuttavia, per riuscire a sostenere i massacranti ritmi della catena di montaggio, egli fa ricorso a un potente allucinogeno – l’ayahuasca, appunto - ricavato da una liana dell’Amazzonia occidentale. La dipendenza da questa droga – che gli viene somministrata da Mestre Raimundo, uno sciamano peruviano – stravolge la personalità di Stelio, il quale diventa violento e non esita a rubare, pur di procurarsi il denaro che lo sciamano esige. A salvare Stelio dall’ayahuasca e dagli scagnozzi di Mestre Raimundo sarà naturalmente MISTER NO, il quale poi, arrivando a ipotecare il suo PIPER, darà all’amico il denaro necessario per ricominciare daccapo e lo rimanderà a Pecém. La scena della partenza di Stelio dal porto di MANAUS, disegnata da un ispiratissimo Civitelli, si fa particolarmente ricordare, tanto è struggente. L’ultima apparizione del simpatico pescatore è in Jangadas! (L. Mignacco [sog.&scen.] - D. e S. Di Vitto [dis.], Speciale n. 20), dove però egli ricopre un ruolo marginale. 

Mister No n. 24, maggio 1977: viene introdotto il personaggio di Stelio.

Torna Stelio Amaral (MNO n. 364, pag. 31)

 

Curiosità: In Qualcosa è cambiato, Stelio si presenta con un cognome diverso: Ferreira Neto (n. 364, p. 40, v. 3). Nolitta, probabilmente, non ricordava di avergli già attribuito, in Atlantico!, il cognome Amaral, che è quello per cui abbiamo optato.



Stelio in preda ai terribili incubi indotti dall'ayahuasca (MNO n. 368, pag. 12)

La partenza di Stelio da Manaus – MNO 369, p. 6

Copertina di Mister No n. 367, dicembre 2005. Disegno di Diso



AMAZZONIA


Con i suoi sei milioni di chilometri quadrati, l’Amazzonia è la più vasta foresta tropicale del pianeta. Ben nove i Paesi attraverso i quali si estende: BRASILE (di cui copre quasi metà del territorio) VENEZUELA, COLOMBIA, Bolivia, Perù, Ecuador, Guyana Francese, Guyana Britannica e Suriname.

L'Amazzonia (MNO Riedizione IF n. 1, pag. 4)


Abitata da circa centotrenta tribù indigene, la selva amazzonica è senza dubbio una terra di superlativi: ospita un numero incredibile di specie vegetali e animali (ad esempio: un quarto di tutte le piante della Terra, duemila specie di pesci, tremila di uccelli); fornisce un quinto dell’ossigeno del globo; è percorsa da alcuni dei fiumi più imponenti del mondo, come il gigantesco RIO DELLE AMAZZONI, l’Orinoco, il RIO NEGRO, lo Xingu. Oggi minacciata di distruzione, a causa soprattutto del massiccio disboscamento cui viene sottoposta, l’Amazzonia era, negli anni Cinquanta dello scorso secolo (l’epoca in cui la serie è ambientata), un luogo ancora incontaminato e isolato dal resto del mondo: il posto ideale, insomma, per accogliere chi, come il reduce Jerry Drake alias MISTER NO, non si riconosceva più nella società americana del dopoguerra, ormai votata al dio denaro e al consumismo. Sebbene il nostro antieroe non trovi totalmente in Amazzonia la pace tanto agognata (quella violenza che egli ha ripudiato lo segue passo a passo, come un’ombra… si legge nella presentazione in terza di copertina dei primissimi albi), la povera e sonnolenta realtà di MANAUS gli fa riscoprire la gioia di vivere e gli fa assaporare una libertà che uno spirito ribelle come lui non avrebbe mai potuto trovare negli STATI UNITI. A nostro avviso, le più belle avventure misternoiane ambientate nell’Inferno Verde sono: L’uomo della Guyana (G. Nolitta [sog.&scen.] - Diso [dis.], nn. 6-7); Rio Negro (G. Nolitta [sog.&scen.] – R. Diso [dis.], nn. 12-15); I cacciatori di teste (G. Nolitta [sog.&scen.] – R. Diso [dis.], nn. 31-33); Il torrente nascosto (C. Nizzi [sog.&scen.] – F. Civitelli [dis.], nn. 80-84); Ananga! (T. Sclavi [sog.&scen.] – F. Civitelli [dis.], nn. 90-92); Il dio vendicatore (G. Nolitta [sog.&scen.] – R. Diso [dis.], nn. 121-123), Uomini nella giungla (G. Nolitta [sog.&scen.] – R. Diso [dis.], Speciale n. 2).

Mister No n. 2, luglio 1975. Il primo, vero titolo della serie (il n. 1 si intitolava, infatti, col nome del protagonista) non poteva che essere Amazzonia!



Un discorso a parte meritano poi gli episodi – tutti scritti da Nolitta - che compongono la saga dell’addio (nn. 364-379), un ciclo con cui il creatore di MISTER NO ha voluto concludere la serie regolare. In questa saga - che prende avvio con la storia Qualcosa è cambiato (D. e S. Di Vitto [dis.], nn. 364-366), ambientata all’inizio del 1970 - Nolitta mostra ai lettori un’Amazzonia assai differente da quella in cui Jerry Drake si era stabilito vent’anni prima, un’Amazzonia radicalmente trasformata da una serie di eventi di grande portata: l’arrivo in massa di poveri emigrati dal Nord-Est del BRASILE; l’apertura di fabbriche; l’inizio dello sfruttamento intensivo della foresta; le prime avvisaglie del traffico di droga proveniente dalla COLOMBIA; la presenza delle prime bande di guerriglieri che si opponevano alla dittatura militare; i conflitti fra seringueiros (i raccoglitori di lattice) e grandi allevatori, fra indios e militari, fra madeireiros (i commercianti di legname pregiato) e guerriglieri e così via.


L'incredibile estensione dell'Amazzonia.


La civiltà industriale, con i suoi falsi valori e le problematiche a essa legate, irrompe a MANAUS e nella foresta circostante, cambiando per sempre la vita dei suoi abitanti. Da ribelle qual è, MISTER NO non accetta di scendere a compromessi con la nuova realtà e, dopo una serie di delusioni e di sconfitte, decide di cambiare aria: nell’albo Una nuova vita (n. 379), che chiude la serie regolare, lo vediamo lasciare la sua MANAUS e rintanarsi, assieme all’amico fraterno ESSE-ESSE, nella sperduta cittadina di RURRENABAQUE, nell’Amazzonia boliviana.

Le risorse e i pericoli dell’Inferno Verde - MNO 2, p. 27


Mister No sorvola la foresta amazzonica con il suo Piper (MNO n. 6, pag. 3)

Mister No Speciale n. 2, giugno 1987. Disegno di Diso



ANACONDA 
 

Il più grande serpente del mondo (fino a nove metri di lunghezza e oltre duecento chili di peso), nonché uno degli animali-simbolo della selva amazzonica: in quanto tale, è apparso numerose volte nella serie, regalando ai lettori momenti emozionanti. Memorabile, ad esempio, la lotta tra MISTER NO e un colossale anaconda ne I cacciatori di teste (G. Nolitta [sog.&scen.] – R. Diso [dis.], nn. 31-33): sebbene colpito più volte dal pilota con la sua pistola Smith & Wesson, il serpente avvolge MISTER NO tra le sue poderose spire per soffocarlo.

L'anaconda (MNO n. 32, pag. 31)


A salvare in extremis il Nostro è l’avventuriero Jorge BECERRA, che uccide l’anaconda a colpi di machete. In Cinema crudele (A. Castelli [sog.&scen.] – F. Bignotti [dis.], nn. 69-72), MISTER NO si prende una sorta di rivincita a distanza, uccidendo, con il solo ausilio di un pugnale, un altro gigantesco esemplare di anaconda, che ha stritolato il suo amico Turax. Meritano di essere citate anche la lotta tra l’anaconda e MISTER NO ne Il naufrago della giungla (L. Mignacco [sog.&scen.] – D. e S. Di Vitto [dis.], nn. 209-210) e quella in Morte a Manaus (M. Masiero [sog.&scen.] – G. Bruzzo [dis.], nn. 314-315). Benché, nel corso della serie, MISTER NO abbia ucciso diversi anaconda (o abbia, al contrario, rischiato di venire soffocato da questi rettili), egli nutre un grande rispetto per la sucurì (nome brasiliano del serpente). Assai significative, in questo senso, le parole che, ne I cacciatori di teste, il pilota rivolge al suo cliente Daniel MURDOCK quando questi vuole uccidere l’anaconda per appenderne la pelle nel suo ufficio di NEW YORK: Ma come!? Vi si presenta l’occasione più unica che rara di imbattervi in una creatura eccezionale, in un autentico prodigio della natura…e il vostro primo pensiero è quello di strapparle la vita, di ridurla a un misero pezzo di arredamento?


Mister No n. 32, gennaio 1978: Jerry Drake lotta per la prima volta contro l'anaconda!

In lotta contro l'anaconda (MNO n. 70, pag. 64)

 
Data la sua importanza nella saga misternoiana, è strano che l’anaconda, a differenza di altri animali, non sia mai stata raffigurata sulle copertine della serie regolare e nemmeno su quelle dei vari Speciali, Almanacchi e Maxi. L’unica cover in cui il serpente compare è quella – realizzata da Roberto Diso - di un albo extra-bonelliano: il n. 96 di Storie avventurose, edito nel maggio 1995 da Comic Art S.r.l. e contenente quattro brevi storie, tutte della coppia Nolitta-Diso: Jivaros; Amazzonia (una sola tavola); Amazzonia mon amour; Garimpeiros!.


Mister No e l'anaconda (copertina di Storie Avventurose n. 96 - Comic Art)




L’anaconda, re di tutti i serpenti



ANANGA 
 

In tupì-guaranì, uno dei principali dialetti amazzonici, Ananga significa spirito del male (da ayua: male; e anga: anima) e si può incarnare in un puma, in un GIAGUARO o in un uomo. Nella storia Ananga! (T. Sclavi [sog.&scen.] – F. Civitelli [dis.], nn. 90-92), a essere posseduto dallo spirito maligno dell’AMAZZONIA è l’antropologo americano Peter Wolfe, il quale, trasformandosi in uno spaventoso uomo giaguaro, semina terrore e morte a MANAUS.

Mister No n. 91, dicembre 1982: il licantropo in versione amazzonica.

Stesso titolo, stesso sceneggiatore, quindici anni dopo! Dylan Dog n. 133, ottobre 1997.



MISTER NO – che viene assunto dalla moglie di Neal, l’affascinante Abigail, per ritrovare suo marito, scomparso nella foresta – riuscirà, dopo molte peripezie, ad avere la meglio sul mostro. Morto Peter, anche Abigail si trasformerà, inaspettatamente, in Ananga, e MISTER NO sarà costretto a ucciderla, facendola precipitare dal suo PIPER. In questa magnifica storia, Tiziano Sclavi rilegge da par suo il mito del licantropo, che all’epoca – Ananga! uscì nell’inverno 1982-’83 - era in pieno revival, grazie al successo mondiale riscosso da film come L’ululato (Joe Dante, 1981) e Un lupo mannaro americano a Londra (John Landis, 1981). Sebbene al centro dell’episodio – che, va ricordato, segna l’esordio di Sclavi nella serie - non ci sia un uomo lupo ma un uomo giaguaro (d’altra parte, non ci sono lupi in AMAZZONIA), i riferimenti al tema della licantropia sono evidenti, a partire dallo stesso cognome del cattivo.

Peter Wolfe alias Ananga ha appena ucciso Paco (MNO n. 90, pag. 72)


Anche Peter e Abigail, come il protagonista del film di Landis e lo sventurato Larry Talbot de L’uomo lupo (George Waggner, 1941), sono figure tragiche, vittime oltre che carnefici (anche se, per fortuna, siamo ancora lontani dall’insopportabile retorica sui mostri dello Sclavi dylandoghiano). L’oscura maledizione dei coniugi Wolfe richiama alla mente, inoltre, il capolavoro di Jacques Tourneur Il bacio della pantera (1942), dove la protagonista, Irina Dubrovna, è vittima di una maledizione che la fa tramutare in una belva feroce. Coadiuvato da un eccellente Civitelli, lo sceneggiatore ha saputo ricreare le atmosfere cupe e inquietanti del film di Tourneur, il cui epilogo – la morte della donna pantera nello zoo di NEW YORK – viene citato nella scena in cui MISTER NO uccide l’uomo giaguaro nello zoo di MANAUS. Sempre a proposito di citazioni, nella sequenza dove il pilota sogna il defunto Paco (prima vittima del mostro), troviamo un piccolo omaggio di Sclavi a uno dei suoi registi preferiti, Dario Argento. La parole di Paco, Lui ha già ucciso e ucciderà ancora (n. 90, p. 77, v. 6), citano, quasi letteralmente, quelle della medium Helga Ullmann in una delle scene iniziali di Profondo rosso (1975).

Peter Wolfe ingaggia Mister No (MNO n. 90, pag. 88)

Abigail Wolfe conversa con Mister No nella giungla (MNO n. 91, pag. 61)


La suddetta sequenza onirica, che testimonia il talento visionario di Sclavi (dote che lo accomuna proprio ad Argento), è senza dubbio di quelle che si fanno ricordare. Non le sono da meno altre scene di Ananga!, come: il suggestivo incipit, con il mostro che cammina di notte per i vicoli di MANAUS; il confronto tra MISTER NO e un GIAGUARO nella foresta; il rito nella giungla con gli animali che parlano (La foresta ha mille volti… mille voci… mille occhi… mille colori… la foresta ha mille vite, ma un solo spirito… Ananga!); la morte della chiromante Isaura; l’impressionante trasformazione di Peter nella sua camera d’albergo, davanti a un terrorizzato MISTER NO. Assolutamente degna di menzione, infine, la suggestiva chiusa: E’ stato il vento della giungla a scrivere questa storia!

Mister No n. 92, gennaio 1983. Disegno di Ferri.


Curiosità: Nel 1997, Sclavi ha ripreso il tenebroso mito di Ananga in una storia doppia (nn. 133-134) di Dylan Dog, disegnata da Giovanni Freghieri. La suddetta storia si ricollega a quella misternoiana: infatti, Dylan Dog viene a conoscenza, grazie all’amico Martin MYSTÈRE, di tutta la vicenda accaduta tanti anni prima a MISTER NO, a partire dall’uccisione di Paco. Per l’occasione, Freghieri ha reinterpretato, con discreti risultati, alcune tavole di Civitelli.
 
 

Lo scontro finale, nello zoo di Manaus, tra Mister No e Peter Wolfe / Ananga (MNO n. 92, pag. 52)


Mister No contro Abigail Wolfe / Ananga (MNO n. 92, pag. 62)


Mister No e Dylan Dog minacciati da Ananga – Dylan Dog Color Fest n. 12, p. 3


Nel 2014, Ananga ha incrociato nuovamente la strada di MISTER NO e dell’Indagatore dell’Incubo, in una breve storia (32 pagine) pubblicata sul dodicesimo Dylan Dog Color Fest e intitolata Le radici del male. L’avventura, scritta da Michele Masiero e disegnata proprio da Fabio Civitelli (con i colori di Luca Bertelé), rappresenta il primo team-up tra il pilota di MANAUS e Dylan Dog, e ha la particolarità di svolgersi nel presente di entrambi i personaggi, sebbene tra le rispettive epoche intercorra mezzo secolo. Questa la trama: per sconfiggere definitivamente lo Spirito del Male, ritornato a seminare morte nelle strade di Londra, Dylan Dog prende parte a una seduta spiritica presieduta dalla sua anziana amica, nonché potente medium, Madame Trelkovski. Durante la seduta, la mente di Dylan si trasferisce nella MANAUS degli anni Cinquanta, dove tutto ha avuto inizio. Qui Dylan – che ha la sensazione di trovarsi fisicamente in AMAZZONIA - conosce MISTER NO e lo ingaggia come guida, facendosi accompagnare in un punto della giungla compreso tra il RIO NEGRO e il Rio Branco. I due raggiungono la radura dove sorge l’inquietante statua di Ananga, accanto alla quale compare una donna giaguaro (identica al mostro in cui, nella storia dylandoghiana, si trasformava la trapezista Juma) che aggredisce Dylan.


Dylan Dog Color Fest n. 12, aprile 2014. Disegno di Pichelli & Leoni

Mister No salva Dylan, uccidendo la donna giaguaro – Dylan Dog Color Fest n. 12, p. 28

Per salvare l’amico, MISTER NO spara contro la creatura, colpendola in testa e facendo fuoriuscire dalla sua bocca una nuvola di fumo – forse un ectoplasma - che mette in contatto la mente di Dylan con lo spirito di uno stregone indio, colui che per primo ha evocato lo spirito del giaguaro. All’epoca – racconta l’indio all’Indagatore dell’Incubo - ero un giovane guerriero ambizioso, volevo conoscere i segreti della natura, valicare il confine tra il bene e il male. Evocai lo spirito del giaguaro per carpire i suoi poteri… …per diventare tutt’uno con la natura. Per diventare immortale! Il male entrò in me…io ero Ananga! E Ananga pretendeva un continuo tributo di sangue e di morte: sterminai il mio intero villaggio. Quando lui mi chiamava a sé, ammazzavo tutti coloro che incrociavano il mio cammino. Nei momenti di lucidità capivo cosa avevo fatto e la cosa mi era insopportabile! Dovevo eliminare me stesso perché la maledizione avesse fine. Povero stupido illuso: il male non si può uccidere. Gli basta aspettare qualcun altro in cui incarnarsi, perché l’uomo per sua stessa natura, porta il male dentro di sé. Ecco, ora sai. E se è arrivato il momento che il destino di Ananga si compia… …ebbene sia!. Detto ciò, l’indio si trasforma in Ananga e compare nel mezzo della seduta spiritica di Madame Trelkovski. Costei, Dylan e gli altri due partecipanti distruggono lo spirito malvagio con le loro energie psichiche.

Ananga viene finalmente distrutto – Dylan Dog Color Fest n. 12, p. 32

Com’è evidente sia nella scena dove fa la sua apparizione la chiromante Isaura, sia nel finale, in cui vediamo gli occhi dello Spirito del Male stagliarsi minacciosi nel cielo di MANAUS, l’incontro tra MISTER NO e Dylan si svolge prima delle vicende narrate in Ananga!. La storia di Masiero costituisce quindi una sorta di prequel del capolavoro misternoiano di Sclavi.



ANDE


Non sono molte le storie di MISTER NO ambientate su questa imponente catena montuosa, che si estende per oltre settemila chilometri lungo tutto il versante occidentale del Sudamerica. Tre gli episodi andini più significativi: Eldorado (A. Castelli [sog.&scen.] – V. Monti e L. Merati [dis.], nn. 47-49), La torre maledetta (A. Castelli [sog.&scen.] – B. Marraffa [dis.], nn. 94-96), I sopravvissuti (L. Mignacco [sog.&scen.] – G. Pallotti [dis.], nn. 210-211). Riguardo alla prime due, si rimanda alle voci ELDORADO e MACHU PICCHU; riguardo alla terza, bisogna dire subito che è ispirata a un tragico fatto realmente accaduto, noto come Disastro aereo delle Ande.

L'incidente sulle Ande dell'aereo Hudson sul quale viaggiano Mister No e gli argentini (MNO n. 210, pag. 70)


Il 13 ottobre 1972, il Fokker FH-227 su cui viaggiava una squadra di rugby di Montevideo, con famigliari e amici al seguito, si schiantò sule montagne cilene: per i sopravvissuti all’impatto (poco più di 30) fu l’inizio di un’odissea lunga ben 73 giorni (i soccorsi infatti arrivarono il 23 dicembre), al termine della quale rimasero in vita soltanto 16 persone. Queste rivelarono in seguito che, per sopravvivere, erano state costrette a cibarsi dei corpi dei compagni morti. L’allucinante vicenda venne raccontata dallo scrittore inglese Piers Paul Read in un libro che ebbe molto successo, Tabù – La vera storia dei sopravvissuti delle Ande (1974), che a sua volta ispirò il film Alive – Sopravvissuti (Frank Wilson Marshall, 1993). 

La scena reale della tragedia delle Ande.


Mister No n. 210, novembre 1992: tragedia aerea sulle Ande.


 

Anche nella storia misternoiana, l’aereo (un vecchio Hudson della Lockheed) su cui viaggia il Nostro e un gruppo di argentini - tra cui il suo cliente Guillermo Brown, la moglie Isabela e la seducente sorella Anita – precipita sulle Ande cilene. Alcuni dei sopravvissuti, capeggiati dall’avvocato Rodrigo Ravera, regrediscono a uno stadio tribale e cominciano a nutrirsi dei cadaveri dei compagni; non solo, ma minacciano di uccidere e divorare anche gli altri sopravvissuti, tra i quali MISTER NO. Alla fine, però, il gruppo di MISTER NO riesce a sconfiggere quello di Ravera, il quale muore in un duello con il Nostro. Poi, scoperto casualmente un rifugio alpino dotato di radio oltre che di viveri, MISTER NO e gli altri si mettono in contatto con i soccorsi.


Il duello tra Rodrigo Ravera e Mister No (MNO n. 211, pag. 71)


 

I sopravvissuti è una storia molto avvincente, in cui Mignacco mescola l’interessante spunto tratto dalla vicenda del Disastro aereo delle Ande con elementi – la regressione di Ravera e compagni, i quali si dipingono il volto e adottano curiose acconciature; il sacrificio umano che Ravera vuole compiere ai danni di MISTER NO su un altare di ghiaccio - che provengono dal celebre romanzo di William Golding Il signore delle mosche (1954). Tanto Il signore delle mosche - dove a imbarbarirsi sono un gruppo di scolari inglesi precipitati su un’isola deserta - quanto l’episodio misternoiano, mostrano come sia fragile il confine tra civiltà e barbarie, e come nell’animo umano alberghino istinti bestiali, pronti a emergere quando è in gioco la sopravvivenza. A sorprendere, ne I sopravvissuti, non è però tanto la regressione di Ravera - in qualche modo prevedibile, visto che già prima della tragedia il personaggio mostra un carattere molto aggressivo: si pensi alla scazzottata con MISTER NO durante la festa di compleanno di Guillermo Brown - ma quella, meno scontata, di Anita Brown. Dopo aver flirtato con MISTER NO, la bella Anita diventa sulle Ande la donna di Ravera e si rende complice dei suoi crimini; non solo, ma, morto il compagno, prende il comando del gruppo e ordina agli altri barbari di uccidere il pilota. Il destino, però, le riserverà una fine tragica quanto beffarda: fuggita dopo la sconfitta dei suoi complici, Anita decide di tornare indietro, sicura che MISTER NO e gli altri la perdoneranno, ma cade in un crepaccio e il pilota non riesce a salvarla. Un classico esempio di giustizia poetica.


La cordigliera delle Ande.
 





ANTARTIDE


MISTER NO vi ha messo piede nella storia Inferno di ghiaccio (E. Missaglia [sog.&scen.] – F. Civitelli [dis.], nn. 92-94), dove affronta, assieme all’amico Moacir Fuentes e ai membri della spedizione del professor Wilson, l’organizzazione terroristica Ghost. Il suo capo, John Edward Baxter, minaccia di lanciare un missile atomico su NEW YORK se il governo americano non gli consegnerà un miliardo di dollari, ma l’intervento di un contingente di marines sventerà la minaccia. Vistosi sconfitto, Baxter tenterà la fuga assieme ai suoi uomini, ma verrà ucciso da MISTER NO, che così vendicherà Moacir e gli altri compagni uccisi dal capo della Ghost.

In Antartide (MNO n. 94, pag. 27)

Mister No n. 93, febbraio 1983: il nostro eroe in Antartide.

Mister No n. 94, marzo 1983. Disegno di Ferri.




Pur non essendo certo un capolavoro, questa storia – che ha un inizio molto divertente: il tentativo di una bellissima ragazza di MANAUS e dei suoi maneschi famigliari di costringere MISTER NO a un matrimonio riparatore – ha il pregio di essere ben documentata e di trasmettere al lettore il sinistro fascino dell’Antartide. Missaglia e Civitelli hanno saputo evidenziare con efficacia la natura estrema di questo continente, come testimoniano tre emozionanti sequenze: la tormenta di neve; l’aggressione di un’orca a MISTER NO e Moacir; il cosiddetto white-out, un singolare sbiancamento dell’atmosfera provocato dalla rifrazione dei raggi solari. In quanto alla Ghost, essa è chiaramente ispirata alla Spectre, l’organizzazione terroristica comandata da Ernst Stavro Blofeld, nemico mortale dell’agente 007 James Bond. 


I pinguini imperatore in Antartide.
 


Baxter, il capo della Ghost (MNO n. 94, pag. 37)



APACHE


I celebri indiani del Sud-Ovest americano compaiono in Ombre rosse (T. Sclavi [sogg.&scen.] – R. Diso [dis.], nn. 105-107), la storia più folle e divertente della serie. Con il pretesto di raccontare un episodio inedito del passato di MISTER NO (la vicenda, narrata dal pilota stesso agli amici di MANAUS, ha luogo in Arizona nel 1950), Sclavi attacca, con l’arma dell’umorismo, il mito dell’America, attraverso la parodia del suo genere cinematografico più rappresentativo, il western.


Mister No n. 105, febbraio 1984: il primo incontro con gli Apache, in un omaggio (fin dalla copertina) a Stagecoach di John Ford.



Tutto ciò a partire proprio dal film western per antonomasia, Ombre rosse (John Ford, 1939), di cui la storia riprende, oltre al titolo, i personaggi principali. Al tempo stesso, lo sceneggiatore costruisce un appassionante giallo, in cui gli Apache rivestono un ruolo-chiave: l’episodio si apre infatti con l’omicidio, apparentemente casuale, del giovane pellerossa Billy Jack, durante la rappresentazione (cui partecipa pure MISTER NO) di una delle scene più famose del film di Ford; e si chiude con l’intervento provvidenziale degli Apache, i quali salvano il pilota, uccidendo, in una (falsa) ghost town, i colpevoli. 


Il capo apache Sam Hokahey alias Piuma Rossa (MNO n. 106, pag. 72)


 

Tra gli Apache, spicca il personaggio del padre di Billy Jack, l’anziano capo Sam Hokahei alias Piuma Rossa. Si tratta di una figura saggia e disincantata, il cui cognome bianco costituisce un inside joke sclaviano, dato che rimanda a Hoka Hey, l’urlo di guerra di un’altra famosa tribù pellerossa, i Sioux. Sam Hokahei e i suoi guerrieri sono protagonisti sia di scene umoristiche, dove sembrano contagiati da quel clima di follia che pervade il racconto; sia di scene serie, come quella, assai toccante e suggestiva, del funerale di Billy Jack

Il funerale di Billy Jack (MNO n. 105, pag. 92)

 

Gli Apache sono senza dubbio gli indiani di MISTER NO, visto che compaiono anche nello Speciale n. 9, Le iene (A. Ongaro [sog.&scen.] – R. Diso [dis.]), e in quello n. 15, Una storia del West (M. Masiero [sogg.&scen.] – G. Viglioglia [dis.]). Ne Le iene, storia ambientata nel 1945 ad Albuquerque (New Mexico), MISTER NO difende la bella apache Lathia e il figlio che essa ha avuto da Mark Hollister - un reduce conosciuto dal pilota all’ospedale di Atlantic City e lì morto, dopo avergli affidato il riconoscimento di paternità del bambino – dalla malvagità di Philip Haze, cugino di Mark. Questi vuole impedire a ogni costo che il figlio di Lathia erediti l’immensa fortuna lasciata a Mark dal nonno, David Hollister; ma MISTER NO sconfiggerà i suoi sicari e ucciderà Haze in uno scontro a fuoco nel suo ranch. La figura più interessante della storia è il fratello di Lathia, il reduce Monty Black, che MISTER NO incontra casualmente durante il viaggio verso Albuquerque. Destinato a morire per una ferita riportata in guerra, il malinconico Monty aiuta il pilota con le sue premonizioni, una capacità trasmessagli dal nonno sciamano.

Il reduce apache Monty Black (MNO Speciale n. 9, pag. 102)

John Kanteka Smith (MNO Speciale n. 15, pag. 156)


Il reduce APACHE e sua sorella Lathia ricompaiono in Una storia del West, che si può considerare il seguito di Le iene. Ricoverato all’ospedale di Albuquerque e ormai prossimo alla morte, Monty chiede all’amico MISTER NO di portarlo a morire sulla montagna sacra della sua tribù, il Cerro Puerto de Lajas, in MESSICO. Poche ore dopo, però, Monty muore e MISTER NO decide di esaudire comunque la sua richiesta e parte per il Messico con l’urna che contiene le ceneri dell’amico. Nel viaggio - compiuto a bordo di Freccia del mattino, una vecchia automobile acquistata dallo sfasciacarrozze della riserva - il pilota è accompagnato da John Kanteka Smith, fiero e simpatico ragazzo APACHE. Dopo aver vissuto una pericolosa avventura in uno sperduto villaggio di frontiera (Salvation), MISTER NO e Kanteka raggiungeranno la montagna sacra e spargeranno assieme le ceneri di Monty dalla sua sommità.

Il più celebre degli Apache: Geronimo, capo indiano e medicine man (foto del 1913).
 



Mister No Speciale n. 15, luglio 2001


APPROUAGUE


Isolotto fittizio al largo della Guyana Francese dove sorge un terribile penitenziario. MISTER NO vi viene rinchiuso in Accusa di omicidio (A. Castelli [sog.&scen.] – F. Bignotti [dis.], nn. 56-59), bellissima storia che ottenne un significativo primo posto nel referendum proposto dalla Casa editrice nel 1981. Castelli ha tratto ispirazione sia dal libro di Henri Charrière Papillon (1969), in cui l’autore narra la sua tragica esperienza nel carcere dell’Isola del Diavolo; sia al film omonimo girato nel 1973 da Franklin J. Schaffner, con un intenso Steve McQueen nel ruolo del protagonista.

L'isola di Approuague (MNO n. 58, pag. 39)


Poiché la storia è ambientata nel 1955 e il bagno penale dell’Isola del Diavolo venne chiuso nel 1953, lo sceneggiatore ha pensato bene d’inventarsi Approuague (dal nome di un vero fiume della Guyana Francese), il cui penitenziario non ha però nulla da invidiare a quello storico, come sperimenta sulla propria pelle il povero MISTER NO. Il pilota vi finisce perché giudicato colpevole dell’omicidio di una ragazza di Cayenna, in realtà uccisa dal commissario Ducros, fanatico moralista. Verrà infine liberato grazie a ESSE-ESSE e all’ex galeotto Alan MARCEL, i quali recupereranno i documenti che lo scagionano; ma prima dell’obbligato lieto fine, MISTER NO vivrà a Approuague (e, nella parte iniziale dell’episodio, anche nel carcere di Cayenna) un autentico inferno, che metterà a dura prova il suo equilibrio mentale.

La disperazione di Mister No (MNO n. 58, pag. 64)


Mister No n. 57, febbraio 1980. l'inferno dietro le sbarre!

Mister No n. 58, marzo 1980. Disegno di Ferri.



Castelli ha inserito nella storia tutti gli ingredienti classici dell’avventura carceraria: secondini crudeli; detenuti umani e generosi, come Jimenez e Moreno (entrambi i quali vanno incontro a una triste sorte); l’immancabile boss della prigione, l’infido Dega, che MISTER NO uccide in un duello; disperati tentativi di evasione; celle speciali, come i terribili reclusorio e alveare; risse tra detenuti e così via. A rendere ancora più bello l’episodio è la sfortunata storia d’amore tra MISTER NO e la dolce Monique VALMONT, figlia del direttore del carcere.


La ghigliottina della Cayenna (Guyana Francese),

Mister No lotta con Dega (MNO n. 58, pag. 85)

Mister No viene finalmente liberatoMNO 59, p. 97



ARDENNE


Regione collinare e boscosa compresa tra Belgio, Lussemburgo e Francia. Nella SECONDA GUERRA MONDIALE, precisamente tra il dicembre 1944 e la fine di gennaio 1945, le Ardenne furono teatro di una massiccia controffensiva tedesca che colse di sorpresa gli Alleati e causò loro ingenti perdite.


Ethan Owen (Almanacco dell'Avventura 1998, pag. 90)



E’ proprio in questa zona particolarmente calda del Fronte Occidentale che, come narrato nella storia Ardenne 1945 (M. Masiero (sog.&scen.) – R. Diso [dis.], Almanacco dell’Avventura 1998), MISTER NO vive l’ultima delle sue numerose avventure belliche. Trasferito nell’inferno delle Ardenne per motivi disciplinari, il Nostro viene assegnato al gruppo di fanteria comandato dal giovane sergente Ethan Owen. Questi è il figlio di un borioso e cinico colonnello, che considera Ethan un debole perché egli, a dispetto delle tradizioni di famiglia, non ha alcuna intenzione di continuare la carriera nell’esercito.


La controffensiva delle Ardenne (nota anche come The Battle of the Bulge), gennaio 1945: gli americani hanno qualche problema di tenuta di strada con gli Sherman e altri mezzi cingolati!


L'Almanacco dell'Avventura 1998: la battaglia delle Ardenne.


Il gruppo di Ethan viene inviato, proprio su ordine del colonnello Owen, a difendere un casolare che si trova oltre le linee nemiche: qui MISTER NO e compagni fanno amicizia con alcuni soldati tedeschi, che vogliono arrendersi perché, al pari degli americani, sono ormai stanchi della guerra. Sembra andare tutto per il meglio, ma l’imprevisto intervento degli uomini del colonnello Owen provoca una carneficina tra i tedeschi e tra gli stessi commilitoni di MISTER NO. Quando il colonnello rimprovera suo figlio per ciò che è accaduto, MISTER NO perde le staffe e si scaglia fisicamente contro l’ufficiale, ma viene stordito da un altro soldato. Il colonnello ordina poi a Ethan e al Nostro di rimanere sul posto fino all’arrivo del nemico, e sarà proprio qui che Ethan avrà modo di dimostrare tutto il suo valore di soldato e di uomo, sacrificando la sua vita per salvare l’amico MISTER NO, ferito allo stomaco dai tedeschi.


Ethan Owen soccorre Mister No ferito (Almanacco dell'Avventura 1998, pag. 113)




Ethan Owen ucciso dai tedeschi (Almanacco dell'Avventura 1998, pag. 119)


ARHAMA


Graziosa ragazza della tribù YANOAMA che, nella parte finale de Il torrente nascosto (C. Nizzi [sog.&scen.] – F. Civitelli [dis.], nn. 80-84), vive una sfortunata storia d’amore con MISTER NO. Arhama trova il pilota privo di sensi nella giungla, dove egli si è smarrito, e lo porta nel suo villaggio per curarlo. Ben presto i due s’innamorano, e MISTER NO è così felice con la ragazza e con gli YANOAMA che non vorrebbe più ritornare alla vita civile: Ritornare?... E perché? La vita è questa… E’ questa la libertà… .


Arhama (MNO 83, pag. 91)


L’idillio avrà però fine quando il Nostro scoprirà l’orrendo massacro compiuto dagli indios ai danni di una tribù nemica; e quando, subito dopo, Arhama morirà a causa del geloso e malvagio Makury, che verrà a sua volta ucciso da un inferocito MISTER NO. La dolce Arhama, mai dimenticata dal pilota, ricompare ne I labirinti della memoria (L. Mignacco [sog.&scen.] – F. Valdambrini e M. Bianchini [dis.], n. 244), in una scena dove MISTER NO 
rivede in sogno i suoi migliori amici e alcune delle donne più importanti della sua vita.



La morte di Arhama (MNO 84, pag. 14)


Mister No n. 83, aprile 1982: la storia d'amore con Arhama





Curiosità: Come si legge nel volume di Roberto Altariva e Angelo Palumbo Mister No Index Illustrato 1-100 (Paolo Ferriani Editore, Inverno 2003-2004), Claudio Nizzi ha riciclato la suddetta parte de Il torrente nascosto da un episodio di Capitan Erik che egli stesso aveva scritto qualche anno prima per Il Giornalino, il noto settimanale delle Edizioni Paoline. Così facendo, Nizzi ha aggiunto a un episodio già splendido un ulteriore punto di forza.



ARIAS, SANTIAGO


Un altro importante personaggio de Il torrente nascosto (C. Nizzi [sog.&scen.] – F. Civitelli [dis.], nn. 80-84), storia che è un autentico capolavoro. Figura ricca di contraddizioni ma indubbiamente positiva, Santiago Arias è un ragazzo che possiede la mappa di un ricco giacimento aurifero nella giungla venezuelana. Con MISTER NO, che lo salva a MANAUS dal terzetto di banditi JULIO, CABILDO e BLAS (interessati alla suddetta mappa), Santiago mostra dapprima scarsa riconoscenza, rubandogli addirittura il PIPER, con cui raggiunge il VENEZUELA; poi, quando il pilota lo rintraccia grazie all’aiuto della fidanzata Florita (incontrata nel villaggio di Palo Blanco), il giovane gli chiede scusa e, per farsi perdonare, gli propone di diventare suo socio nell’estrazione dell’oro. MISTER NO accetta, e i due, lavorando incessantemente, raccolgono una notevole quantità di pepite.

Santiago Arias (MNO n. 81, pag. 32)


Vengono però ritrovati dai tre banditi, i quali sparano a Santiago e a Florita, finendo poi a loro volta uccisi da alcuni indios. Per sfuggire a questi ultimi, MISTER NO si lancia in una disperata corsa nella giungla, dove viene soccorso da ARHAMA. Dopo la triste esperienza con gli YANOAMA, MISTER NO ha la gradita sorpresa di ritrovare vivi Santiago e Florita, i quali erano stati solo feriti dai malviventi. Santiago propone nuovamente a MISTER NO di ritornare al giacimento, ma il pilota stavolta non accetta e fa ritorno a MANAUS.

Mister No n. 82, marzo 1982: alla ricerca di Santiago Arias!

 

Bugiardo e sfacciato ma al contempo generoso e pieno d’intraprendenza, Santiago Arias si fa ricordare anche per il rapporto un po’ turbolento con la bella e determinata Florita. Due scene in particolare meritano di essere citate: quella in cui Florita, ritrovato Santiago nella giungla, lo prende a schiaffi e a calci, come punizione per averla abbandonata a Palo Blanco; quella in cui i due si appartano in intimità mentre il pilota è intento a svuotare una bottiglia. 

Santiago con la fidanzata Florita (MNO n. 83, pag. 45)
 




ARKADY

Cosmonauta russo che in Alien! (T. Sclavi [sog.&scen.] – F. Civitelli [dis.], nn. 107-108) stringe una toccante amicizia con MISTER NO. E’ la notte del 3 aprile 1953 quando Arkady precipita con il suo modulo spaziale nella foresta amazzonica, a causa dell’urto con un’astronave extraterrestre. Nella caduta, il modulo di Arkady urta a sua volta il PIPER di MISTER NO, facendolo precipitare. Sopravvissuto all’incidente, il pilota viene catturato da una tribù di feroci indios, i quali vogliono sacrificarlo ai loro dei, ma Arkady lo salva e, assieme a lui, si rifugia nella capsula di atterraggio. I due vi trascorrono un’intera notte, vigilati dagli indigeni, che la mattina seguente, quando Arkady e MISTER NO escono fuori, li attaccano. Ferito da una freccia, Arkady viene soccorso da un elicottero dell’esercito sovietico, che mette in fuga gli indios e, recuperata la capsula, riparte. 


Mister No n. 108, maggio 1984: l'isteria del better dead than red e la Guerra Fredda

 

Ispirato chiaramente a Yuri Gagarin, primo uomo nello Spazio (1961), Arkady è uno dei personaggi misternoiani più riusciti di Sclavi, che l’ha dotato di una notevole carica di umanità e simpatia. Davvero spassosi i suoi battibecchi con MISTER NO nelle ore notturne trascorse all’interno della capsula. Il pilota fa arrabbiare Arkady perché osa ironizzare sulla tecnologia sovietica e sul grande padre Stalin, ma alla fine, quella che nasce tra i due è una grande amicizia, un’amicizia che se ne infischia delle logiche della Guerra Fredda e della contrapposizione capitalismo/socialismo.


Il cosmonauta Arkady (MNO 108, pag. 14)



La terribile “guerra” – scrive Saverio Ceri su Dime Press n. 10 (cit.)- che più volte in passato […] ha portato il mondo sulla catastrofe, non aveva senso di esistere, russi e americani sono uguali, nessuno è buono nessuno è cattivo. Tutta la storia è in effetti una splendida apologia dell’amicizia e dell’uguaglianza; emblematico, in questo senso, il titolo, che, oltre a riferirsi all’alieno vero e proprio che appare nel finale (la sua silhouette e le sue parole sono una chiara citazione di E.T., l’extraterrestre del film omonimo di Steven Spielberg [1982]), allude soprattutto all’alieno inteso come straniero e come nemico: ciò che il russo Arkady dovrebbe essere per lo yankee MISTER NO e viceversa. Il significativo messaggio lanciato da Sclavi è che sulla Terra non esistono alieni, ma solo esseri umani. 
 


Mister No e Arkady (MNO n. 108, pag. 24)

L'alieno - una citazione da ET - che compare nel finale della storia (MNO n. 108, pag. 81)


ASIA

Le storie ambientate in questo continente si possono dividere in due gruppi. Da una parte, quelle appartenenti al filone bellico della serie; nello specifico, le avventure relative all’invasione giapponese della Cina (1938) e alle battaglie tra americani e giapponesi durante la SECONDA GUERRA MONDIALE. Dall’altra parte, storie come I delitti del Mar della Sonda (C. Cicogna [sog.&scen.] – M. Bianchini [dis.], nn. 125-128), Il ritorno delle “Tigri” (L. Mignacco [sog.&scen.] – F. Busticchi e L. Paesani [dis.], nn. 212-213) e gli episodi – quattro in tutto - che compongono la trasferta di MISTER NO ed ESSE-ESSE in Estremo Oriente (nn. 327-341).


I Paesi visitati da Mister No nel corso della "trasferta asiatica" (MNO n. 332, pag. 4 - La posta di Mister No)


Questa trasferta - che vede al fianco dei due amici l’olandese Piotr VAN DE VEER, vecchia conoscenza di ESSE-ESSE – non ha raggiunto i livelli qualitativi di quella africana; malgrado ciò, alcuni personaggi in essa apparsi sono senz’altro degni di menzione. E’ soprattutto il caso di tre figure che compaiono in Allarme atomico (L. Mignacco e M. Masiero [sog.&scen.], nn. 334-341), lunghissima avventura conclusiva, ai cui disegni si sono avvicendati Bianchini e Santucci, i fratelli Di Vitto, Paolo Bisi, Fabrizio Busticchi e Luana Paesani. I suddetti personaggi sono la cinese Madame Vibora e la coppia di spie rinnegate formata dall’americano Martin Donovan e dalla sua compagna, la russa Nadia Kreg.

Mister No n. 327, agosto 2002: inizia la "trasferta asiatica".


L’affascinante Madame Vibora (vipera in portoghese) - proprietaria di una casa da gioco, il Dragão de Ouro, a Macao - richiama alla mente Dragon Lady, la cattiva di Terry e i pirati, celebre serie a fumetti di Milton Caniff, pubblicata tra il 1934 e il 1945. Come Dragon Lady, Madame Vibora è astuta e pericolosa, ma non del tutto priva di sentimenti: nutre infatti un debole per VAN DE VEER, il quale, a sua volta, non resta indifferente al suo fascino. Decisamente più malvagi della femme fatale cinese sono Donovan e la Kreg: i due rubano un ordigno atomico da un bombardiere americano precipitato nella giungla thailandese, e incolpano del furto MISTER NO, ESSE-ESSE e VAN DE VEER.


La Grande Muraglia, uno dei simboli dell'Asia


Madame Vibora (MNO n. 337, pag. 51)


Ricercati in tutta l’Indocina sia dagli americani che dai sovietici, i tre amici, per scagionarsi, si mettono sulle tracce della diabolica coppia. Dopo un lungo e rischioso inseguimento - che li conduce prima a Macao, quindi in Cina e in Manciuria - i Nostri riescono infine a catturare Donovan e la Kreg nella palude thailandese dove questi ultimi hanno nascosto la bomba, per poi consegnarli ai rispettivi servizi segreti, che, in cambio, scagionano MISTER NO e i suoi amici da ogni accusa.


Mike Donovan e Nadia Kreg (MNO n. 339, pag. 61)

Mister No n. 341, ottobre 2003. Disegno di Diso.
 




ATACAMA

Situato nel nord del Cile, il deserto di Atacama ha una superficie di centocinquemila chilometri quadrati ed è il luogo più arido della Terra: la media annuale delle piogge è infatti di soli dieci millimetri (nel SAHARA, in confronto, è di sessanta mm), e in alcune aree non piove addirittura da secoli. MISTER NO ha visitato questo deserto ne Le montagne della Luna (A. Castelli [sog.&scen.] – F. Bignotti [dis.], nn. 101-104), storia che è un riuscito mix di avventura e giallo. Atterrato con il suo PIPER nel villaggio di San Pedro, autentica oasi in un mare di desolazione, il pilota incontra un simpatico prete belga, Padre Gustavo. Questi, oltre a fornirgli preziose informazioni sul conto della misteriosa Luisa PARKER, gli racconta la storia della regione e gli mostra il suo piccolo museo, dove sono raccolti vari manufatti degli antichi popoli del deserto e alcune impressionanti mummie. 


Mister No sorvola con il Piper il deserto di Atacama (MNO n. 102, pag. 33)

Padre Gustavo (MNO n. 102, pag. 48)

 

Curiosità: Sebbene Padre Gustavo sia dichiaratamente ispirato al sacerdote gesuita Gustavo La Paige - che nel 1957 inaugurò a San Pedro il museo archeologico che porta il suo nome -, le sue fattezze sono quelle di Sergio Bonelli: una trovata simpatica con cui il disegnatore Franco Bignotti – non sappiamo se di sua iniziativa o su suggerimento di Castelli – ha voluto omaggiare il papà di MISTER NO


Una delle più impressionanti mummie di Atacama! Lunga pochi centimetri e dagli strani tratti ha fatto anche pensare ai resti di un alieno!
 


Mister No n. 102, novembre 1983: le mummie del deserto di Atacama.





Massimo Capalbo


N.B. Trovate l'elenco di tutte le voci e i link a tutte le lettere dell'alfabeto nell'apposita pagina dedicata all'Atlante di Mister No!

P.S. Il 14 giugno 2013 l'Atlante di Mister No è stato oggetto di un annuncio nel sito ufficiale della Sergio Bonelli Editore, trafiletto che usa queste lusinghiere parole: L'Atlante di Mister No su Dime Web - Massimo Capalbo propone su Dime Web un approfondito e appassionante Atlante di Mister No a puntate. Un'opera che, seguendo l'ordine alfabetico, cataloga, analizza e si sofferma con cura sul mondo del nostro pilota amazzonico, sezionandolo con attenzione maniacale e accompagnando ogni scheda con foto, tavole e vignette tratte dagli albi della serie. Con l'inizio di luglio il sito della SBE si è rinnovato e la notizia ora appare nella homepage di Mister No!

P.P.S. del 5 luglio 2014: abbiamo integrato la voce Ananga con l'uscita del Dylan Dog Color Fest n. 12 dell'aprile 2014! 

9 commenti:

  1. Un lavorone pazzesco!!! Grandi complimenti all'autore!!

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  2. Grazie anche da parte mia!
    Max

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  3. Ho letto altre voci (Ananga, Ande, Atacama, Asia...): mi sono divertito e appassionato a ripercorrere alcuni temi e personaggi della saga di Mister No.
    Pian piano mi "stirerò" il resto!

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  4. davide cavaciocchi30 agosto 2013 22:05

    Molto bello, complimenti e grazie. vorrei fare però anche un appello a Davide Bonelli perchè ci faccia rivedere in edicola Jerry. non a cadenza mensile, ovviamente. intendo un albo speciale annuale o semestrale, ma come si deve. gli speciali dopo la chiusura furono davvero poca cosa.
    Mister No ci manca, sono certo che siamo tantissimi ad averne nostalgia

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    1. Sarebbe straordinario! A tutti noi della "vecchia e media guardia" manca Mister No!

      f.m.

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  5. Bravo ! Ma almeno un paio di speciali all'anno di prova si potrebbero fare no ????? Ci manchi Jerry !!!!!

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  6. "Ombre rosse" è un curioso misto tra giallo e esplorazione della fine del mito del west americano. Devo capire ancora se m' è effettivamente piaciuta o meno! XD
    Più classicheggiante e lineare "Alien", storia breve, ma intensa. Una delle migliori tra quelle che ho letto sin' ora! ^^
    La copertina de "I misteri di Atacama" è un po un pacco visto che le mummie nella storia fanno giusto una comparsata e la vicenda parla di altro! XD Bella in generale con Castelli che su MN fa ancora centro, però il finale rischia di rovinarla. Ancora non ho deciso se si tratta di una genialata o di una boiata! Ah, però! Non avevo fatto caso alla somiglianza di padre Gustavo con il Sergione! ^^

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    1. "Ardenne 44" è una delle primissime e pochissime storie di Mister No che lessi da ragazzino! Mi piacque molto! ^^

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